Arte
La Porta Magica di Roma Simbolo dell'alchimia occidentale
di Mino Gabriele
editore: Olschki
pagine: 232
La Porta Magica di Roma è la sola testimonianza plastica e architettonica della storia dell'alchimia occidentale. Un monumento di eccezionale rilevanza, unico nel suo genere per il complesso messaggio simbolico che la caratterizza, per il fascino che trasmette la sua vicenda, per l'originale personalità del suo ideatore, il marchese Massimiliano Palombara che la fece erigere nel 1680. Ancora oggi è una presenza enigmatica, un'arcana suggestione, che interroga muta l'intelligenza di chi la guarda.
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Obiettivo ambiguo
di Ferdinando Scianna
editore: Contrasto
pagine: 383
"Obiettivo ambiguo" raccoglie i testi scritti da Ferdinando Scianna per riviste e quotidiani in oltre vent'anni di riflessione
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Venezia e le grandi navi
di Gianni Berengo Gardin
editore: Contrasto
pagine: 88
Il volume raccoglie le fotografie realizzate da Gianni Berengo Gardin nel bianco e nero rigoroso, sincero e perfetto di sempre, scattate dal fotografo tra il 2012 e il 2014. Immagini che testimoniano il quotidiano usurpante passaggio di mastodontiche navi da crociera nella laguna di Venezia. Sono lunghi due volte Piazza San Marco e alti una volta e mezzo Palazzo Ducale: i nuovi "visitatori" di Venezia sono le grandi navi da crociera che passano lungo il Canale della Giudecca e nel Bacino San Marco, e irrompono a scombussolare, anche solo nel momento del loro transito, l'abituale scenario cittadino. Gianni Berengo Gardin ha seguito il percorso di queste grandi navi, ingombranti e voluminose, documentando il loro apparire e scomparire sull'orizzonte della laguna. Il libro è arricchito da un testo di Andrea Carandini, Presidente del Fai, da una riflessione di Vittorio Gregotti e da un intervento di Camilla Bianchini d'Alberigo.
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Il gioco della pittura. Storie, intrecci, invenzioni
di Daverio Philippe
editore: Rizzoli
pagine: 447
La pittura, come la musica, non richiede traduzioni ma conoscenza delle tradizioni
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Il giovane Casorati
editore: Skira
pagine: 200
Felice Casorati, uno dei massimi protagonisti dell'arte del Novecento, visse a Padova dodici anni, dal 1895 al 1907. Furono gli anni del Liceo Tito Livio e della Facoltà di Giurisprudenza. Ma furono anche gli anni nei quali il giovane sostituì la prima passione per la musica (cui si era dedicato sino a procurarsi un forte esaurimento) con la pittura. Mentre era convalescente in una casa di campagna a Praglia, il padre gli regalò una scatola di colori: fu il principio di una lunga e fortunata vita d'artista. La giovinezza di Felice Casorati non è stata sinora oggetto dell'attenzione meritata dalla qualità delle opere del suo primo tempo. Questo volume, offrendo un'inedita restituzione del momento artisticamente felice vissuto da Padova nei primi anni del Novecento, ricostruisce l'ambiente dal quale l'artista prese le mosse, pur orientando precocemente la sua ricerca verso esiti del tutto originali. Le esperienze dei successivi soggiorni di Napoli e Verona contribuirono a definire uno stile raffinato, aggiornato sugli esiti delle Secessioni nordiche. Dipinti, disegni, illustrazioni librarie e alcune opere rese note ed pubblicate per la prima volta documentano le origini della sua arte e l'ampiezza e profondità dei suoi interessi. Realizzato a corredo dell'esposizione padovana, il volume riunisce i saggi di Virginia Baradel, Giorgina Bertolino, Anna Maria Capoferro Cencetti, AnnaMaria Chiara Donini, Laura Lorenzoni, Sergio Marinelli e Alessandra Tiddia.
