Arte
I manifesti delle Alpi italiane e piccola grafica dal 1895 a fine anni Sessanta del Novecento
di Roberto Festi
editore: Pellegrini
pagine: 191
Magistrale e innovativo mezzo di comunicazione, il manifesto pubblicitario avvia - sul finire del XIX secolo - una intensa e capillare promozione della montagna e dei suoi luoghi più rappresentativi. Quasi in contemporanea, dalla Valle d'Aosta alle Dolomiti orientali, i maggiori centri alpini affidano ai multicolori messaggi delle attiche la descrizione fantastica e appetibile di un mondo sino a quel momento in gran parte sconosciuto, fissando una versione diametralmente opposta allo stereotipo di pericolosità e di mistero che ne aveva contrassegnato gli esordi pionieristici. Pur celebrando, spesso unilateralmente, i fasti di un'elite mondana e delle sue ritualità, il manifesto "apre" ad un pubblico I sempre più vasto - che ne diventerà fruitore e protagonista nei decenni successivi - visioni nuove delle montagne alpine. Osservando i tanti e vari aspetti che i cartelloni pubblicitari sottendono, questo libro - che tratta esclusivamente la parte italiana delle Alpi presenta una rassegna che si intende dalla fine del XIX secolo sino alla fine degli anni Sessanta del Novecento, limite temporale che determina progressivamente la crisi definitiva del manifesto disegnato.
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Marino Marini. La collezione del Museo del Novecento
editore: Silvana
pagine: 176
Il Museo Marino Marini nacque nel dicembre del 1973, quando un'esposizione temporanea dedicata all'artista presso la Civica Galleria d'Arte Moderna di Milano a Villa Reale fu convertita in un allestimento permanente grazie all'allora direttore delle Raccolte d'Arte del Comune di Milano. La collezione contava un numero complessivo di duecento opere di Marini, entrate nelle raccolte milanesi in momenti diversi, a cominciare dalle donazioni della famiglia dell'artista al Comune. A seguito del nuovo allestimento delle opere, collocate nel 2010 nel Museo del Novecento, viene pubblicato questo volume, che intende offrire una panoramica completa e aggiornata delle opere della collezione civica milanese: le opere sono suddivise in sculture, ritratti, pitture, disegni e litografie e acqueforti. Il catalogo è introdotto da un testo di Chiara Fabi sull'artista, ed è completato da apparati bibliografici.
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Haiti aftermath. Ediz. italiana e inglese
di Venturi Riccardo
editore: Peliti Associati
pagine: 210
Un reportage di Haiti dopo il terremoto
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Paesaggi di villa. Architettura e giardini nel Veneto
editore: Marsilio
pagine: 301
A partire dalla metà del Quattrocento il fenomeno villa veneta si è reciprocamente intrecciato con l'evoluzione e il disegno d
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Arte e libertà. La nascita del museo pubblico nell'Europa del XVIII sec.
di Emiliani Andrea
editore: Carta Bianca (Faenza)
pagine: 46
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Uno sguardo sull'invisibile. L'estatsi barocca spettacolo e visione nel teatro barocco
di Lenzini Pietro
editore: Carta Bianca (Faenza)
pagine: 44
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Il vetro di pietra. Il lapis specularis nel mondo romano dall'estrazione all'uso
editore: Carta Bianca (Faenza)
pagine: 240
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Ilaria Maior. Storia e alterna fortuna del capolavoro di Jacopo della Quercia nella cattedrale di San Martino a Lucca
di Marco Paoli
editore: Pacini Fazzi
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Zona liminare. Il nartece di Santa Sabina a Roma, la sua porta e l'iniziazione cristiana
editore: Viella
pagine: 348
Sulla sommità dell'Aventino si erge la basilica di Santa Sabina, tra i più significativi monumenti tardoantichi. Il suo ingresso principale è costituito da un ampio nartece, caratterizzato dalla presenza di opere straordinarie, quali l'antica porta lignea, la decorazione a imitazione del marmo di V secolo e l'imago altomedievale della Theotokos. Il nartece, per anni trascurato negli studi, doveva essere, in origine, uno degli ambienti di maggior fasto e importanza dell'intero edificio e, soprattutto, non un semplice spazio a servizio delle opere ma il luogo per cui queste erano state pensate. Destinato con ogni probabilità principalmente a catecumeni e penitenti, doveva essere una vera e propria zona liminare, mondo tra i mondi, zona di transito fisico e spirituale. Il presente volume indaga questo luogo a tutto tondo, con un'attenzione particolare alla sua storiografia, all'archeologia del monumento e alle sue decorazioni, rivelandone la facies tardoantica straordinariamente conservata nella sostanza. Si propone al lettore uno sguardo sinergico, volto a mostrare come la coesistenza dei diversi media permetta una più esaustiva comprensione dello scenario artistico tardoantico.
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Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau. Catalogo della mostra (Milano, 10 dicembre 2015-20 marzo 2016, Genova, 30 aprile-10 settembre 2016)
editore: 24 Ore Cultura
pagine: 239
"Parigi, 1901. Al numero 6 della sfavillante rue Royale, posta tra place de la Concorde e place de la Madeleine, si inaugura un piccolo, lussuoso negozio che diviene immediatamente uno dei luoghi-simbolo della città ed emblema del nuovo stile moderno. Si tratta della gioielleria di Georges Fouguet realizzata su disegno di Alfons Mucha, nome divenuto ormai celeberrimo a livello internazionale grazie ai manifesti e ai gioielli creati per l'attrice Sarah Bernhardt. L'elemento che contraddistingue il "magasin d'art" rispetto a tutti gli altri negozi della Ville Lumière è l'inedita concezione decorativa messa in campo dall'artista praghese, il quale immagina uno spazio seducente e scenografico che possa fare da cornice alle creazioni in oro, pietre e smalti contenute nelle vetrine. Ogni particolare della boutique era stato attentamente studiato per diffondere un'atmosfera preziosa e suggestiva, con i due pavoni dietro al bancone di vendita, le sculture femminili della fontana e della facciata, le vetrate policrome, le decorazioni parietali di ispirazione naturale e gli stucchi curvilinei del soffitto, frutto di un progetto unitario e calibrato che riassumeva le novità artistiche del tempo, delle guaii Mucha si era fatto promotore e interprete..."
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Nil difficile volenti. Una vicenda millenaria: i Ruschi da Como a Pisa
di Pietro V. Ruschi
editore: Edizioni ETS
pagine: 585
La lunga e travagliata storia di una famiglia, quella dei Ruschi, funge da tramite tra realtà diverse e lontane fra loro: quel
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