Antropologia
Il cosmo amazzonico. Simbolismo degli indigeni tukano del Vaupés
di Gerardo Reichel-Dolmatoff
editore: Adelphi
pagine: 377
Nell'antropologia del Novecento spiccano due libri anomali e fascinosi, che si fondano sulla testimonianza di un unico informatore: "Dio d'acqua" di Marcel Griaule e "II cosmo amazzonico" di Gerardo Reichel-Dolmatoff. Come il vecchio Ogotemmeli aprì a Griaule le prospettive stupefacenti della cosmologia e della metafisica dogon, così Antonio Guzmán (ma il suo vero nome era Miru Púu) introdusse Reichel-Dolmatoff alla dottrina della sua tribù, i Desana, e al tempo stesso gli svelò il complesso edificio del "cosmo amazzonico". Centrale, in quelle concezioni, e sottilmente elaborato, è tutto ciò che si connette alla caccia e al rapporto con gli animali. Solo all'interno di quei fatti si potrà delineare la figura e la funzione dello sciamano, punto di equilibrio precario e sempre rinnovato per il mondo della foresta amazzonica. Attraverso le parole di Miru Púu e le rigorose analisi di Reichel-Dolmatoff un imponente e in larga parte ignoto territorio di pensieri, di credenze e di emozioni si svela ai nostri occhi.
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Elogio del politeismo. Quello che possiamo imparare dalle religioni antiche
di Maurizio Bettini
editore: Il mulino
pagine: 155
Duemila anni di monoteismo ci hanno abituato a ritenere che Dio non possa essere se non unico, esclusivo, vero. Al contrario, il politeismo antico prevedeva la possibilità di far corrispondere fra loro dèi e dèe appartenenti a culture diverse (la greca Artemis alla romana Diana, l'egizia Isis alla greca Athena), ovvero di accogliere nel proprio pantheon divinità straniere. Questa disposizione all'apertura ha fatto sì che il mondo antico non abbia conosciuto quella violenza a carattere religioso che invece ha insanguinato, e spesso ancora insanguina, le culture monoteiste. È possibile attingere oggi alle risorse del politeismo per rendere più agevoli e sereni i rapporti fra le varie religioni?
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Antropologia dell'esperienza
di Victor Turner
editore: Il mulino
pagine: 182
La nostra vita è ricca di ritualità e rappresentazioni: ricorriamo a pratiche performative per mostrarci, raccontarci e "mette
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Il segno intrattabile. Antropologia del simbolo e del consumo
editore: Nuova Editrice Berti
pagine: 182
Esiste ancora un nucleo antropologico in grado di resistere alla catastrofe del consumo? Cosa significa, dopo il crollo delle ideologie, dire e pensare l'uomo nella società?
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Matriarcato e dee-madri
di Frazer James G.
editore: Mimesis
pagine: 94
Grande antropologo e storico delle religioni, James Frazer ha dato alla magia la giusta collocazione nel sistema del sapere um
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Lombroso e il brigante. Storia di un cranio conteso
di Milicia M. Teresa
editore: Salerno
pagine: 165
In una grigia mattina di dicembre del 1870 Cesare Lombroso esaminò il cranio di Giuseppe Villella, originario di Motta Santa L
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Antropologia sociale delle origini umane
di Barnard Alan
editore: Il mulino
pagine: 262
Proprio perché l'essere umano nasce quale animale sociale, la ricostruzione delle sue origini non può prescindere dal contribu
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Il mistero dei maya
editore: Ghibli
pagine: 614
Il calendario maya è stato recentemente al centro dell'attenzione per la sua catastrofica previsione di una fine del mondo imminente. In questo libro archeologi, studiosi di questa civiltà perduta si soffermano a lungo sulla grande importanza attribuita dai Maya al tempo. Il mistero di questa centralità del tempo racchiude il senso del rapporto dei Maya con l'ambiente e la vita. Come le altre culture precolombiane, i Maya vivevano in continua lotta e armonia con la potente natura sudamericana. Le tracce grandiose della loro civiltà vengono spiegate, ripercorse e raccontate in una trama densa di nuovi spunti. Tra grandiose architetture innalzate al cielo e piccole e grandi intuizioni sulla vita quotidiana, questo libro restituisce anche la bellezza dei luoghi e di un contesto, altrimenti, per sempre perduto.
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Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere
di Jared Diamond
editore: Einaudi
pagine: 576
Sono molte le civiltà del passato che parevano solide e che invece sono scomparse
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Lettere ai morti nell'Egitto antico e altre storie di fanstami
editore: Paideia
pagine: 184
Piramidi erette verso il cielo, tombe scavate nella profondità della terra, sarcofagi, mummie, libri dei morti e rituali funerari infiniti sono all'origine dell'idea che l'Egitto fosse il più prossimo dei portali di accesso al mondo dei morti. Dietro questo Egitto si nasconde una società di gente comune, che se non trovò spazio in discussioni teologiche e testi religiosi, d'altro canto viveva di cose concrete e quotidiane come possono essere il pane per mangiare o il denaro per vivere. E queste persone erano solite scrivere ai propri defunti per ottenere beni materiali, per questioni di denaro, di eredità, di furti, di malattie, tradimenti, salute, fecondità, ecc. In queste lettere non c'era nulla di solenne; erano lettere irriverenti che venivano deposte nelle tombe, riaperte di continuo a ogni nuova richiesta, e miravano a scuotere il defunto dal suo sonno eterno. Nell'antologia curata da Gianluca Miniaci, oltre a lettere di questo tipo sono raccolti e commentati altri testi che raccontano di fantasmi, di morti e di spiriti, di formule di protezione e metodi per respingere i fantasmi, e anche una storia "senza fantasmi" in cui l'anonimo autore, disilluso da un mondo ultraterreno che non si vede, s'interroga sulla reale prosecuzione della vita oltre la morte.
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Il futuro come fatto culturale. Saggi sulla condizione globale
di Arjun Appadurai
editore: Cortina raffaello
pagine: 444
Brillante teorico della modernità diffusa e della democrazia profonda, la democrazia situata e praticata nella vita quotidiana, Arjun Appadurai è considerato uno dei massimi studiosi di globalizzazione, mass media e processi migratori. Il suo libro più conosciuto, "Modernità in polvere", analizzava alcuni fatti culturali con l'obiettivo di portare alla luce la relazione tra modernizzazione come evento e modernizzazione come teoria. "Il futuro come fatto culturale" si inserisce in quel processo di ridefinizione delle categorie di lettura del mondo attuale con un'esplicita apertura al modo di far luce, nella prospettiva dell'antropologia, sulla dimensione dell'avvenire. Ma un avvenire inteso non come possibile scenario prossimo venturo, bensì come elemento dell'immaginario sociale mediante il quale le collettività elaborano strategie di adattamento e di sopravvivenza in una realtà dominata dalle forze "impersonali" della finanza, delle strategie mediatiche, del bricolage ideologico e religioso. Al cuore di questo lavoro, l'India, in particolare i movimenti per il diritto alla casa e ai servizi urbani nati negli slum di Mumbai. Appadurai analizza le lotte dei poveri della città per ottenere riconoscimento, equità e autonomia politica in condizioni di estrema ineguaglianza, prospettando in questo modo una "politica della speranza" e gettando le fondamenta di una solida e imprescindibile antropologia del futuro.
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L'universo, gli dèi, gli uomini. Il racconto del mito
di Jean-Pierre Vernant
editore: Einaudi
pagine: 216
I miti giungono dai Greci fino a noi come un universo di frammenti, personaggi, storie, illuminazioni
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