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Libri di Salvatore Settis

Incursioni. Arte contemporanea e tradizione

di Salvatore Settis

editore: Feltrinelli

pagine: 368

Nel 1937 Duchamp si tagliò la testa
30,00

Architettura e democrazia. Paesaggio, città, diritti civili

di Salvatore Settis

editore: Einaudi

pagine: 173

Dove corre il confine fra «paesaggio» e «città»? E come giudicare o indirizzare gli interventi sull'uno e sull'altra, o la con
12,00

Cieli d'Europa. Cultura, creatività, uguaglianza

di Salvatore Settis

editore: Utet

Le distruzioni intenzionali di opere d'arte, l'incuria che affligge i monumenti e i paesaggi, il declino delle città storiche
12,00

Se Venezia muore

di Salvatore Settis

editore: Einaudi

pagine: 154

In tre modi muoiono le città: quando le distrugge un nemico spietato, quando un popolo straniero vi si insedia con la forza, o quando perdono la memoria di sé. Venezia può morire se perde la memoria, se non sapremo intenderne lo spirito e ricostruirne il destino. Fragile, antica, unica per il suo rapporto con l'ambiente, Venezia si svuota di abitanti, e intanto è bersaglio di innumerevoli progetti, che per "salvarla dall'isolamento" ne uccidono la diversità e la appiattiscono sulla monocultura di una "modernità" standardizzata, riducendola a merce, a una funzione turistico-alberghiera. Il caso di Venezia, emblematico, permette a Salvatore Settis un ragionamento universale: dall'Aquila a Chongqing - città della Cina che è passata dai 600.000 abitanti del 1930 ai 32 milioni di oggi - mutamenti frenetici imposti da ragioni produttive e di mercato violano il contesto naturale e lo spazio sociale, mortificano il diritto alla città e la democrazia.
12,00

Il paesaggio come bene comune

di Salvatore Settis

editore: La scuola di Pitagora

pagine: 24

Riconoscere la priorità del bene comune vuol dire subordinare ad esso ogni interesse del singolo, quando col bene comune sia in contrasto. Su questa visione si imperniò il grande (e ancora irrealizzato) progetto della Costituzione del 1948 per un'Italia giusta, libera e democratica. Quel progetto si esprime al meglio nell'art. 9 della Costituzione, secondo cui "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". Il paesaggio è lo specchio più fedele della società che lo produce, che se ne alimenta, che può trarne forza, ma può anche distruggerlo, annientando sé stessa in uno spasimo suicida. Perciò il paesaggio è un banco di prova.
2,00

Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l'ambiente contro il degrado civile

di Salvatore Settis

editore: Einaudi

pagine: 326

I danni al paesaggio ci colpiscono tutti, come individui e come collettività. Uccidono la memoria storica, feriscono la nostra salute fisica e mentale, offendono i diritti delle generazioni future. L'ambiente è devastato impunemente ogni giorno, il pubblico interesse calpestato per il profitto di pochi. Le leggi che dovrebbero proteggerci sono dominate da un paralizzante 'fuoco amico' fra poteri pubblici, dai conflitti di competenza fra Stato e Regioni. Ma in questo labirinto è necessario trovare la strada: perché l'apatia dei cittadini è la migliore alleata dei predatori senza scrupoli. E necessario un nuovo discorso sul paesaggio, che analizzi le radici etiche e giuridiche della tradizione italiana di tutela, ma anche le ragioni del suo logoramento. Per non farci sentire fuori luogo nello spazio in cui viviamo, ma capaci di reagire al saccheggio del territorio facendo mente locale. La qualità del paesaggio e dell'ambiente non è un lusso, è una necessità, è il miglior investimento sul nostro futuro. Non può essere svenduta a nessun prezzo. Contro la colpevole inerzia di troppi politici, è necessaria una forte azione popolare che rimetta sul tappeto il tema del bene comune come fondamento della democrazia, della libertà, della legalità, dell'uguaglianza. Per rivendicare la priorità del pubblico interesse, i legami di solidarietà che sono il cuore e il lievito della nostra Costituzione.
19,00