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La pittura murale nell'antichità. Storia, tecniche, conservazione
di Licia Vlad Borrelli
editore: Viella
pagine: 255
La pittura murale è uno dei più consistenti lasciti del mondo antico. Pur attraverso inevitabili lacune, una narrazione continua si snoda dalle caverne preistoriche ai palazzi dei sovrani, ai templi degli dei, ai luoghi pubblici, alle dimore dei privati, alle tombe dei defunti. Illustra riti, costumanze, vicende mitiche e reali. È la più vivida e molteplice espressione della creatività umana e della sua esigenza di comunicazione. Questo libro ne segue la storia da un osservatorio particolare, rivolto al graduale evolversi delle tecnologie e dei mezzi che ne hanno reso possibile la realizzazione. La durabilità di molti testi pittorici è in gran parte affidata alla tecnica dell'affresco, una "invenzione" che risale a tempi remoti, ma che solo in età romana troverà la sua codificazione teorica. Anche da questo parziale punto di vista l'ecumene appare come un dinamico luogo di incontri e di scambi, lungo i cui itinerari si incrociavano e si diffondevano saperi, tecniche, materiali, la cui memoria si protrarrà molto oltre la fine del mondo antico. Alcuni capitoli sono dedicati alle cause di deterioramento, alle tecniche di conservazione, al distacco della pittura murale.
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Risvegli. 130 pensieri di maestri dell'Asia
editore: L'Ippocampo
pagine: 286
Taoismo, confucianesimo, buddhismo, il volume ci porta in Estremo Oriente per un nuovo viaggio spirituale con Danielle e Olivier Follmi. Templi incantevoli della Thailandia, paesaggi brumosi del Myanmar, foreste di bambù del Vietnam, risaie della Cina, giardini zen del Giappone: ogni immagine è l'occasione per abbordare gli insegnamenti dei grandi maestri del pensiero orientale, da Laozi a Hong Zicheng, da Eihei Dogen a Thich Nhat Hanh.
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Balthus. Catalogo della mostra (Roma, 15 ottobre 2015-24 gennaio 2016; Vienna, 17 febbraio-19 giugno 2016)
editore: Mondadori Electa
pagine: 277
Le Scuderie del Quirinale di Roma, il Kunstforum di Vienna e l'Académie de France à Rome presentano una grande retrospettiva dell'opera di Balthus. L'esposizione si soffermerà sui legami molteplici e costanti tra Balthus e l'Italia. La mostra, allestita in due sedi, le Scuderie del Quirinale e Villa Medici, presenta, accanto a una selezione di disegni e fotografie, oltre ottanta dipinti provenienti da importanti musei e collezioni private internazionali. Affascinato in gioventù dai maestri del Rinascimento toscano, in particolare da Piero della Francesca e Mantegna, Balthus concepì i suoi quadri attingendo a una riflessività e una chiarezza logica ereditate dall'Italia magnificata dal poeta Rilke o dallo storico dell'arte Meier-Graefe. L'amore di Balthus per l'arte italiana iniziò nel 1961, nel corso del suo lungo soggiorno a Roma come direttore di Villa Medici; In quel periodo studiò a fondo le tecniche del disegno e dell'affresco e ideò progetti di restauro del palazzo e dei giardini, ispirandosi in maniera originale, a volte ambigua, al rapporto tra il passato e il presente. Il catalogo presenta l'opera di Balthus seguendo un itinerario tematico scandito da confronti utili a evidenziare l'influenza di modelli letterari, a sottolineare l'importanza di alcune amicizie (Artaud, Derain e Giacometti), o a illustrare i procedimenti tipici della sua pittura, il modo peculiare di impiegare i modelli, il disegno, la fotografia e la scenografia dei suoi atelier.
