Arte
Art activity. Equilibrio e semplicità zen. Il Giappone
editore: Ultra
pagine: 56
Colorare per alleviare lo stress, sviluppare la concentrazione e i sensi, ritrovare l'armonia e la calma interiore, E perché no, anche il buon umore. Non è necessario essere artisti esperti: basta lasciarsi trasportare dalla fantasia.
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Bella! Italia. I borghi. Ediz. italiana e inglese
di Stefano Zuffi
editore: Sassi
pagine: 240
Stefano Zuffi si ripresenta al pubblico con un volume sulle inesauribili ricchezze storiche e artistiche del Belpaese
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L'artificio dell'eternità. Saggi sull'arte
di William B. Yeats
editore: Medusa Edizioni
pagine: 220
William Butler Yeats lavorò per tutta la vita all'interno del più profondo rinnovamento dell'arte moderna, accanto ai preraffaelliti, ai simbolisti, agli astrattisti, ai vorticisti cari all'amico Ezra Pound. Circondato da artisti anche in famiglia (il padre John, il fratello Jack, le sorelle "Lily" e "Lolly"), sviluppa la sua passione per l'Unità delle arti proiettandole soprattutto nel teatro, che diventa il principale strumento di crescita intellettuale della nuova Irlanda. La potenza di visione di Blake e il folto mondo magico d'Irlanda si fondono nel precoce ammiratore di Dante Gabriel Rossetti e della felicità utopica di William Morris in reazione all'eterogeneità del mondo moderno, il cui mito del progresso si frantuma nella prima guerra mondiale, e negli eventi che preparano la seconda. Le arti sono sempre state una chiesa del mondo immaginale, dove come i cacciatori di Baudelaire, perduti nei grandi boschi, gli artisti si lanciano gridi, inseguendo simboli nati nelle emozioni, e tagliati con il diamante dell'intelletto. Per trovare la propria maschera vera l'artista passa attraverso il proprio opposto. La propria lacerazione è necessaria all'Unità finale. L'energia gioiosa e tragica dei Greci che oltrepassa la misura di Pitagora, la mente di Michelangelo, cattura un ritmo della vita che va oltre la morte.
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Il chiostrino dei Morti a Santa Maria Novella. Un laboratorio per la pittura fiorentina della metà del Trecento
di Gaia Ravalli
editore: EDIFIR
pagine: 223
Il chiostrino dei Morti è uno dei tre cimiteri di Santa Maria Novella, tornato accessibile nel 2012 dopo decenni di chiusura quasi ininterrotta. Il volume è incentrato sulle sue decorazioni murali, affreschi rimasti finora nell'oblio, trattati in margine - se non addirittura esclusi - dai fondamentali contributi sulla pittura fiorentina del Trecento. Eppure su queste pareti, lacerate dall'umidità e dal tempo, si legge una testimonianza eccezionale di storia, civiltà e arte: tra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Sessanta del XIV secolo, in un momento cruciale per la storia e la cultura artistica fiorentina, il chiostrino costituiva un cantiere modernissimo, in cui operarono i principali protagonisti del tempo, come Andrea di Cione e il fratello Nardo, che avrebbero elaborato archetipi fondamentali per il linguaggio figurativo dei decenni successivi.
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Lapislazzuli. Magia del blu
editore: Sillabe
pagine: 391
Il volume è il catalogo della mostra di Firenze (Palazzo Pitti - Museo degli argenti; Museo di Storia Naturale dell'Università
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Atlante delle emozioni. In viaggio tra arte, architettura e cinema
di Giuliana Bruno
editore: Johan & levi
pagine: 590
Che cos'è la "geografia emozionale"? È che la domanda a cui Giuliana Bruno risponde attraverso le pagine del suo "Atlante delle emozioni", un sapiente e avvincente excursus che va dalla geografia all'arte, dall'architettura al design e alla moda, dalla cartografia al cinema, avventurandosi in un paesaggio vario e incantevole nel tentativo assolutamente originale di condensare in un'unica mappa la storia culturale delle arti visive e dello spazio. Vedere e viaggiare - sostiene l'autrice - sono inseparabili, e lo dimostra grazie a un montaggio evocativo di parole e immagini che trasformano il voyeur in voyageur, rivelando che non solo sight (vista) e site (luogo), ma anche motion (moto) ed emotion (emozione), sono irrevocabilmente connessi. Trasportandoci attraverso movimenti artistici, traiettorie storiche e memorie culturali, Bruno dischiude il mondo delle immagini emozionali. Nel farlo, ci parla del lavoro di artisti come Gerhard Richter, Annette Messager, Rachel Whiteread, Louise Bourgeois; di architetti come Daniel Libeskind e Jean Nouvel; dell'opera di numerosi cineasti tra cui Peter Greenaway e Roberto Rossellini, Chantal Akerman e Jean-Luc Godard, Michelangelo Antonioni e Pier Paolo Pasolini, Wim Wenders e Wong Karwai; dell'architettura del cinema e dei suoi precursori: gabinetto delle curiosità, museo delle cere, teatro anatomico, lanterna magica, georama e panorama, design di giardini, vedutismo, le arti della memoria e della mappatura...
