Arte
Risvegli. 130 pensieri di maestri dell'Asia
editore: L'Ippocampo
pagine: 286
Taoismo, confucianesimo, buddhismo, il volume ci porta in Estremo Oriente per un nuovo viaggio spirituale con Danielle e Olivier Follmi. Templi incantevoli della Thailandia, paesaggi brumosi del Myanmar, foreste di bambù del Vietnam, risaie della Cina, giardini zen del Giappone: ogni immagine è l'occasione per abbordare gli insegnamenti dei grandi maestri del pensiero orientale, da Laozi a Hong Zicheng, da Eihei Dogen a Thich Nhat Hanh.
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Balthus. Catalogo della mostra (Roma, 15 ottobre 2015-24 gennaio 2016; Vienna, 17 febbraio-19 giugno 2016)
editore: Mondadori Electa
pagine: 277
Le Scuderie del Quirinale di Roma, il Kunstforum di Vienna e l'Académie de France à Rome presentano una grande retrospettiva dell'opera di Balthus. L'esposizione si soffermerà sui legami molteplici e costanti tra Balthus e l'Italia. La mostra, allestita in due sedi, le Scuderie del Quirinale e Villa Medici, presenta, accanto a una selezione di disegni e fotografie, oltre ottanta dipinti provenienti da importanti musei e collezioni private internazionali. Affascinato in gioventù dai maestri del Rinascimento toscano, in particolare da Piero della Francesca e Mantegna, Balthus concepì i suoi quadri attingendo a una riflessività e una chiarezza logica ereditate dall'Italia magnificata dal poeta Rilke o dallo storico dell'arte Meier-Graefe. L'amore di Balthus per l'arte italiana iniziò nel 1961, nel corso del suo lungo soggiorno a Roma come direttore di Villa Medici; In quel periodo studiò a fondo le tecniche del disegno e dell'affresco e ideò progetti di restauro del palazzo e dei giardini, ispirandosi in maniera originale, a volte ambigua, al rapporto tra il passato e il presente. Il catalogo presenta l'opera di Balthus seguendo un itinerario tematico scandito da confronti utili a evidenziare l'influenza di modelli letterari, a sottolineare l'importanza di alcune amicizie (Artaud, Derain e Giacometti), o a illustrare i procedimenti tipici della sua pittura, il modo peculiare di impiegare i modelli, il disegno, la fotografia e la scenografia dei suoi atelier.
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Impressionisti e moderni. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington
di Susan Davidson
editore: Silvana
pagine: 168
Il volume presenta sessantadue dipinti provenienti dal primo museo americano di arte moderna, la Phillips Collection di Washington, celebre istituzione inaugurata nel 1921 che, nelle intenzioni del fondatore Duncan Phillips, doveva essere un museo intimo e raccolto, ma anche sede di sperimentazioni, in cui presentare l'arte contemporanea accanto a capolavori più noti, mescolando epoche e nazionalità diverse. Il volume racchiude così lo spirito di questa celebre collezione, offrendo una rassegna della pittura europea e americana per aree tematiche, dall'inizio dell'Ottocento fino al secondo dopoguerra. Alcuni grandi capolavori ottocenteschi - El Greco, Ingres, Delacroix, Goya, Courbet, Daumier e Manet - dialogano con i maestri dell'impressionismo francese come Cézanne, Degas, Van Gogh, Monet e Sisley. Un posto di spicco spetta ai maestri moderni che hanno plasmato la visione artistica del Novecento, tra cui Bonnard, Braque, Gris, Kandinskij, Kokoschka, Matisse, Modigliani, Picasso, Soutine e Vuillard, accanto agli americani Arthur Dove e Georgia O'Keeffe, fino alle opere di grandi artisti americani ed europei del secondo dopoguerra quali De Staël, Diebenkorn, Gottlieb, Guston e Rothko. Il volume, riunendo le opere dei più grandi maestri moderni, dimostra che l'arte è un linguaggio universale, destinato a essere condiviso da tutti. Il volume, oltre ai saggi dedicati alla collezione, accoglie testi introduttivi di ogni sezione, le biografie degli artisti e una cronologia ragionata.
