Arte
La formazione del designer in Italia. Una storia lunga più di un secolo
di Anty Pansera
editore: Marsilio
pagine: 180
Da sempre eccellenza nel settore del disegno industriale e dell'architettura, l'Italia vanta tra le proprie scuole universitar
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Teoria della cartolina
di Sébastien Lapaque
editore: Archinto
pagine: 100
Nell'epoca della corrispondenza digitale, suona curioso farsi riportare ai tempi, forse superati, della cartolina, ma Sébastien Lapaque non condivide l'opinione di chi la vede come una consuetudine sociale ormai prossima all'estinzione. Anzi è affascinato dalle cartoline che, attraverso immagini di luoghi, disegnano un'identità nazionale o esprimono il gusto per i viaggi avventurosi. E ci invita a seguirlo in un vagabondaggio in parte storico in parte immaginativo tra i significati e i simboli della "carte postale". Perché? Per ricordare che le cartoline restano un oggetto vivo e vitale tra tanti gadget insignificanti di cui ingombriamo le nostre vite banalizzate. Nelle raccolte di cartoline ricevute, nelle vecchie cartoline acquistate da qualche rigattiere si possono ritrovare i sentimenti del passato, si possono far rivivere affetti e meraviglie, e quindi abolire il tempo. E ancora oggi, nell'epoca degli sms, il cartoncino inviato per posta rappresenta la rivincita delle relazioni concrete. È un "modo semplice, ma profondo di mantenere legami nel mondo della separazione". L'autore non cessa di ribadire la scarsa attrazione per il mondo dei computer, del linguaggio binario, dei telefoni che ci seguono ovunque e rubano lo spazio alle fantasticherie, ai pensieri e ai ricordi. La Teoria della cartolina finisce così per essere la rielaborazione di un'idea, un cammino tra i paesaggi e i poeti amati, tra alcuni momenti preziosi di vacanza o di svago e i luoghi sognati.
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Scatti personali
di Elliott Erwitt
editore: Mondadori Electa
pagine: 255
La fotografia di Elliott Erwitt non è mai semplice. Il suo occhio sa cogliere l'aspetto umoristico e al contempo la sottile vena tragica di ogni situazione, i suoi personaggi celebri rivelano le emozioni che accomunano tutti noi. Ma soprattutto, la sua tecnica, solo apparentemente casuale, cattura senza sforzo le ironie della vita: si tratta di un dono che ha fatto guadagnare a Erwitt non solo il rispetto di altri fotografi e della critica, ma anche la devozione degli ammiratori. Nell'introduzione a questa raccolta, che riunisce fotografie famose e scatti ancora inediti, Erwitt ricorda con ironia la vita movimentata che lo condusse, figlio di espatriati russi, dall'Italia di Mussolini al sud della California, dove trascorse gli anni dell'adolescenza; dal servizio militare in Europa, in forza all'esercito americano, fino al successo come fotografo per i più importanti periodici di attualità. Agli incarichi commerciali, fra cui molte note campagne pubblicitarie, egli ha sempre affiancato i suoi "scatti personali", le istantanee argute e commoventi che lo hanno reso celebre. Con il suo tipico tono autoironico, Erwitt si dice convinto che il vero giudice del "significato" di una foto sia l'osservatore. Secondo la sua filosofia, le foto migliori sono quelle che "accadono", ma solo a patto che si sappia come guardarle. Prefazione di Bibi Giacchetti.
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Movie:box. Il grande cinema e la fotografia
editore: Contrasto
pagine: 480
"Nelle immagini di fotografi come Richard Avedon, Michel Comte, Eve Arnold, Philippe Halsman, Herb Ritts, Martin Schoeller, Phil Stern, George Hurrell, Ernst Haas, Dennis Stock, Clarence Sinclair Bull, Eugene Smith rivive il cinema, la sua magia, i suoi spazi fantastici, i suoi immortali personaggi. Potrebbe sembrare un controsenso un libro di cinema fatto di fotografie. Ma è uno strano meccanismo quello che si mette in moto sfogliando questo libro. Vedo una foto di Marilyn Monroe e penso a quando suona l'ukulele con le altre Dame del ritmo o si fa sollevare la gonna da uno sbuffo d'aria della metropolitana o ancora si ripara dagli spruzzi delle cascate del Niagara sotto una cerata gialla. Guardo un ritratto di Clarke Gable e torna in mente lo schiaffo a Rossella O'Hara, o il tentativo di fare l'autostop insieme a Claudette Colbert o la caccia ai cavalli selvaggi nei deserti del Nevada... capita sotto le mani una immagine di Anna Magnani e la sento gridare dietro. I meccanismi del ricordo e del piacere funzionano così: hanno bisogno di un punto di partenza, di un aggancio, di uno stimolo. Anche per il cinema. Sfogliando le pagine che seguono, immagini e ricordi si accavalleranno in maniera inestricabile, perché un ritratto rimanderà a un film, una foto di scena ci ricorderà una battuta, secondo un meccanismo di rinvii e una rete di collegamenti che stimolano la memoria e riaccendono la fantasia." (Paolo Mereghetti)
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«Art is an emotional language». Dinamica della visione e pratica figurativa negli scritti di Medardo Rosso
di Alberto Ambrosini
editore: Pisa university press
pagine: 303
Questo lavoro costituisce un tentativo di lettura degli scritti e delle formulazioni attraverso le quali Medardo Rosso, per l'intero corso della sua carriera e con un'accelerazione evidente a partire dai primi anni del Novecento, ha inteso dare conto dell'origine e del senso della sua opera. Elemento centrale è la valorizzazione della visione quale autonomo veicolo di pensiero e sorgente di una modalità visiva di organizzazione del linguaggio che ha la sua naturale forma di esplicitazione nella pratica figurativa, la scultura anzitutto. Il pensiero che trova conduttore nella visione precede l'imporsi della funzionalità discorsiva. Per questo motivo non sa ad essa ridursi né può essere descritto utilizzando le categorie che a questa si applicano. Se ha il suo principio di articolazione nella luce, si sviluppa in una dimensione di massima concretezza: è accompagnato dall'animarsi della capacità di reazione emotiva. Per Rosso la scultura, e le opere figurative in genere, possiedono valore se soltanto, agendo sulla funzionalità visiva, sono in grado di risvegliare questa modalità specifica del pensare. Così facendo si costituiscono difatti quali veicoli di pienezza. Poiché liberano le risorse della sensibilità, permettono a chiunque le osservi di entrare in contatto con la ricchezza del mondo da una posizione di partecipazione e confidenza effettiva.
