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Libri di P. Loreto

Mamma, rimettiti al primo posto!

di Cristina Di Loreto

editore: Red edizioni

pagine: 188

Un saggio di crescita personale dedicato alle mamme
14,00

Storia del lavoro nell'Italia contemporanea

editore: Il mulino

pagine: 423

Se l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro è necessario ricostruire l'evoluzione del lavoro in oltre 150 anni di storia n
32,00

Storia della CGIL. Dalle origini ad oggi. Ediz. ampliata

di Loreto Fabrizio

editore: Ediesse

pagine: 239

Chi erano Paolo Ravazzoli e Bruno Buozzi? Quale fu il dibattito sulla democrazia sindacale e come si è caratterizzato nelle di
18,00

Alle origini degli arabi. Un viaggio nell'archeologia dell'Arabia Saudita

di Romolo Loreto

editore: Mondadori Università

pagine: 304

Il regno dell'Arabia Saudita occupa gran parte della Penisola arabica, una terra che nell'immaginario collettivo si associa va
26,30
270,00

Sergio Garavini. Il sindacalista «politico»

editore: Ediesse

pagine: 512

22,00

Dialettica di Nanni Balestrini. Dalla poesia elettronica al romanzo operaista

di Antonio Loreto

editore: Mimesis

pagine: 199

Un tòpos della critica vuole che la pubblicazione di "Vogliamo tutto", nel 1971, costituisca una svolta rispetto alla precedente opera di Balestrini, avviatasi dieci anni prima con i "Novissimi" e con l'esperimento informatico di "Tape Mark I". Un lavoro iperformalista, ludico, anticomunicativo e disimpegnato avrebbe lasciato il campo a una letteratura più affabile e fruibile, assunti i caratteri dell'epica, dell'oralità e dell'impegno. Riconoscendo alla scrittura balestriniana un orizzonte estetico più ampio è forse possibile un'ipotesi alternativa. Si tratta di mettere a frutto gli studi sul rapporto tra una civiltà - i suoi modi di percezione e di pensiero e la tecnologia del linguaggio che gli è propria, e in particolare l'idea secondo cui l'uomo tipografico conosce con l'elettronica un'oralità di ritorno, ricalcando un ben noto rovesciamento dialettico. In effetti Balestrini attraversa gli anni Sessanta agendo lungo tre direttrici e mostrando -anche grazie a modelli quali Döblin o Brecht, e a interlocutori più o meno impliciti quali Pasolini, Vittorini o Calvino - come l'impegno possa scaturire dall'esasperazione del formalismo, l'oralità da una scrittura massimamente tipografica, e infine l'epica dalle tecnologie più avanzate del tardo capitalismo. Un'azione segnata dalla forza utopica e dalla tensione rivoluzionaria su cui "Vogliamo tutto", con l'intera parabola che vi ha condotto, si regge.
18,00

In quota

di Paola Loreto

editore: Interlinea

pagine: 104

Un'originale raccolta di poesie dedicate alla montagna: all'incontro con il suo corpo fisico e con la presenza che sembra animarla, ai suoi paesaggi naturali e umani. "Si fa presto a dire montagna, e a scrivere di vette cieli e nevi incantate, ma per passare dalla retorica alla poesia serve verità, ed è un mestiere difficile. La salita verso la cima è fatta di luci e ombre, felicità e ansia, incanto e delusione. Proprio come la vita vera, e i suoi misteri" (Enrico Camanni).
12,00

Human Capital Management (conf. 8 Cp.)

di Di Loreto

editore: Guerini e associati

208,00

Lo Stato-partito del fascismo. Genesi, evoluzione e crisi. 1919-1943

di Loreto Di Nucci

editore: Il mulino

pagine: 628

Frutto di un'accurata indagine svolta prevalentemente su fonti primarie (fonti archivistiche e a stampa, atti parlamentari, letteratura coeva, memorialistica), questo volume ricostruisce e interpreta la vicenda storica del fascismo seguendo la genesi, l'evoluzione e la crisi dello Stato-partito. Già dal 1923, infatti, si poté assistere a una progressiva compenetrazione e subordinazione del partito allo Stato, che però non riuscì nello scopo di realizzare pienamente l'unità del regime. Poco alla volta il sistema politico fascista assunse una configurazione tale da attivare una doppia dinamica: da un lato si evidenziò un dualismo fra la "patria fascista" e la nazione di tutti gli altri italiani, dall'altro, si concretizzò un ulteriore dualismo all'interno dello stesso Stato-partito, fra prefetti e federali in periferia e sottosegretari all'Interno e segretari generali del Pnf al centro. Il divario tra la comunità fascista e la nazione si accrebbe sia nel corso della segreteria Starace, sia durante la guerra, accentuandosi, al contempo, il contrasto tra prefetti e federali, che lo stesso Mussolini individuò tra i fattori di crisi del regime.
40,00
13,00

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