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Rivelazioni. 130 pensieri d'America Latina
editore: L'Ippocampo
pagine: 282
Dagli altopiani andini al deserto del Messico, Olivier Follmi ha attraversato l'America Latina facendosi testimone di feste, rituali e tradizioni di un mondo, quello amerindio, intriso di un sincretismo religioso che fonde cristianesimo e tradizioni locali. Nei ritratti come nei paesaggi sconfinati, cogliamo quell'intimo legame che unisce il popolo amerindio alla sua terra ancestrale. Ogni fotografia è accompagnata da una citazione attinta al ricco patrimonio del pensiero e della letteratura latino-americana, dai proverbi del popolo Aymara a Pablo Neruda e Jorge Luis Borges.
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Degas e la sua modella
di Alice Michel
editore: Medusa Edizioni
pagine: 101
"Nel ritratto che Alice Michel scrisse e pubblicò nel febbraio 1919 sul "Mercure de France", un paio d'anni dopo la scomparsa di Degas - nota Jean-Loup Deville nella Postfazione a questo documento d'epoca, si capisce fino a che punto si rispecchi quanto Focillon scrive nella sua storia della pittura del XIX e XX secolo: "Un istante di sensibilità fatto dei suoi lineamenti di un attimo"; e non è eccessivo ciò che lo storico afferma poco dopo, vale a dire che "Degas inaugura una nuova epoca del genio e del gusto francesi, fatto di disincanto, di costruzione austera, di ripiegamento su se stessi". Si sente, dal racconto della modella, quanto di fisico, di costretto, di vincolato all'infermità del corpo, alle sue debolezze indotte dall'età e dalla malattia, si celi nella concezione di una scultura che ormai Degas esegue a tastoni, trasferendo la sensazione immediata della mano che palpa il corpo della modella, nella materia plastica, cera o creta che fosse: "Mentre lei posava, Degas, gli occhi quasi immobili dietro gli occhiali, seguiva i contorni del corpo nudo per confrontarli con quelli della piccola scultura. Ma per quanto fosse seduto molto vicino a Pauline, non distingueva che vagamente le sue forme e si alzava ogni momento per seguire con la mano la linea dell'anca o l'inserzione di un muscolo che il suo pollice modellava nella materia plastica".
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L'arte medievale nel contesto 300-1300. Funzioni, iconografia, tecniche
editore: Jaca Book
pagine: 552
Con un taglio di lettura che analizza funzioni, soggetti e tecniche, e non prevede discussioni su personalità artistiche, cron
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Street art
di Duccio Dogheria
editore: Giunti Editore
pagine: 240
Il libro ripercorre la storia della Street Art, l'arte di strada, una delle forme più indefinibili dell'arte contemporanea: dai graffiti rupestri alle grottesche, dai murales messicani alla controcultura anni Sessanta e Settanta, fino a Haring, ai writers, agli stencil murali, a Banksy, Blu, Ericailcane, JR e tutti gli altri. In continua evoluzione, un po' dentro il mercato e un po' fuori, un po' gradita iniezione di creatività per le nostre periferie e un po' ritenuta ai limiti dell'atto vandalico, certamente è uno dei fenomeni più nuovi e vistosi della scena urbana del nostro tempo. Questo libro ci aiuta a capire il fenomeno nelle sue sfaccettature ormai globali, ricostruendone la storia ma anche andando a scavare per trovare i precedenti.
