Arte
Il ritratto. Archeologia classica
di Anna M. Riccomini
editore: Carocci
pagine: 243
Il volume è dedicato al ritratto greco, etrusco e romano nel periodo compreso tra il VII secolo a. C. e il IV d. C. Le tipologie elaborate dalle diverse civiltà sono presentate in modo sincronico, per favorire il confronto tra modelli coevi. Dei ritratti di pensatori, politici, dinasti del mondo greco e degli imperatori romani, compresi quelli di recente scoperta, si discutono i problemi di identificazione e cronologia, le scelte stilistiche e iconografiche, le simbologie. I ritratti sono presentati anche alla luce della committenza e dei contesti di provenienza, sia pubblici che privati.
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1914/2014. Cent'anni di architettura futurista
editore: Clean
pagine: 159
Sono passati poco più di cent'anni da quell'11 luglio del 1914, quando la pubblicazione del celebre Manifesto santeliano getta
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La vita segreta del Monumento Continuo. Conversazioni con Gabriele Mastrigli
di Gabriele Mastrigli
editore: Quodlibet
pagine: 186
Fondato nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi uniti Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris e Alessandro Poli, il Superstudio è stato tra i gruppi più influenti della cosiddetta architettura radicale. Nel clima generale delle neoavanguardie italiane e all'interno di un inedito e intenso campo di forza politico, il Superstudio si sviluppa a Firenze nell'alveo dell'Insegnamento dei tre grandi Leonardo - Benevolo, Ricci e Savioli - in parallelo ad Archizoom, 9999, Ziggurat, UFO, Gianni Pettena e altri ancora. Nonostante l'asciuttezza metafisica delle immagini - forse la critica più dura alle pretese salvifiche del Movimento Moderno - il Superstudio è stato tutt'altro che un gruppo omogeneo. Basti pensare ad Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, che arrivano all'architettura rispettivamente dalla pittura e dalla fotografia, oppure a Gian Piero Frassinelli, che coltivava interessi specifici per l'antropologia. Le conversazioni di Gabriele Mastrigli con i tre protagonisti, realizzate in occasione della Biennale di Venezia diretta da Rem Koolhaas - di cui è noto il debito giovanile nei confronti del gruppo fiorentino -, ripercorrono, ciascuna da un punto di vista differente, l'intero percorso del Superstudio: dalla mostra fondativa Superarchitettura, alle visioni distopiche del Monumento Continuo (1969) e delle Dodici città ideali (1971), sino agli Atti fondamentali (1972-73)...
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Oro dentro. Un archeologo in trincea: Bosnia, Albania, Kosovo, Medio Oriente
editore: Skira
pagine: 192
Esistono vari modi di lavorare sui beni culturali: insegnare, prodigarsi nelle istituzioni, denunciare incuria e malefatte
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Storie di quadri (a testa in giù)
di Friot Bernard
editore: Il Castoro
pagine: 109
Storie che raccontano quadri, o quadri che illustrano storie? Il museo immaginario di Bernard Friot è fatto d'arte e di raccon
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Patrimonio al futuro. Un manifesto per i beni culturali e il paesaggio
di Volpe Giuliano
editore: Mondadori Electa
pagine: 176
Il dibattito sui beni culturali e paesaggistici nel nostro Paese alterna spesso retorica d'occasione e pressappochismo a chiac
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Riscoprire Bisanzio. Lo studio dell'arte bizantina a Roma e in Italia tra Ottocento e Novecento
di Giovanni Gasbarri
editore: Viella
pagine: 309
Per gli storici dell'arte italiani attivi a cavallo tra Ottocento e Novecento, intraprendere lo studio di Bisanzio significava spesso dover affrontare un vero e proprio labirinto di questioni controverse. Nel corso della sua millenaria esistenza, infatti, l'Impero Romano d'Oriente aveva impresso un marchio indelebile sui territori della penisola, condizionando in modo profondo gli sviluppi dell'arte medievale in Italia, in misura assai superiore rispetto a qualsiasi altro paese dell'Europa occidentale. Agli occhi degli studiosi che operavano all'interno del delicato clima post-risorgimentale, e che individuavano nella storia dell'arte una componente sostanziale per l'autopercezione culturale di uno Stato ancora giovane, ogni valutazione sull'arte bizantina rischiava quasi inevitabilmente di sfociare in un più vasto problema di identità nazionale. Tali premesse, tuttavia, non impedirono all'Italia, e all'ambiente romano in particolare, di imprimere una spinta significativa all'avanzamento delle ricerche in materia di arte bizantina. Uno sguardo ravvicinato agli studi storico-artistici di quegli anni consente infatti di riscoprire una produzione scientifica ampia e multiforme, che seppe fornire un contributo rilevante al dibattito internazionale sulle arti di Bisanzio. Prefazione di Xavier Barral i Altet.
