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Libri di Stefano Rolando

Public branding. Per un nuovo modo di narrare i territori e le loro identità

di Stefano Rolando

editore: EGEA

pagine: 256

Il public branding - inteso come approccio complesso e pluridisciplinare all'evoluzione delle narrative interne ed esterne ai
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27,00

Civismo politico. Percorsi, conquiste, limiti. Un diario

di Stefano Rolando

editore: Rubbettino

pagine: 214

Un'idea semplice e chiara: il civismo politico ha un principale nemico, il cinismo politico. Un libro scritto con la responsabilità di chi studia e insegna unita alla passione di chi partecipa sperimentando, in particolare a Milano, un azionariato morale del cambiamento.
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16,00

La comunicazione dello Stato

di Stefano Rolando

editore: Editrice Bibliografica

pagine: 80

Uno sguardo d'insieme sulla comunicazione pubblica e istituzionale in Italia: la nascita e l'evoluzione degli ultimi cinquant'anni, fino alle nuove prospettive che hanno recentemente messo in discussione l'organizzazione degli enti pubblici e locali. E' la testimonianza di un pioniere del settore che ha sperimentato nuove vie sia all'interno delle istituzioni pubbliche, sia in ambiti associativi e internazionali, sia nelle università.
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6,20
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25,50

La comunicazione pubblica per una grande società. Ragioni e regole per un migliore dibattito pubblico

di Stefano Rolando

editore: Rizzoli

pagine: 376

Stefano Rolando da anni contribuisce ad animare l'evoluzione della comunicazione pubblica
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25,00

Le nostre storie sono i nostri orti (ma anche i nostri ghetti)

editore: Bompiani

pagine: 201

Marco Pannella è parte della storia della politica italiana del dopoguerra. Ma, pur avendo molto parlato e comunicato, prima di questo libro non si era mai raccontato. Per lui hanno parlato le sue battaglie, i suoi discorsi parlamentari a Roma e a Bruxelles, le sue resistenze, i suoi scioperi della fame e della sete. Alla guida di un "piccolo partito ", è spesso stato espressione di maggioranze degli italiani, interprete dei loro desideri, delle loro necessità, dei loro bisogni. Per questo non considera il suo un "partito minoritario". Stefano Rolando lo interroga, qui, a tutto campo: dalla formazione della classe dirigente nella Goliardia alla nascita del Partito Radicale, alle battaglie vinte per aborto, divorzio, obiezione di coscienza, all'attualità della politica. E gli chiede conto del suo retroterra politico e culturale. Su padri, figli e compagni di viaggio: da Mario Pannunzio ad Arrigo Benedetti, da Leonardo Sciascia a Elio Vittorini, da Pier Paolo Pasolini a Emma Bonino. Un libro agile e approfondito, punto di riferimento per chi voglia capire una personalità che ha marcato per sessant'anni la politica italiana.
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15,00

Il mio viaggio nel secolo cattivo

editore: Bompiani

pagine: 133

Maria Luigia Nitti Baldini, detta "Pimpa", voce nitida di una memoria storica che riguarda da vicino l'identità italiana. Esule antifascista a Parigi, negli anni Cinquanta e Sessanta è stata tra le animatrici dell'Unione Donne Italiane e ha partecipato attivamente alla vita civile del paese. Una vita arricchita e motivata dalle sue frequentazioni familiari): Nullo Baldini, il padre, deputato socialista e fondatore della cooperazione italiana; Francesco Saverio Nitti, il suocero, presidente del Consiglio dei ministri nel 1919 ed eminente figura della storia italiana tra i due secoli; Giuseppe Nitti, il marito, deputato liberale alla Costituente; oltre ai protagonisti del antifascismo italiano in Francia come Treves, Modigliani, Sturzo, la famiglia Nenni e molti altri. Si è formata nella cultura del socialismo riformista della cooperazione romagnola e resta ancora dell'idea che "solo attraverso il riformismo e non con la violenza si possa migliorare il mondo". Oggi, a novantasette anni, vivacissima, informata, con una memoria dettagliata, ripercorre in conversazione con Stefano Rolando l'intero secolo, ricostruendo storie di famiglia tra dolori e speranze della generazione che ha più contribuito a creare in Italia le condizioni della libertà e dei diritti costituzionali. Un libro che da voce alla memoria pubblica e privata e costituisce lo spaccato intimo di una complessa famiglia liberaldemocratica - la famiglia Nitti - tra l'esilio, il ritorno in Italia, Roma e la natia terra lucana.
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