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Con gli occhi dei maestri. La storia dell'arte nella vita e negli insegnamenti di Longhi, Graziani, Arcangeli, Briganti, Gombrich e Ragghianti
di Caroli Flavio
editore: Mondadori
pagine: 270
La storia non è un corteo che si osserva dall'alto, diceva il grande Marc Bloch
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Beato Angelico
di Timothy Verdon
editore: 24 Ore Cultura
pagine: 382
"Nessun artista del primo Rinascimento italiano è stato studiato negli ultimi decenni tanto quanto Beato Angelico. Mostre, monografie, saggi specialistici hanno trattato ogni aspetto della sua pittura, anche a seguito delle campagne di restauro degli affreschi del frate al convento di San Marco a Firenze e nella cappella Niccolina in Vaticano. Perché allora aggiungere un altro volume - questo - al lungo elenco delle pubblicazioni? C'è ancora da dire qualcosa di così importante da meritare un libro? Credo di sì. I moderni studi angelichiani hanno cercato di recuperare il maestro domenicano per la storia dell'arte. Come scrisse Giorgio Bonsanti, già direttore del Museo di San Marco, nel catalogo della mostra a Roma del 2009, Beato Angelico. L'alba del Rinascimento, 'l'immagine tuttora diffusa dell'arte di fra' Angelico è quella di un artista pio e devoto, la cui arte risulta completamente subordinata alla funzione edificante che la motiva', mentre, afferma Bonsanti, nel caso dell'Angelico 'risulta assolutamente fondamentale riuscire a leggerne lo sviluppo formale e l'evoluzione stilistica' senza lasciare che 'l'oggettiva monotonia tematica a carattere religioso [...] condizioni una lettura a carattere culturale'. Non gli posso dare torto, e infatti la presente opera vuole ampliare la lettura 'a carattere culturale' dell'artista, insistendo però sul fatto che la stessa religiosità dell'Angelico è cultura: non solo pietismo e devozione ma teologia, mistagogia, esegesi..." (Dalla Premessa)
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Pontormo
editore: Silvana
pagine: 272
Protagonista indiscusso di quella stagione che Giorgio Vasari definì 'maniera moderna', Jacopo Pontormo (Pontorme, 1494 - Fire
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100 anni di tattoos. La storia del tatuaggio dal 1914 a oggi
di David McComb
editore: 24 Ore Cultura
pagine: 285
Di origini antichissime, a lungo diffuso solo sulle braccia di galeotti e marinai, il tatuaggio è oggi parte di un'esuberante cultura trasversale, ugualmente condivisa da giovani e adulti, studenti ribelli e frivole it-girl, e dal mondo della moda, del cinema e della musica. Dai piedi alla fronte, dal nero pieno ai colori più accesi: fotografie inedite illustrano i più straordinari esempi di una passione che non conosce crisi, rivelandone lo sviluppo durante la Grande Guerra, la diffusione tra gli ambienti underground, la rinascita degli anni Settanta, fino alle creazioni dei più affermati artisti contemporanei. La storia completa della body art, tra aghi e inchiostri.
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Le grandi Alpi nell'antica cartografia. Monviso. Piccolo San Bernardo. Gran San Bernardo. Monte Bianco. Cervino. Monte Rosa e i Walser. Gran Paradiso
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 380
Questo volume affronta la tematica della cartografia specialistica delle Alpi, prendendo in considerazione lo studio settoriale dei grandi massicci dal Monviso al Monte Rosa. Per il Monviso, elemento cartografico caratteristico è il "Buco di Viso", primo traforo delle Alpi, terminato nel 1480. Per i colli del Piccolo e del Gran San Bernardo, la cartografia dimostra come la loro importanza commerciale sia stata condizionata dagli eventi storici. Il Monte Bianco ha una storia cartografica singolare in quanto, privo di colli importanti, viene individuato tardivamente dai cartografi con il nome attuale alla fine del 1700. Per il Cervino si ripete la storia del Monte Bianco: dimenticato inizialmente dalla cartografia, solo all'inizio del 1700 venne scoperto dai cartografi che lo individuarono sulle mappe dandogli il nome attuale. Il Monte Rosa, dal punto di vista della cartografia storica, è forse il massiccio più interessante in quanto, sin dal Medioevo, fu attraversato da numerosi itinerari che permettevano alle popolazioni del versante nord di comunicare facilmente con il versante sud. Il gruppo del Gran Paradiso è stato il "gran dimenticato" dalla cartografia storica in quanto non era attraversato da importanti vie commerciali, non aveva importanza militare e confini internazionali. Il nome Gran Paradiso apparirà solo nel 1825 su una carta piemontese. Questo volume termina con l'elenco delle carte consultate (500) con le relative riproduzioni suddivise per nazioni e per gruppi montuosi.
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