Arte
Il «Trittico» del Beato Angelico della galleria Corsini
editore: Gangemi
pagine: 64
Presentare i frutti del restauro di un capolavoro come il Trittico del Beato Angelico è senz'altro uno tra i compiti più emozi
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Jackson Pollock. Energia resa visibile
di B. H. Friedman
editore: Johan & levi
pagine: 295
Quando nella primavera del 1955 il giovane B.H. Friedman lo incontra per la prima volta, Jackson Pollock è già un "vecchio maestro" dell'Espressionismo Astratto. Possente nel fisico quanto esplosivo e lavico nel talento, si è conquistato fama internazionale con un corpus di opere che racchiude un'intera gamma espressiva, dal delicato lirismo alle immagini più impetuose. La rivista Life lo ha da poco osannato come il più grande pittore statunitense e alla Cedar Tavern è riverito ogni sera da una folla di giovani artisti che sgomitano per avvicinarsi a lui. Per loro Jackson è quello che ha rotto il ghiaccio e spianato la strada alla prima generazione radicalmente americana. Per i semplici avventori del leggendario ritrovo del Greenwich Village, invece, Pollock non è che un elemento pittoresco, un personaggio tristemente noto per le sue metamorfosi: in preda all'alcol la voce gli si fa più roca, il lessico scurrile, i gesti via via più aggressivi, lo sguardo obnubilato, fino allo scoppio dell'inevitabile rissa. Frutto di un'amicizia nata nell'ultimo anno di vita di Pollock, questo libro ne ripercorre la breve parabola con straordinaria vividezza, senza trascurare i momenti più sofferti: gli stenti degli anni formativi e l'uso dell'alcol per placare i conflitti interiori, i primi lavori accademici realizzati sotto la supervisione di Thomas H. Benton e la scoperta di un linguaggio tutto suo, il dripping.
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Edvard Munch
editore: Abscondita
pagine: 144
Negli ultimi decenni, grazie all'instancabile lavoro della critica, l'arte di Munch ha rivelato una pluralità di aspetti, tali da trasformarla da "urlo" in parola, da angoscia inarticolata a discorso compiuto. Tuttavia questo processo, lungi dall'approdare a una visione compiuta del corpus artistico, ne ha svelato la sostanziale inesauribilità di significati. Infatti, in virtù di questa incessante donazione di senso, i lavori dell'artista norvegese appaiono come un prisma dalle mille facce, un enigma, al pari degli stati d'animo a essi sottesi. Per tentare di scioglierlo, riteniamo inevitabile prendere le mosse dalla più classica delle equazioni, quella tra malattia mentale e creatività, tra sofferenza esistenziale e produzione artistica.
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Guida completa alla fotografia a colori
di Jeff Wignall
editore: Contrasto
pagine: 176
Oggi possiamo saturare, filtrare, cambiare tonalità, riprodurre l'effetto dello sviluppo incrociato o manipolare ogni singolo colore di una fotografia grazie a una incredibile e varia gamma di strumenti creati per l'elaborazione digitale delle immagini. Questo volume, riccamente illustrato, è rivolto a quanti vogliono approfondire l'uso del colore e dare forza e intensità alle immagini. Jeff Wignall, tra i maggiori esperti nel campo, affronta con un linguaggio accessibile tutti i temi possibili, dalla teoria dei colori alle recenti tecniche di postproduzione. Attraverso semplici e pratici esempi, si impara facilmente a dosare il colore, a spingere la saturazione al limite, a utilizzare al meglio tutti gli strumenti possibili. Pagina dopo pagina, si riesce a realizzare fotografie di grande effetto, ricche di colori in grado di trasmettere forti emozioni.