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Feeding the planet. Energy for life. Social visions of italian artists
editore: Cairo Publishing
È il volume della mostra-installazione realizzata all'interno di "Fabbrica Pensante" a Milano in collaborazione con ItaliArts, movimento artistico e culturale attivo in Italia e all'estero. L'evento, il cui titolo in italiano è Nutrire il pianeta, energia per la vita, visione culturale e sociale di artisti italiani contemporanei presenta: A. Ambrosoli, G. Basso, N. Belli, C. Benedetti, A. Benetolo, G. Bettini, Bluer, F. Bonan, F. Borzani, A. Boscaro, M. Bozzini, R. Braga, P. Buzzacchera Meneghin, P. Caenazzo, G. Caneva, A. Capodaglio, M. Caporale, E. Cappello, M. Castellese, A. Cheri, G. Chiminazzo, C. Corsitto, E. Costantini, M. Cravedi, P. De Lutti, P. De Martin, B. De Martino, P. Del Monaco, N. De Paolis, G. Dragani, C. Feruglio, R. Fincato, C. Galli Morandi, P. Galliussi, S. Gandini, D. Gilardoni, L. Giuriato, G. Grigolini, Leona K, A. Magrin, G. Maran, R. Marrani, E. Marras, A. Martinelli, D. Mingardi, L. Moretti, A. Morucci - M. Venturini, M. Panozzo, P. M. Parodi, G. Pascoli, A. Puppo, C. Raza, C. Rigato, A. Rinaldi, D. Rodrigues, S. Scarpa, G. Serra, S. Simeoni, A. P. Snaidero, V. Sopracase, R. Spina, Thon, L. Tomasi, S. Travani, F. Trevisan, J. Ugolotti, L. Zabarella, A. Zago, A. Zampieri, M. Zanella, L. Zenere, A. Zucchiatti. Testo introduttivo di Mario Guderzo e Moreno Panozzo, volume realizzato con il patrocinio della Commissione Europea.
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La buona strada. 127 passeggiate d'autore a Milano, in Lombardia e dintorni
di Daverio Philippe
editore: Rizzoli
pagine: 179
La penna curiosa e impertinente di Philippe Daverio ci conduce alla scoperta di Milano e del suo territorio
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Altre americhe
di Sebastião Salgado
editore: Contrasto
pagine: 127
Finalmente disponibile "Altre Americhe", il leggendario primo libro di Sebastião Salgado. Pubblicato per la prima volta nel 1986 dall'editore Contrejour con il titolo "Autres Ameriques", il volume raccoglie una serie di fotografie frutto dei numerosi viaggi compiuti da Salgado in America Latina, tra il 1977 e il 1984: un corpus di immagini racconta con grande forza evocativa la persistenza delle culture contadine e indiane in quelle terre. L'intensità delle fotografie in bianco e nero, la loro potenza plastica, l'impaginazione pensata da Lelia Wanick Salgado con la maggior parte delle immagini in doppia pagina, decretarono il successo del progetto. Il libro ha ricevuto il premio Premier Livre Photo, ed è stato un grande avvenimento editoriale. Il libro, un riferimento per la fotografia di documentazione, viene pubblicato ora in italiano con i testi originali e con una prefazione di Claude Nori che ne racconta la genesi.
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Design
di Bob Noorda
editore: 24 Ore Cultura
pagine: 384
Dopo i tanti lavori realizzati per l'editoria e per numerosi editori, l'ultimo lavoro di Bob Noorda è stato proprio un libro. Il suo libro. Un libro che lo ha portato a rileggere il proprio percorso di designer, a selezionarlo, metterlo in pagina, con quella fatica, immaginiamo, che hanno le persone che preferiscono il futuro e le nuove avventure. È un libro asciutto, preciso, senza indulgenze, come solo lui sapeva concepire. La parte iniziale più biografica è stata aggiunta, ma per il testo la suddivisione in semplici decadi di storia è quella voluta da Noorda; in ciascuna a parlare sono le immagini dei suoi lavori, intensità del silenzio, un racconto senza retorica o celebrazioni.
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