Arte
Leonardo da Vinci o la scienza della pittura-Lionardo da Vinci
editore: Abscondita
pagine: 95
Leonardo da Vinci è senza dubbio l'artista più poliedrico e affascinante che sia mai apparso. La sua inesauribile curiosità, il suo spirito sempre vigile, la sua insaziabile sete di conoscenza lo indussero a cimentarsi nei più svariati campi: allestì giostre e macchine da guerra, studiò anatomia, fisica e astronomia, compose poemi e trattati scientifici. Ma, come qui dimostra Andre Chastel, nulla potè mai distoglierlo da ciò che per lui era essenziale: la pittura, unica arte "dotata di una presenza immediata, totale, definitiva".
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Roma passion jewels. Paolo e Nicola Bulgari si raccontano
di Meylan Vincent
editore: Mondadori Electa
pagine: 144
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Manifesti del futurismo
editore: Abscondita
pagine: 252
L'opera riunisce un'estesa selezione di documenti del movimento, in genere "manifesti", ordinati cronologicamente, sino a copr
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Arte del ritratto e borghesia fiorentinaLe ultime volontà di Francesco Sassetti
di Warburg Aby
editore: Abscondita
pagine: 113
Un fattore fondamentale della civiltà del primo Rinascimento fiorentino è che le opere d'arte devono la loro origine alla comp
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La forma del futuro. Cento edifici che cambieranno la nostra vita
di Kushner Marc
editore: Rizzoli
pagine: 170
In tutto il mondo gli architetti stanno lavorando con passione per progettare edifici unici, studiati su misura in risposta al
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Manicomi. Psichiatria e antipsichiatria nelle immagini degli anni settanta
di Gianni Berengo Gardin
editore: Contrasto
pagine: 167
"Si era nel sessantotto. Franco Basaglia si batteva per la chiusura dei manicomi e insieme a Carla Cerati, fotografa milanese, avevamo realizzato delle fotografie per L'Espresso sui manicomi. Vedendole, Basaglia rimase allibito. Si trattava di fotografie mai viste prima in Italia. Così, abbiamo deciso di farne un libro, 'Morire di classe', che, con l'aggiunta di testi di Basaglia, ha fatto conoscere all'Italia le condizioni tragiche di questi malati." In questo modo Gianni Berengo Gardin, in un testo recente, ricorda la genesi di uno dei lavori più forti, decisi e importanti della storia del fotogiornalismo italiano. La fotografia entrava in strutture proverbialmente chiuse e faceva luce - nel vero senso del termine - su condizioni e situazioni che non dovevano essere mostrate. Il sessantotto della fotografia italiana passava anche per queste immagini e attraverso un lavoro così prettamente sociale, riscopriva una sua urgenza, una centralità, un valore e una necessità intrinseca che poi è quella di rivelare, indicare e, come in questo caso, indignare. A distanza di anni, rivedere la documentazione completa realizzata da Gianni Berengo Gardin in quell'occasione - muovendosi con Carla Cerati e poi anche da solo in diverse strutture italiane, da Gorizia a Trieste, da Parma a Firenze e a Siena - permette di recuperare il senso di un lavoro straordinario.
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Sculpture today
di Judith Collins
editore: Phaidon
pagine: 483
Il libro fornisce una panoramica sulla scultura contemporanea completa e ricca di illustrazioni L'opera è suddivisa in capitoli tematici che si occupano delle diverse fonti di ispirazione degli scultori moderni: il corpo, la natura, il colore, la luce, l'architettura e il minimalismo. Una raccolta di opere, la cui analisi offre uno sguardo ravvicinato al variegato insieme di idee, stili, materiali, tecniche e luoghi di questa poliedrica disciplina artistica.
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Camille Claudel
di Odile Ayral-Clause
editore: Castelvecchi
pagine: 327
Camille Claudel è ricordata come la scultrice di talento che da giovanissima intrecciò una tormentata relazione con Auguste Rodin. Ma Camille, carattere indipendente e irrequieto, è stata anche una donna che ha sfidato le convenzioni sociali e culturali della sua epoca, soccombendo infine sotto il peso della riprovazione pubblica, dei pregiudizi atavici e delle privazioni materiali. Turbata dal suo anticonformismo, la famiglia di Camille reagì alle sue crisi facendola internare in una casa di cura per malati di mente, dove rimase fino alla morte. Ora Odile Ayral-Clause, dopo anni di studi, riesce finalmente a riscattare Camille dallo stereotipo dell'eroina tragica e a consegnarci quella che può essere considerata la biografia definitiva di una grande artista.
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La collezione delle icone russe agli Uffizi. I mai visti XIV. Capolavori dai depositi degli Uffizi
editore: Sillabe
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