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Libri di V. Trione

Storia dell'arte italiana

di Giulio C. Argan

editore: Il Saggiatore

pagine: 544

«Non può farsi la storia d'Italia senza fare la storia dell'arte italiana»: a oltre cinquant'anni dalla sua prima pubblicazion
Disponibilità immediata
35,00

Storia dell'arte italiana

di Giulio C. Argan

editore: Il Saggiatore

pagine: 576

«Non può farsi la storia d'Italia senza fare la storia dell'arte italiana»: a oltre cinquant'anni dalla sua prima pubblicazion
Disponibilità immediata
36,00

Storia dell'arte italiana

di Giulio C. Argan

editore: Il Saggiatore

pagine: 752

«Non può farsi la storia d'Italia senza fare la storia dell'arte italiana»: a oltre cinquant'anni dalla sua prima pubblicazion
Disponibilità immediata
40,00

Arte

di Giulio Carlo Argan

editore: Treccani

pagine: 288

Tra le numerose voci che Giulio Carlo Argan ha redatto nel corso di quasi cinquant'anni per l'Istituto della Enciclopedia Ital
Disponibilità immediata
15,00

Armi improprie. Lo stato della critica d'arte in Italia

editore: Johan & Levi

pagine: 348

Nel manifesto l'"Antitradizione futurista", pubblicato nel 1913, Apollinaire riserva «mer
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25,00

Sull'arte. Scritti dal 1955 al 2016

di Umberto Eco

editore: La nave di Teseo

pagine: 1136

Quasi a sua insaputa, nel corso degli anni, Umberto Eco ha scritto un autentico trattato sull'arte
Disponibilità immediata
35,00

Boccioni e il futurismo

di Roberto Longhi

editore: Abscondita

pagine: 120

«Mi conosco un poco in arte italiana, e vi posso assicurare che di grandi scultori non ne abbiamo avuti molti; ma alcuni grand
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13,00

Boccioni e il futurismo

di Roberto Longhi

editore: Abscondita

pagine: 118

"Mi conosco un poco in arte italiana, e vi posso assicurare che di grandi scultori non ne abbiamo avuti molti; ma alcuni grandissimi, addirittura che bastano. Sono Giovanni Pisano, Giotto, Jacopo della Quercia, Antonio Rizzo, Michelangelo. Eppoi di grande tradizione scultoria, di grande stile - perché voi credete bene al grande stile, lo so - più nulla. Ho già detto di passata perché non si può pretender nulla da Bernini: varrebbe la pena di cercare più tardi se non fosse per fermarci a Rosso che per quanto grande ci appare troppo spaesato per poterlo includere in questo glaciale menu di grandezze? Non credo. Bisogna dunque cercare tutti i modi - dalla impersonalità storica più irreprensibile ai pugni alle bastonate - per far comprendere a chi spetta di comprendere, in Italia, che a quella schiera magica va aggiunto al più presto, subito, il nome di Boccioni - questo grande scultore."
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13,00

Il cinema degli architetti

editore: Johan & levi

pagine: 270

Questa è una storia di dialoghi mancati, di approdi differiti
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22,00

Arte in tv. Forme di divulgazione

editore: Johan & levi

pagine: 182

Nell'ormai lunga storia della tv italiana l'arte ha avuto fin da subito uno spazio preciso, se si pensa che il 3 gennaio 1954 non solo segna il debutto delle trasmissioni RAI ma anche la messa in onda del primo approfondimento culturale, Le avventure dell'arte. E di avventura si è trattato: le estreme potenzialità comunicative del nuovo mezzo, che portava letteralmente nelle case degli italiani per la prima volta argomenti elitari, si scontravano presto con la diffidenza, per non dire l'ostracismo, di una parte consistente di critici e intellettuali. A distanza di sessant'anni lo scenario e i protagonisti di questo racconto sono decisamente cambiati, con la presenza delle emittenti private prima e della pay tv poi, e quindi con il deciso ampliarsi dell'offerta. Ma se il contesto muta, le questioni attorno a cui il rapporto arte-tv si gioca rimangono le stesse, in primis quella della legittimità di un medium a vocazione popolare a veicolare un contenuto alto, e soprattutto quella riguardante le funzioni che il piccolo schermo svolge nei confronti dell'arte, a partire dalla divulgazione che, pur nelle sue varie tipologie, è considerata storicamente la principale e più ovvia declinazione del mezzo. Proprio a quest'ultimo aspetto in particolare è dedicata la serie di saggi raccolti nel presente volume, sia che si muovano dal campo specifico della comunicazione televisiva sia che scelgano di privilegiare l'ambito artistico.
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16,00

Post-classici. La ripresa dell'antico nell'arte contemporanea. Catalogo della mostra (Roma, 22 maggio-29 settembre 2013)

editore: Electa

pagine: 206

Il post-classicismo è una tendenza trasversale dell'arte italiana
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29,00

Anno di piombo

di Mimmo Rotella

editore: Abscondita

pagine: 101

In "L'ora della lucertola", Mimmo Rotella racconta: "In Italia c'è un pesante clima di rivendicazioni sindacali. Nel Nord ci sono spedizioni punitive contro o politici 'irregolari' o gente di opposti partiti politici, specialmente fascisti. Questo clima in parte è il risultato e lo strascico del famoso '68. Ora ci sono le rivendicazioni degli operai contro il governo. Si preannunciano i famosi 'anni di piombo'. È un mattino di settembre a Milano, una splendida giornata di sole. Telefono al mio assistente. L'auto arriva decappottata. Incontriamo per strada cortei di lavoratori. C'è una manifestazione di autonomi in piazza Duomo. Da via Broletto imbocchiamo via Porrone. Gli autonomi, tutti giovani sui vent'anni, percorrono la stessa via armati di sassi, spranghe e bighe di ferro. Urla, sassate e bighe di ferro ci arrivano addosso. Un sasso spacca letteralmente il parabrezza mentre una biglia di ferro mi raggiunge sulla parte destra del mio viso, sotto lo zigomo. Il vestito che indosso, una sahariana di Yves Saint-Laurent, è tutto sporco di sangue". Con uno scritto di Pierluigi Battista.
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