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Raffaello, «la Muta». Indagini e restauro
editore: EDIFIR
pagine: 119
Il 43esimo volume della collana "Problemi di conservazione e restauro" che l'O.P.D. conduce insieme alla casa editrice Edifir-Edizioni Firenze presenta l'intervento di conservazione e restauro della così detta "Muta" di Raffaello della Galleria Nazionale di Urbino. Le osservazioni compiute dai restauratori insieme ai risultati delle indagini diagnostiche, realizzate secondo la consueta procedura del Settore di restauro dei Dipinti mobili (e cioè la seguente obbligatoria e ragionata progressione: indagini non invasive di area; indagini non invasive puntuali; indagini invasive non distruttive; indagini invasive distruttive) hanno evidenziato alcune caratteristiche del momento dell'esecuzione e qualche problema conservativo, affrontato e risolto col restauro. Indagini e restauro sono serviti anche per chiarire la dubbia paternità raffaellesca ed il fatto che si tratta sicuramente del ritratto di una persona reale, dato che l'underdrawing impiegato è quello che Raffaello usa in queste occasioni.
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Il sole in casa. La vita quotidiana nella ceramica popolare italiana dal secolo XVI al XXI. Catalogo della mostra (Firenze, 13 giugno-12 ottobre 2015)
editore: Sillabe
pagine: 191
La mostra 'Il sole in casa: la vita quotidiana nella ceramica popolare italiana dal XVI al XXI secolo' è giunta alla sua reali
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Nel segno dei Medici. Tesori sacri della devozione granducale. Catalogo della mostra (Firenze, 21 aprile-3 novembre 2015)
editore: Sillabe
pagine: 175
Grazie a un'accurata e approfondita ricerca delle fonti archivistiche la mostra ha preso in esame alcuni dei più preziosi doni che la famiglia granducale fece a santuari e luoghi pii della Toscana, e che sono testimonianza ad un tempo della loro profonda devozione e del loro manifesto sentimento di egemonia espresso anche attraverso l'arte sacra. Arte e fede sono temi molto sentiti dai Medici fin dall'inizio della loro dinastia. Si pensi all'attenzione che papa Leone X Medici aveva posto nel recuperare i "vasi" del padre, Lorenzo il Magnifico, riportandoli a Firenze e facendoli trasformare in reliquiari preziosissimi. O a Clemente VII, a sua volta della famiglia Medici, che aveva incaricato Michelangelo di realizzare una tribuna nella controfacciata della basilica di San Lorenzo a Firenze, chiesa parrocchiale medicea, dove le reliquie dentro gli splendidi reliquiari avrebbero dovuto essere esposte al culto della città nel giorno di Pasqua. Parte di quei vasi-reliquiari sono tutt'ora visibili nelle due cappelle di lato all'altare della Cappella dei Principi e rientrano nel percorso del museo. Il tracciato espositivo si apre con un omaggio alla figura di Cosimo I, iniziatore della dinastia granducale e prosegue rivolgendosi a Ferdinando I de'Medici e alla consorte Cristina di Lorena. Sotto il loro regno, infatti, si costituisce il nucleo originario di una rilevante collezione di reliquie divenuta poi una delle più vaste e ricche d'Europa.
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Castello di San Giorgio. La Collezione Freddi
editore: Mondadori Electa
pagine: 191
Il castello di San Giorgio è un nobile e armonioso maniera che accoglie il visitatore che raggiunge Mantova attraverso il ponte omonimo. Fu costruito, sul finire del Trecento, per commissione gonzaghesca, da Bartolino Plati illustre architetto novarese che aveva già dato prova di eccellenza nella realizzazione dell'imponente castello di Ferrara. Nella seconda metà del Cinquecento i vari edifici di proprietà dei Gonzaga vennero collegati gli uni agli altri attraverso corridoi, gallerie, giardini, al fine di costituire un "palazzo in forma di città" chiuso in se stesso e perfettamente autonomo dal centro urbano: un microcosmo di cui anche il castello ne venne a far parte. Diversamente dal maniero ferrarese, il riconoscimento storico e artistico dovuto al castello di San Giorgio è passato in second'ordine a fronte dell'interesse prorompente di ciò che al suo interno si conserva, la Camera Dipinta, capolavoro del Mantegna. Troppo importante, troppo unica quella pittura che simula l'architettura, esempio irripetibile di quel rinascimento particolare fiorito nelle Corti italiane. La valorizzazione strillata di una sola parte rispetto al tutto a cui appartiene, quale la Camera nei confronti del Castello, ha portato alla fine a decontestualizzarla completamente dalla sua storia e dal luogo in cui è nata e che ne giustifica l'esistenza.
