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Libri di Valeria Della Valle

La strada sognata

di Valeria Della Valle

editore: Einaudi

pagine: 192

È un'atmosfera perduta per sempre, quella che Valeria Della Valle ci restituisce in tutta la sua luce
14,00

Le parole valgono

editore: Treccani

pagine: 169

Per reagire all'ondata di violenza e di sciatta volgarità che ha invaso la lingua italiana, gli autori hanno scelto, come stru
15,00

La nostra lingua italiana

editore: Sperling & kupfer

pagine: 197

La storia della lingua italiana è così bella e avventurosa che vale il lungo viaggio necessario a conoscerla: un percorso che
17,00

Che cos'è un neologismo

editore: Carocci

pagine: 147

Che cosa sono i neologismi e perché si formano? Chi può coniare parole nuove e attraverso quali canali si diffondono? È possib
12,00

Le parole del lessico italiano

editore: Carocci

Le parole del lessico italiano sono tessere di un grande mosaico che rappresenta la comunità di coloro che da più di mille ann
12,00

Lezioni di lessicografia. Storie e cronache di vocabolari

editore: Carocci

pagine: 158

Abbatacchiare, accattapane, appennecchiare, baciabasso, fànfano, fortume, raffacciare, rovigliare, sbricco, smanziere, treccare: avete mai usato queste parole? Certamente no, perché di fatto non esistono. Eppure, i vocabolari italiani più aggiornati continuano a registrarle. Valeria Della Valle e Giuseppe Patota spiegano perché ricostruendo la storia di queste e altre parole fantasma. I due studiosi, entrambi direttori di vocabolari, raccontano poi come si costruisce un dizionario visitando varie officine lessicografiche antiche e moderne, fra cui quelle dell'Accademia della Crusca, dell'Enciclopedia Treccani e del Dizionario Garzanti.
17,00

Viva la grammatica! La guida più facile e divertente per imparare il buon italiano

editore: Sperling & kupfer

pagine: 288

Grammatica: ecco la parola innominabile e antipatica, che evoca pagine polverose e noiose, fìtte di regole ferree, a volte inutili, a volte incomprensibili, che sembrano inventate apposta per far passare la voglia di studiare. Sarà per questo che i ragazzi continuano a infarcire di errori ortografici i temi di maturità, che adulti laureati costellano di svarioni i test dei concorsi, che i politici scivolano sui congiuntivi nei discorsi pubblici? E se è così, bisogna allora rassegnarsi a un linguaggio sempre più approssimativo e trascurato? Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, da tempo impegnati a smantellare il modello di una lingua inappuntabile ma astratta e inespressiva, proposto per molto tempo dalla scuola, presentano una grammatica tutta nuova: un percorso fra articoli, preposizioni, nomi e verbi che, mettendo da parte schemi, prescrizioni e divieti, racconta e spiega il perché delle regole e insegna i semplici principi che permettono di sciogliere i dubbi ed evitare le trappole più insidiose. Una guida amichevole, basata su esempi tratti dalla comunicazione quotidiana, dalle espressioni usate nei giornali, in televisione, nei romanzi, nelle canzoni, nei film. Un'occasione per avvicinarsi all'appassionante, avventurosa storia dell'italiano e per scoprire - una rivelazione davvero inaspettata! - il lato divertente della grammatica.
15,90

L'italiano in gioco. 1000 quiz per misurare la tua conoscenza della lingua

editore: Sperling & kupfer

pagine: 308

Com'è il nostro italiano? Ne abbiamo una buona padronanza o ci siamo adagiati sulla lingua approssimativa, costellata di errori, alla quale ci hanno abituati certe mode? E quanto ci sentiamo sicuri sulle regole della grammatica? Per scoprirlo possiamo metterci alla prova con i quiz proposti in questo libro, suddivisi per livelli di difficoltà, da elementare ad avanzato, in modo che tutti vi si possano cimentare. Oltre 1000 domande su ortografia, pronuncia, significato e origine delle parole, coniugazione di verbi, modi di dire e altro ancora. Per ogni soluzione, una spiegazione grammaticale, etimologica o storica ricca di informazioni e di curiosità: 1000 e più pillole energetiche per rinforzare la nostra conoscenza dell'italiano e imparare, giocando e divertendoci, ad amarlo ancora di più.
14,90

Piuttosto che. Le cose da non dire, gli errori da non fare. Ediz. illustrata

editore: Sperling & kupfer

pagine: 163

Piuttosto che usato al posto di "o" è un'espressione che merita, proprio come "un attimino" o "quant'altro", un posto di primo
8,90

Piuttosto che. Le cose da non dire, gli errori da non fare

editore: Sperling & kupfer

pagine: 178

"Piuttosto che" usato al posto di "o" è un'espressione che merita, proprio come "un attimino" o "quant'altro", un posto di primo piano fra i cosiddetti tormentoni, con l'aggravante di essere un errore: il suo significato corretto, infatti, è "più che", "invece di", "anziché". Un tipico errore "di moda", che si è affermato grazie ai media. In questo libro, gli autori hanno elencato in ordine alfabetico altri 300 errori molto comuni, veniali o più gravi. Li hanno trovati disseminati nei giornali, nelle chat e nei blog e, in gran numero, nelle conversazioni televisive e nelle dichiarazioni di personaggi pubblici, a conferma di quanto sia facile cadere in certi trabocchetti anche in situazioni nelle quali il linguaggio dovrebbe essere più attento e sorvegliato. Attraverso i "cattivi esempi" i due linguisti hanno messo a punto uno strumento utile e divertente da usare come test di autovalutazione o per un veloce "ripasso" delle forme da evitare in vista di un esame o di un concorso. Se è vero, infatti, che l'evoluzione della lingua ha semplificato le regole della comunicazione e cambiato il modo di giudicare gli errori, è pur sempre vero che, se si vuole parlare e scrivere correttamente, bisogna interrogare la grammatica e seguire i colorati insegnamenti della matita rossa e blu.
15,90

Viva la grammatica! La guida più facile e divertente per imparare il buon italiano

editore: Sperling & kupfer

pagine: 266

Grammatica: ecco la parola innominabile e antipatica, che evoca pagine polverose e noiose, fìtte di regole ferree, a volte inu
16,00

Viva il congiuntivo! Come e quando usarlo senza sbagliare

editore: Sperling & kupfer

pagine: 167

Nella grammatica italiana non c'è argomento che abbia reputazione peggiore del congiuntivo
9,50

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