Libri di Pascal Engel
Volontà, credenza e verità
di Pascal Engel
editore: Jouvence
pagine: 117
In questo volume, nato dalle Lezioni veneziane di filosofia, Pascal Engel affronta con chiarezza e insieme con rigore una questione antica che sta anche al centro del dibattito filosofico contemporaneo sulla credenza: se la credenza sia involontaria o se non sia piuttosto sotto il controllo della volontà. In tre densi, ma sempre filosoficamente avvincenti capitoli (Siamo responsabili delle nostre credenze?, La verità e lo scopo della credenza, Il diritto di non credere), Engel ci offre una discussione argomentata e originale della questione e ce ne mostra i legami con i problemi e i temi dell'etica e della filosofia della religione.
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A cosa serve la verità?
editore: Il Mulino
pagine: 90
Che cos'è la verità? E qual è il valore che le si deve attribuire? La disputa sul significato e sull'utilità della verità è al centro del dibattito filosofico contemporaneo, ma la rilevanza del tema è tale da attrarre anche l'interesse dell'opinione pubblica, che alla voce della filosofia può rivolgersi per riceverne stimoli e suggestioni. Da buon pragmatista, Rorty dubita che la nozione di verità possa essere di qualche utilità e mostra i pregiudizi celati dietro la verità sia nella sfera intellettuale sia in quella sociale. Engel preferisce una concezione realista, e difende il valore della verità come norma della credenza e della ricerca, nella scienza come nel dominio pubblico. Per Rorty è più pericoloso usare tale nozione che non sbarazzarsene. Per Engel l'importante è tener ferma l'idea che la verità è una rappresentazione accurata della realtà.
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Filosofia e psicologia
di Pascal Engel
editore: Einaudi
pagine: 297
La filosofia non solo non ha mai riconosciuto lo statuto scientifico della psicologia, ma le ha anche negato quello morale, stigmatizzandola come mera tecnica di manipolazione e di controllo sociale. Ci sono però alcune correnti di pensiero secondo le quali molti problemi filosofici, e in particolare quelli della teoria della conoscenza, non sarebbero altro che problemi psicologici empirici e come tali dovrebbero essere trattati. L'autore, ripercorrendo le varie fasi di questo secolare conflitto, ridefinisce le posizioni in maniera più equilibrata, sostiene la pertinenza di certe ricerche psicologiche per la discussione di alcuni problemi filosofici e mostra come una posizione radicalmente contraria alla psicologia sia insostenibile.
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