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Impressionisti e moderni. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington
di Susan Davidson
editore: Silvana
pagine: 168
Il volume presenta sessantadue dipinti provenienti dal primo museo americano di arte moderna, la Phillips Collection di Washington, celebre istituzione inaugurata nel 1921 che, nelle intenzioni del fondatore Duncan Phillips, doveva essere un museo intimo e raccolto, ma anche sede di sperimentazioni, in cui presentare l'arte contemporanea accanto a capolavori più noti, mescolando epoche e nazionalità diverse. Il volume racchiude così lo spirito di questa celebre collezione, offrendo una rassegna della pittura europea e americana per aree tematiche, dall'inizio dell'Ottocento fino al secondo dopoguerra. Alcuni grandi capolavori ottocenteschi - El Greco, Ingres, Delacroix, Goya, Courbet, Daumier e Manet - dialogano con i maestri dell'impressionismo francese come Cézanne, Degas, Van Gogh, Monet e Sisley. Un posto di spicco spetta ai maestri moderni che hanno plasmato la visione artistica del Novecento, tra cui Bonnard, Braque, Gris, Kandinskij, Kokoschka, Matisse, Modigliani, Picasso, Soutine e Vuillard, accanto agli americani Arthur Dove e Georgia O'Keeffe, fino alle opere di grandi artisti americani ed europei del secondo dopoguerra quali De Staël, Diebenkorn, Gottlieb, Guston e Rothko. Il volume, riunendo le opere dei più grandi maestri moderni, dimostra che l'arte è un linguaggio universale, destinato a essere condiviso da tutti. Il volume, oltre ai saggi dedicati alla collezione, accoglie testi introduttivi di ogni sezione, le biografie degli artisti e una cronologia ragionata.
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Rivelazioni. 130 pensieri d'America Latina
editore: L'Ippocampo
pagine: 282
Dagli altopiani andini al deserto del Messico, Olivier Follmi ha attraversato l'America Latina facendosi testimone di feste, rituali e tradizioni di un mondo, quello amerindio, intriso di un sincretismo religioso che fonde cristianesimo e tradizioni locali. Nei ritratti come nei paesaggi sconfinati, cogliamo quell'intimo legame che unisce il popolo amerindio alla sua terra ancestrale. Ogni fotografia è accompagnata da una citazione attinta al ricco patrimonio del pensiero e della letteratura latino-americana, dai proverbi del popolo Aymara a Pablo Neruda e Jorge Luis Borges.
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Degas e la sua modella
di Alice Michel
editore: Medusa Edizioni
pagine: 101
"Nel ritratto che Alice Michel scrisse e pubblicò nel febbraio 1919 sul "Mercure de France", un paio d'anni dopo la scomparsa di Degas - nota Jean-Loup Deville nella Postfazione a questo documento d'epoca, si capisce fino a che punto si rispecchi quanto Focillon scrive nella sua storia della pittura del XIX e XX secolo: "Un istante di sensibilità fatto dei suoi lineamenti di un attimo"; e non è eccessivo ciò che lo storico afferma poco dopo, vale a dire che "Degas inaugura una nuova epoca del genio e del gusto francesi, fatto di disincanto, di costruzione austera, di ripiegamento su se stessi". Si sente, dal racconto della modella, quanto di fisico, di costretto, di vincolato all'infermità del corpo, alle sue debolezze indotte dall'età e dalla malattia, si celi nella concezione di una scultura che ormai Degas esegue a tastoni, trasferendo la sensazione immediata della mano che palpa il corpo della modella, nella materia plastica, cera o creta che fosse: "Mentre lei posava, Degas, gli occhi quasi immobili dietro gli occhiali, seguiva i contorni del corpo nudo per confrontarli con quelli della piccola scultura. Ma per quanto fosse seduto molto vicino a Pauline, non distingueva che vagamente le sue forme e si alzava ogni momento per seguire con la mano la linea dell'anca o l'inserzione di un muscolo che il suo pollice modellava nella materia plastica".
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