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Arte come identità. Una questione italiana
editore: Castelvecchi
pagine: 138
Storicamente, è sempre stata l'arte a raccontare l'identità dell'Italia: monumenti, palazzi, piazze, chiese e pale d'altare ha
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La pecora di Giotto
di Luciano Bellosi
editore: Abscondita
pagine: 398
"Il titolo del libro allude, naturalmente, al popolare aneddoto illustrato anche su certe scatole di matite colorate che accompagnano tanti ricordi della nostra infanzia. La popolarità di questo aneddoto è dovuta al fatto che lo racconta il Vasari: un fatto che è anche la causa della sua mancata considerazione da parte della critica. Ma il Vasari non fa che parafrasare un succinto passo del secondo Commentario del Ghiberti: 'Nacque uno fanciullo di mirabile ingegno il quale si ritraeva del naturale una pecora; in su passando Cimabue pictore per la strada a Bologna vide el fanciullo sedente in terra et disegnava in su una lastra una pecora [...] Cimabue menò seco Giotto e fu discepolo di Cimabue'. Ora, un aneddoto raccontato dal Ghiberti non può essere liquidato come uno dei tanti aneddoti raccontati dal Vasari, per il quale essi avevano la funzione di artifici retorici utili a dare compiutezza al racconto storico, secondo una concezione della storia che egli condivideva con i contemporanei. Lo scritto del Ghiberti appartiene a un genere letterario diverso e non ha le preoccupazioni del Vasari. Del secondo Commentario, le cui notizie che si possono controllare risultano sostanzialmente attendibili, va preso sul serio tutto e io credo che anche il raccontino della pecora di Giotto, al di là del suo significato letterale, alluda almeno a due aspetti reali."
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Milano. Luoghi e persone
di Uliano Lucas
editore: Abscondita
pagine: 144
"Ecco, è così che è andata. È così che Milano è diventata una città avvolta da nebbie un po' più fitte di quelle che ha sempre conosciuto: nebbie egoiste, umide e qualunquiste. Una città che Lucas ritrae ormai svuotata, prosciugata da ogni forma d'anima, colta nella sua essenza, nelle sue geometrie così ordinate, nella sua solitudine, nell'intrico di segni, segni puri. I graffiti, la moda, gli stilisti, gli extracomunitari, i giovani, gli anziani, le merci, i tram, le strade, i palazzoni, tutti lì nello stesso calderone, a rappresentare se stessi e nulla più, a dire soltanto 'io sono qui'. Rovine di ciò che viene dopo la modernità, a Milano come in qualunque città del mondo, ormai è uguale. Se oggi ci chiedessero se poi a Milano ci si vive bene, potremmo scegliere di essere cattivi e usare le parole di Montale: 'Sì, ignorandola'. Ma poi ci pensi, riguardi queste foto, e scopri che è ancora più difficile, di questi tempi, restare in casa, chiusi a sopravvivere." (Bruno Arpaia)
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Tavole d'autore. 14 stylist, 14 modi di ricevere
di Francesca Moscheni
editore: Bibliotheca culinaria
pagine: 160
La tavola preparata con cura è un piacere per gli ospiti e lo è ancor di più per chi la prepara
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La sopravvivenza degli antichi dei
di Jean Seznec
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 448
Oggi sappiamo che le divinità pagane non sono mai morte. Che l'idea di una rinascita quattro-cinquecentesca dell'antico pantheon dopo secoli di eclisse è tanto trionfale quanto priva di fondamento. Se la storiografia artistica ha riannodato i legami tra Medioevo e Rinascimento è merito soprattutto di un giovane studioso che nel 1940, in piena guerra, ha dato alle stampe questo saggio ai tempi assolutamente pionieristico, in cui lo schema oppositivo morte-resurrezione lascia il passo al principio continuista della sopravvivenza. Nel suo "libro di giovinezza", dal ricchissimo corredo illustrativo, Jean Seznec ha profuso infinite ricognizioni di miniature, scritti astrologici, enciclopedie, trattati e monumentali cicli figurativi, documentando come durante il lungo transito medievale gli dei dell'antichità avessero conservato attributi riconoscibili, nonostante l'iconografia barbarizzata e cristianizzata. Fossero sopravvissuti, insomma, alla stregua di "incarnazioni di idee". Con l'arte rinascimentale quelle divinità ripresero il loro lontano aspetto. Sulle pareti e nelle volte dei palazzi, o nelle cupole delle cappelle, i contenuti ancora vivi si ricongiunsero alle forme precedenti: irriducibile alla pura funzione decorativa, un intero "universo di dei planetari, di eroi e di allegorie" reclamò la propria ascendenza. E fino a Seznec serbò il segreto del proprio debito nei confronti del Medioevo. Presentazione di Salvatore Settis.
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Fotografia europea. Effetto terra-European photography. Earth effect
editore: Silvana
pagine: 240
"Fotografia europea" festeggia quest'anno i suoi primi 10 anni, con un'edizione che si lega idealmente a Expo 2015 grazie al tema proposto, ovvero una riflessione sul rapporto uomo-natura intitolata "Effetto terra". Il volume esplora così le tematiche connesse al legame fra il pianeta e la fotografia, a cominciare dalla sua rappresentazione: nuovi luoghi, nuovi modi di rappresentare, nuovi immaginari e nuove manipolazioni dell'immagine aprono infatti a prospettive inedite, e impensabili fino a pochi anni fa. Ma la fotografia non si limita a rappresentare, a produrre immagini, bensì spesso sente di dover invitare all'azione, per innescare un cambiamento: è questo alla base dell'arte pubblica, che dell'immagine fa un uso attivo, performativo, che molto ha a che fare con le nuove tecnologie. La dialettica uomo-natura porta anche ad altre considerazioni: esiste infatti sia una natura che precede l'uomo - magari potente e sublime, ma anche vergine e calma - sia un uomo senza natura, grazie a tecnologie tanto avanzate da essere estranee alle immagini della natura. L'edizione 2015 di "Fotografia europea", documentata nelle pagine di questo volume, offre dunque un contributo su questi temi di riflessione.
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