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Photoshop CC per la fotografia digitale
di Scott Kelby
editore: Pearson
pagine: 395
Il libro mostra passo passo le tecniche usate dai fotografi più aggiornati, spiegando in modo chiaro e immediato quali imposta
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Imparo a fotografare le persone con gli occhi dei grandi maestri
di Henry Carroll
editore: Vallardi a.
pagine: 127
Bill Brandt, Arnold Newman, Garry Winogrand, Sebastiao Salgado, Philippe Halsman, Hendrik Kerstens, Cindy Sherman, Duane Michals, Pieter Hugo, Bettina von Zwehl. 50 grandi fotografi ci mostrano come realizzare ritratti indimenticabili, svelando i segreti per ottenere equilibri, profondità, effetti particolari. E rivelandoci una regola aurea: "Non fotografate la gente. Fotografate le persone".
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I grandi fotografi
di Juliet Hacking
editore: Einaudi
pagine: 304
"Ridurre circa 180 anni di produzione fotografica (si pensi che il solo Cartier-Bresson produsse di più di mezzo milione di negativi in un'unica vita) a meno di quaranta nomi, significa che le biografie presentate qui appartengono a coloro che sono passati alla posterità. I trentotto artisti rappresentati in queste pagine hanno tutti creato immagini straordinarie servendosi della fotografia. Ma non sono assolutamente i soli grandi fotografi esistenti. Lo scopo di raccontare queste vite è quello di rammentare al lettore alcuni dei piaceri e dei valori della biografia nel suo rapporto con la storia dell'arte: non solo la sua accessibilità e il suo interesse, ma anche il suo ruolo di correttivo alla moda attuale delle cronologie (con la loro natura sedicente fattuale). Spero che questi brevi saggi aiutino a controbilanciare l'idea dominante secondo cui la biografia è anti intellettuale. Anche se l'aforisma classico ars longa, vita brevis continua a essere attuale, ora siamo meno inclini a concepire la vita e l'opera di un artista in opposizione tra loro, e le vediamo entrambe come l'arena in cui si modellano, si forgiano e si creano forme nuove con il loro irresistibile slancio vitale".
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Milano 2015. Ediz. italiana e inglese
editore: Skira
pagine: 112
1965. Cinquant'anni fa. Un giovane fotografo di talento, Carlo Orsi, ritrae Milano. Luci e ombre, miserie e nobiltà, confronti e contraddizioni. Frammenti di città, cui Dino Buzzati accosta altri frammenti, parole come scatti di un obiettivo fotografico. Ne nasce un libro, bellissimo. E oggi praticamente introvabile. 2015. Cinquant'anni dopo. Lo stesso grande fotografo, Carlo Orsi, torna a ritrarre la sua Milano. Luci e ombre, miserie e nobiltà, confronti e contraddizioni. Come allora. Con la stessa sensibilità di allora, e l'esperienza di una vita. Nuovi frammenti di città, e le parole, come scatti di un obiettivo, sono questa volta quelle di Aldo Nove. Nasce un nuovo libro, nell'identico formato e con l'identica confezione di quello di cinquant'anni fa. Anche il nuovo libro, naturalmente, si intitola semplicemente Milano. Ed è, ancora una volta, bellissimo, come quello di allora.
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