Arte
Il mito del Paese di Cuccagna. Immagini a stampa della raccolta Bertarelli
editore: Ets
Il mito del Paese di Cuccagna risulta fra i temi iconografici più diffusi nella stampa a larga diffusione. Il sogno realizzato di un luogo immaginario dove sia proibito lavorare, l'ozio tradizionalmente considerato un vizio si trasformi in virtù, tutto sia consentito all'insegna della più ampia libertà, la terra elargisca i suoi frutti in abbondanza, è motivo ricorrente e diffuso nel tempo. Fonti letterarie già a partire dal XIII secolo narrano di un simile paese ideale e dal XVI secolo fiorisce una produzione a stampa che spesso assume caratteristiche autonome rispetto al linguaggio testuale. Immagini che descrivono paesaggi aperti dove nei fiumi scorre il vino, dal cielo piovono capponi arrosto, gli asini si legano con salsicce, chi lavora è condotto in prigione e i medici sono banditi, addirittura una Cuccagna dedicata alle donne, dove gli uomini sono unicamente servitori. Questo vagheggiato mondo, a tratti eversivo, si svuota gradualmente di questo significato poiché la morale corrente mal sopporta che l'abbondanza ed il piacere non siano frutto del lavoro. Nell'Ottocento, il Paese di Cuccagna diventa così un espediente narrativo soprattutto destinato all'infanzia, che mostra come chi non si adegui ad un disciplinato comportamento guidato da regole e norme in cui dovere e lavoro risultino principi fondanti, sarà destinato ad una brutta fine, come Lucignolo nel Paese dei Balocchi.
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Storia illustrata della pittura a Pisa
editore: Pacini Editore
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Gianfranco Ferroni agli Uffizi. La luce della solitudine. Catalogo della mostra (Firenze, 15 maggio-5 luglio 2015)
editore: Silvana
pagine: 132
In occasione della donazione di un autoritratto di Gianfranco Ferroni intitolato "Senza Resurrezione" - alla Galleria degli Uf
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Carlo Dolci 1616-1687. Catalogo della mostra (Firenze, 30 giugno-15 novembre 2015)
editore: Sillabe
pagine: 416
Il genio artistico di Carlo Dolci (1616-1687), il pittore fiorentino più importante del Seicento, sarà celebrato quest'anno a
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Il bello nell'arte. Scritti sull'arte antica
di Johann Joachim Winckelmann
editore: Se
pagine: 201
"Per noi, l'unica via per divenire grandi e, se possibile, inimitabili, è l'imitazione degli antichi, e ciò che si disse di Om
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Capolavori del barocco. Il trionfo della pittura nelle terre novaresi. Catalogo della mostra (Novara, 18 giugno-27 settembre 2015). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 168
Il volume offre una panoramica ricca ed esaustiva sull'età del Barocco nel territorio di Novara, attraverso la presentazione di opere realizzate tra il 1630, anno dell'arrivo della peste nel nord Italia, e il 1738, anno in cui il territorio del novarese passa ai Savoia. La produzione artistica locale, che subisce una battuta di arresto a seguito del diffondersi del morbo, evidenzia una ripresa solo a metà del secolo successivo con Antonio Busca e Dionigi Bussola, promotori della Seconda Accademia Ambrosiana, Gianoli, Giorgio Bonola, Giuseppe Zanatta, mentre sul lago Maggiore, grazie ai floridi interessi dei Borromeo prospera la pittura di impronta milanese. Verso la fine del XVII secolo personalità singolari traghetteranno il novarese verso il nuovo secolo: Filippo Abbiati, Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone, Federico Bianchi, narratori esperti che, nei guizzi delle loro pennellate svelte, daranno il la ai filamenti luminosi del Settecento. Il volume, introdotto da un saggio di F. Gonzales e A. Bava, è completato da apparati bibliografici.