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Public art
Arte, interazione e progetto urbano
di Perelli Lorenza
editore: Franco Angeli
pagine: 128
Con l'espressione public art ci si riferisce ad attività di commissione, a pratiche artistiche e a un campo di ricerca che han
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Nelle antiche cucine. Catalogo della mostra (Poggio a Caiano, 4 luglio-25 ottobre 2015)
editore: Sillabe
pagine: 228
La cucina è il luogo della preparazione del cibo, ma anche della consumazione di pasti semplici o più elaborati, ed infine è il luogo della vita domestica e familiare, della convivialità degli strati sociali meno abbienti. In questo volume sarà possibile ammirare, attraverso i più bei quadri del repertorio, le storiche cucine fiorentine, gli utensili e gli oggetti d'uso, insieme all'organizzazione e alla composizione degli staff delle cucine granducali e anche ai tipi di cibo prediletto dai personaggi della famiglia medicea.
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Ieri, oggi Milano 2015. Capolavori del Museo di Fotografia Contemporanea. Catalogo della mostra (Milano, 19 giugno-30 agosto 2015). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 144
Il volume racconta la trasformazione che ha coinvolto la città di Milano dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, attraverso centosettanta fotografie tratte dalle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. Gli autori selezionati - sia maestri affermati, sia artisti più giovani - offrono una riflessione sui grandi mutamenti che hanno cambiato il volto della città, dal punto di vista urbanistico (dalle macerie e le baracche del dopoguerra alle periferie in crescita, le fabbriche, i grandi cantieri contemporanei), socio-economico (la Milano operaia, i giovani, la borghesia), e infine culturale (i personaggi del mondo dell'arte, del design, dell'architettura, del cinema). Un racconto per immagini, in cui spicca la varietà dei fondi indagati, il numero e l'importanza degli autori, nonché la diversità degli approcci e degli stili, che vanno dal reportage classico alla fotografia di architettura e paesaggio, al ritratto ambientato e di studio.
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Art Kane. Visionary. Catalogo della mostra (Modena, 25 giugno-20 settembre 2015)
editore: Wall of sound gallery
pagine: 72
Il destino di Art Kane e della sua fama è piuttosto singolare nel panorama della fotografia americana e internazionale della seconda metà del Novecento. Nell'evocare oggi il suo nome, accade - e con immeritata frequenza - di imbattersi nello sguardo interlocutorio di chi dubita di averlo mai udito prima. Eppure, se proverete a mostrare alle stesse persone certe sue immagini, quegli sguardi si accenderanno, riconoscendo subito alcune celebri icone già viste pubblicate su giornali, riviste, o forse stampate in formato poster e appese alle pareti di qualche locale. Non occorrono ulteriori prove per dimostrare quanto le fotografie di Art Kane abbiano superato la popolarità del loro autore, diventando parte di un immaginario popolare legato soprattutto al mondo della musica pop, rock e jazz (etichetta questa che gli va senz'altro stretta), ma anche alla moda e ai temi sociali e politici che hanno infiammato la coscienza civile degli Stati Uniti intorno agli anni Sessanta. Kane è stato un mito nei decenni Settanta e Ottanta per moltissimi fotografi, anche di qua dall'Oceano, che ne ammiravano l'approccio libero e visionario all'image making all'uso della fotocamera: valga per tutte la testimonianza di Franco Fontana, che ne sarebbe divenuto con gli anni grande amico, raccolta per l'occasione in una videointervista da Guido Harari, fotografo anch'egli, formatosi sulle immagini di Kane e oggi tra gli artefici dell'appassionata opera di recupero del suo archivio che ha reso possibile questa mostra.
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