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Libri di Piero Bevilacqua

Il volo e il labirinto. Miti greci che raccontano il nostro tempo

di Piero Bevilacqua

editore: Castelvecchi

pagine: 184

I miti greci incantano ancora, così come il vastissimo patrimonio di poesia, cultura e pensiero elaborato in pochi secoli da u
18,50

Aprire le porte. Per una scuola democratica e cooperativa

di Piero Bevilacqua

editore: Castelvecchi

pagine: 192

Da quasi un ventennio - non diversamente da quanto, in varia misura, accade nel resto d'Europa - la scuola italiana è sottopos
17,50

Il cibo e la terra. Agricoltura, ambiente e salute negli scenari del nuovo millennio

di Piero Bevilacqua

editore: Donzelli

pagine: 216

Oggi l'agricoltura, così come si è sviluppata negli ultimi 70 anni, pone all'umanità intera problemi drammatici: consuma il 70
13,00

Felicità d'Italia. Paesaggio, arte, musica, cibo

di Piero Bevilacqua

editore: Laterza

pagine: 205

Che cosa sono le felicità d'Italia? La musica, il cibo, la biodiversità agricola, il paesaggio, la tradizione artistica e cult
20,00

Elogio della radicalità

di Piero Bevilacqua

editore: Laterza

pagine: 171

È stato Marx a dare alla parola 'radicale' il significato che ora si presenta a noi in tutta la sua potente attualità. Nel 1843 scrive: "Essere radicale significa cogliere le cose dalla radice. Ma la radice per gli uomini è l'uomo stesso". Ecco, dunque, uno sguardo di cui abbiamo oggi davvero bisogno. Per incredibile che possa apparire, viviamo una fase nella quale, nonostante l'immenso patrimonio di conoscenze di cui disponiamo, stiamo soffocando sotto la coltre di un occultamento totalitario della nostra umana radice. Qual è il nostro fine, la nostra possibile felicità sulla terra, la nostra responsabilità verso le altre creature che la popolano, la natura, le generazioni che verranno? Tutti gli ideali di umano progresso e incivilimento che dall'Illuminismo in poi si sono susseguiti come orizzonti del nostro avvenire sono oggi ridotti a questa vacua teleologia dell"andare avanti' e sempre sullo stesso sentiero. 'Radicale' significa affondare lo sguardo in profondità, nei meccanismi costitutivi dei processi materiali. È questo rinnovato e rivoluzionario sapere, questo sguardo a tutto campo sul vivente, che sta rivelando e non cessa ancora di scoprire i beni comuni dai quali dipendono la nostra vita e il benessere di tutti.
16,00

Il grande saccheggio. L'età del capitalismo distruttivo

di Piero Bevilacqua

editore: Laterza

pagine: 217

"Dovrebbe apparire chiaro che non ci sarà "ripresa" e che non è il caso di aspettarla. Godot non arriverà. Oggi dovrebbe apparire evidente una realtà elementare. Occorre travalicare i confini della cultura economica che ha generato la crisi, per comprendere che non si è verificato un semplice guasto. Non è una ammaccatura della carrozzeria. È il motore, il cuore della macchina, che è bloccato dalla ruggine e non ce la fa più." Piero Bevilacqua non ha dubbi: la crisi esplosa nel 2008, e tuttora in corso, non è semplicemente il frutto di una speculazione finanziaria finita male per assenza di regole. È invece il segnale di "una crisi di sistema" che si esprime in una gigantesca disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e in una organizzazione della società che non corrisponde più alle potenzialità produttive del capitalismo del nostro tempo. Pensare di "uscire dalla crisi" con la semplice regolamentazione dei mercati finanziari è un'illusione. Occorre riorganizzare interamente la società. L'immensa ricchezza che il capitale è oggi in grado di produrre, che potrebbe fornire benessere e libertà all'umanità intera, poggia su pilastri culturali e su un'architettura sociale ancora sostanzialmente ottocenteschi. I rapporti tra gli stati, gli orari di lavoro, i ritmi della vita quotidiana, l'organizzazione delle città, il nostro rapporto con la natura, tutto si regge ancora entro i vincoli e le culture della vecchia società industriale.
10,50

Il grande saccheggio

L'età del capitalismo distruttivo

di Bevilacqua Piero

editore: Laterza

Dovrebbe apparire chiaro che non ci sarà 'ripresa' e che non è il caso di aspettarla
16,00

Miseria dello sviluppo

di Bevilacqua Piero

editore: Laterza

pagine: 257

Ciò che continuiamo a chiamare sviluppo, l'insieme dei processi economici e sociali che nell'ultimo mezzo secolo ha moltiplica
15,00

La Terra è finita

Breve storia dell'ambiente

di Bevilacqua Piero

editore: Laterza

pagine: 209

Si vive nella società del consumo dissipativo, assillata dal problema del riciclaggio dei rifiuti, e l'inquinamento del pianet
14,00

Prometeo e l'aquila. Dialogo sul dono del fuoco e i suoi dilemmi

di Bevilacqua Piero

editore: Donzelli

pagine: 121

L'antico mito di Prometeo rappresenta sin dall'antichità la geniale metafora del potere dell'uomo sulla natura
11,90

Breve storia dell'Italia meridionale. Dall'Ottocento a oggi

di Bevilacqua Piero

editore: Donzelli

pagine: 240

Fuori da ogni retorico preconcetto, l'autore ricostruisce la storia del meridione, contraddittorio e contrastato, che ha visto
12,90

Miseria dello sviluppo

di Piero Bevilacqua

editore: Laterza

pagine: 257

Ciò che continuiamo a chiamare sviluppo, l'insieme dei processi economici e sociali che nell'ultimo mezzo secolo ha moltiplicato i redditi individuali degli occidentali, elevato il loro benessere materiale, innalzato il loro orizzonte culturale, esteso gli spazi di libertà e rafforzato la loro partecipazione democratica, si è concluso: anzi si è rovesciato nel suo contrario. Oggi il meccanismo spontaneo della crescita non garantisce però benessere materiale ai cittadini. Piero Bevilacqua passa in rassegna le spie rosse che lampeggiano impazzite nella nostra paradossale "civiltà del benessere". La sua non è la "consueta lamentazione dell'ambientalismo" ma un'indagine su scala mondiale e a vasto spettro di ambiti sociali, alla ricerca di una spiegazione all'inspiegabile: perché nelle società più ricche, come gli Usa e il Giappone, la crescita del reddito monetario degli individui si accompagna a un sensibile aumento della loro privata infelicità, a un perdita sempre più evidente di relazioni sociali, a un impoverimento affettivo dei rapporti umani, al precipitare degli individui in una dimensione di competizione affannosa? Perché il mondo del lavoro richiede ai cittadini una flessibilità che non ha nulla di umano e impedisce una normale pianificazione di vita? Perché nel Terzo Mondo, a fronte dei pochi nuovi ricchissimi, dilaga la miseria e una vera e propria schiavitù di ritorno? Come si spiega la paralisi della politica di fronte a questo panorama dissestato?
8,50

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