La villa di Livia. Le pareti ingannevoli

di Salvatore Settis

editore: Mondadori Electa

pagine: 79

Salvatore Settis accompagna il lettore alla scoperta delle splendide pitture di giardino della villa appartenuta a Livia, consorte di Augusto, alle porte di Roma, staccate negli anni '50 per ragioni conservative e ricomposte all'interno del Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo alle Terme. L'autore spiega con chiarezza le ragioni architettoniche e formali dei dipinti, lo spazio dell'incanto, che neppure agli angoli si interrompe, in rapporto alla posizione dell'osservatore e con un'attenta scalatura della resa di dettaglio: la rappresentazione delle piante in primo piano è infatti tanto minuta da consentire una precisa indagine botanica e ornitologica mentre diventa via via più sfumata e indistinta verso lo sfondo vago e mosso.
25,00

Laocoonte. Fama e stile

di Salvatore Settis

editore: Donzelli

pagine: 269

In questo libro, l'autore offre un percorso interpretativo del Laocoonte in cui la storia della sua fortuna, dall'antichità alla riscoperta cinquecentesca e via via fino al presente, fa da quadro a una rinnovata analisi delle fonti e a un esame rigoroso dei moduli stilistici. Ad arricchire il volume, quindici immagini del Laocoonte appositamente commissionate da Pino dell'Aquila, fotografo d'arte.
16,50

Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto

di Salvatore Settis

editore: Mondadori Electa

pagine: 410

Il volume raccoglie circa quaranta tra articoli, lettere e interventi al Ministero di Salvatore Settis sul futuro dei beni culturali e sulle polemiche e discussioni che li hanno circondati. È pubblicata la corrispondenza completa con i ministri Melandri e Urbani e la trascrizione di un'audizione inedita alla Camera dei Deputati di poco precedente l'uscita del Codice Urbani. Una prefazione dell'autore cerca di fare il punto sul momento attuale. Ogni testo è corredato da una breve nota.
18,00

Futuro del «classico»

di Salvatore Settis

editore: Einaudi

pagine: 127

Un percorso attraverso i sentieri della storia dell'arte che, dai grattacieli postmoderni americani corrono fino ai tempi dei Greci e dei Romani, per scoprire come è mutata nei secoli l'idea di "classico". L'autore scava, dall'oggi in direzione dell'antichità, l'archeologia di un termine che è sempre stato carico di senso, ma di un senso sempre mutevole a seconda degli orizzonti del gusto, della cultura e della società del tempo. Dall'Ottocento, in cui Greci e Romani da "Antichi" contrapposti ai "Moderni" si cristallizzano in classici, si passa alla considerazione di Winckelmann, dell'idealizzazione della grecità e dell'uso del "classico" come repertorio del Rinascimento, fino all'indagine sul significato del "classico" per gli stessi Greci e Romani.
12,00

Quale eccellenza? Intervista sulla Normale di Pisa

di Salvatore Settis

editore: Laterza

pagine: 178

La Scuola Normale Superiore di Pisa è un'istituzione quasi bicentenaria che rappresenta di fatto un unicum in Italia. È la culla delle migliori intelligenze italiane alla quale si accede e si insegna, con un criterio selettivo e rigorosamente meritocratico. Ha lo scopo di formare talenti che emergano per la capacità critica e immaginativa oltreché per l'ampiezza e la profondità delle conoscenze. La Normale non coltiva una concezione monopolistica del sapere, proponendosi come laboratorio di sperimentazione di modelli educativi trasferibili e utili. Questo studio è una riflessione sulle università italiane e straniere, su cosa distingue la formazione d'élite, sulla riforma universitaria e sul mercato del lavoro intellettuale.
10,00

Le pareti ingannevoli. La villa di Livia e la pittura di giardino

di Salvatore Settis

editore: Mondadori Electa

pagine: 92

Il volume di Salvatore Settis analizza la decorazione della vasta sala "del giardino" dalla villa di Livia, presso Prima Porta. Esempio particolarmente significativo perché molto antico (circa 40-20 a.C.), sia perché proviene da una villa imperiale, che appartenne a Livia, moglie di Augusto. Il testo offre inoltre un'analisi della pittura di giardino come genere.
15,00

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