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Le collezioni della Fondazione Banco di Sicilia. I dipinti
editore: Silvana
pagine: 288
Il volume ricostruisce la fisionomia di una delle più importanti collezioni di Fondazioni di origine bancaria, quella del Banc
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Piero di Cosimo (1462-1522). Pittore eccentrico fra Rinascimento e Maniera
editore: Giunti Editore
pagine: 432
Genio eccentrico del Rinascimento fiorentino, Piero di Cosimo è una figura quasi sconosciuta, nonostante l'apprezzamento dimostrato dalla critica e l'ampio catalogo di dipinti di tema sacro e profano oggi conservati in musei e collezioni di tutto il mondo. Figlio di un fabbro di nome Lorenzo, Piero compì il proprio apprendistato nella bottega del pittore Cosimo Rosselli, affacciandosi nella scena artistica negli anni in cui Lorenzo il Magnifico era alla guida di Firenze e in città erano attivi pittori eccellenti, da Botticelli a Filippino Lippi, da Ghirlandaio a Leonardo da Vinci, mentre dalle Fiandre giungevano opere d'arte eseguite dai maestri fiamminghi altrettanto straordinarie. L'esposizione, la prima retrospettiva monografica dedicata a Piero di Cosimo, presenta dunque attraverso un ordinamento cronologico il catalogo del maestro, dove, accanto ad imponenti pale d'altare, si incontrano numerosi "tondi" di destinazione domestica, particolari e misteriosi dipinti di tema profano, commissionati dalle più colte e raffinate famiglie fiorentine per le loro residenze e straordinari ritratti. Saranno esposti circa quarantacinque dipinti di Piero di Cosimo e una trentina di disegni, capolavori utili per comprendere il percorso creativo seguito dall'artista. Completa il percorso un gruppo scelto di opere di maestri coevi. Il volume è il Catalogo della mostra di Firenze (Galleria degli Uffizi, 23 giugno - 27 settembre 2015).
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Su Questa Pietra Nuovi Studi E Ricerche Sull`abbazia Di San Pietro (...)
Autori vari
editore: Franco cosimo panini
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Rinascimento cremasco. Arti, maestri e botteghe tra XV e XVI secolo
di Paola Venturelli
editore: Skira
pagine: 248
Durante il Rinascimento, Crema e il cremasco vivono un momento di particolare splendore artistico e culturale, ben distinguibile nel contesto del Rinascimento lombardo. Architetti, scultori, pittori, maestri del legno e collaudate botteghe artigiane lavorano per aggiornate committenze, non solo cremasche. Tra questi i De Marchi, attivi tra Crema, Pavia e Bologna nell'intaglio ligneo e nel disegno architettonico, i de Fondulis, orafi, plasticatori, architetti, impegnati anche a Padova, Vicenza, Lodi, Milano, e Vincenzo Civerchio, artista dalla multiforme attività. Erigono complessi architettonici aggiornati sulle novità bramantesche, lavorano esemplarmente la terracotta plasmandola in monumentali polittici dipinti o in gruppi scultorei dall'intensa espressività, producono tavolette dipinte per soffitti destinate ai molti palazzi signorili della città, realizzano affreschi, dipinti e miniature. Il tutto sullo sfondo di avvenimenti politici che portano Crema e il suo territorio a divenire, dalla metà del XV secolo, dominio della Serenissima Repubblica di Venezia.
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Antonio Canova. All'origine del mito. Catalogo della mostra (Aosta, 13 giugno-11 ottobre 2015). Ediz. italiana e francese
editore: Silvana
pagine: 192
Se la fama di Antonio Canova (1757-1822) rimarrà sempre legata ad alcuni indiscussi capolavori, la cui estrema finitezza formale riesce miracolosamente a infondere nel marmo il palpito lieve della vita, la sua straordinaria raffinatezza emerge in modo nitido anche nelle opere che ne documentano il processo creativo. Il catalogo ci conduce, infatti, all'origine del mito, accostando alle sculture le terrecotte e i preziosi gessi provenienti dalla Gipsoteca di Possagno, ma anche schizzi autografi, tempere e dipinti a olio. Non solo soggetti aulici, ma anche temi apparentemente più leggeri e in qualche modo frivoli - anzitutto le leggiadre danzatrici, "le più belle fra tutte [...] poiché sono fluide come il pensiero" (Johann Winckelmann) dimostrano che grazia e sublime possono coincidere, realizzando l'ideale estetico di una sottile bellezza filtrata dall'intelletto.
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