Arte
L'ideologia del traditore. Arte, maniera, manierismo
di Achille Bonito Oliva
editore: Electa
pagine: 252
Nel Novecento il Manierismo è stato rivisitato con un'ottica che ne ha messo in luce i caratteri di affinità con la nostra epo
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Robert Capa. Ediz. italiana, inglese e francese
editore: Silvana
pagine: 141
John Steinbeck una volta scrisse che il suo amico Robert Capa sapeva che "non si può fotografare la guerra, perché si tratta p
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Afro. Il periodo americano-The American period. Catalogo della mostra (Rovereto, 17 marzo-8 luglio 2012). Ediz. italiana e inglese
editore: Electa
pagine: 349
La mostra organizzata in collaborazione con l'Archivio Afro di Roma si concentrerà sulle opere americane di Afro, in un period
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Italia tra cielo e terra
editore: White Star
pagine: 221
Il Bel Paese incanta, strega. Ammalia. Del Bel Paese ci si innamora perdutamente perché, delle 24 ore di cui si compone un giorno, ciascun minuto è in grado di allietare i cinque sensi dei visitatori che ne calpestino il suolo. O ne sorvolino tetti, campanili, cupole, sterminate pianure, dolci colline o montagne maestose. Il Bel Paese mette in scena un patrimonio di bellezza, frutto della natura e dell'uomo, che è appannaggio di tutti: visibile, accessibile, famoso. È il patrimonio storico e architettonico che si esibisce in chiese e abbazie, centri storici e musei, castelli e siti archeologici che profumano di antico. Ed è anche il patrimonio naturalistico che si muove tra strade di montagna, parchi nazionali, e spiagge da sogno. Ma non solo. Il Bel Paese riserva scenari remoti e segreti che vanno ricercati, fiutati, e a tratti, spiati. Sono i conventi, gli eremi, le torri di guardia, i tesori da collezione, le tradizioni regionali, le arti e gli antichi mestieri. Un patrimonio da tutelare e tramandare alle generazioni che verranno. E a tutti coloro che dalla nostra Italia passeranno. Anche solo di volata...
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Atlante delle emozioni
In viaggio tra arte, architettura e cinema
di Bruno Giuliana
editore: Mondadori bruno
pagine: 496
Di solito quando si parla di memoria e di emozione si pensa al tempo mentre per la Bruno, teorica napoletana che insegna ad Ha
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Tecnica mista
Com'è fatta l'arte del '900
di Pugliese Marina
editore: Mondadori bruno
pagine: 256
Che cos'è un collage? E un assemblaggio? Cosa si intende per polimaterismo? Perché gli artisti del Novecento spesso abbandonan
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Marlene Dumas. Sorte. Catalogo della mostra (Milano, 13 marzo-17 giugno). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 120
Marlene Dumas, nata in Sudafrica ma olandese di adozione, è una delle figure più rilevanti della scena artistica internazionale degli ultimi vent'anni. Pittrice di volti e di corpi, il suo lavoro trasforma e muta immagini del reale e della sua rappresentazione mediatica - fotografie di giornali, riviste o "stili" di famosi film - in brani di un racconto sempre frammentato ma mai interrotto che rimanda all'esistenza degli esseri umani.
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Carlo Ceresa. Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione. Catalogo della mostra (Bergamo, 10 marzo-24 giugno 2012)
editore: Silvana
pagine: 304
Esponente di maggior spicco, accanto a Evaristo Baschenis, del Seicento bergamasco, Carlo Ceresa (1609-1679) fu anche il più convinto interprete, in quel secolo, della vocazione naturalistica che contraddistingue la pittura lombarda. Per quanto sia disposta entro i decenni che segnano la massima affermazione del linguaggio barocco, la vicenda dell'artista si distingue per una tenace estraneità a quella stagione figurativa. Alla dimensione decorativa e teatrale della pittura del suo tempo Ceresa oppone infatti un linguaggio sobrio e sincero, apprezzabile sia nelle sue opere sacre, sia nella lucida obbiettività dei suoi ritratti, che lo pongono come ideale anello di congiunzione tra l'esperienza cinquecentesca di Moroni e quella settecentesca di Fra' Galgario. A sessant'anni di distanza dalla rassegna su "l pittori della realtà in Lombardia", che sancì la riscoperta dell'artista, la mostra ripercorre l'intera parabola di Ceresa, dalle opere giovanili influenzate dalle stampe tardo manieriste, all'acquisizione di un convincente stile autonomo, maturato soprattutto sullo studio dei modelli di Daniele Crespi. I confronti con le opere di quest'ultimo, oltre che del Genovesino e di Baschenis, consentono di illuminare il contesto culturale nel quale si giocò la carriera di Ceresa, il cui profilo antibarocco è invece rivelato dalla contrapposizione dialettica tra i suoi dipinti essenziali e meditativi e il registro più spettacolare dei pittori attivi per il territorio bergamasco.
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Valerio Adami. Figure nel tempo. Catalogo della mostra (Milano, 28 febbraio-21 aprile 2012). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 304
Il volume accompagna un'ampia retrospettiva dedicata a Valerio Adami (Bologna, 1935), uno degli artisti figurativi più emblematici del Novecento. Il testo ripercorre l'intera sua produzione, dagli esordi alla fine degli anni cinquanta alle opere dei decenni successivi - quando mette a punto lo stile che lo contraddistinguerà, caratterizzato dall'uso di colori acidi e accesi, stesi in campiture piatte e lisce, all'interno di netti contorni neri del disegno - fino alle ultime opere realizzate nel 2012. Il catalogo delle opere è preceduto da testi critici dedicati all'opera del maestro, che mettono in luce i vasti interessi e i rapporti che Adami stesso strinse con artisti di altri campi, come la poesia, la musica, la letteratura, e che sono confluiti nell'opera pittorica. Il catalogo, arricchito da fotografie storiche, è completato da apparati biografici.
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365D trecentosessantacinque giorni da donna
editore: Silvana
pagine: 384
365D è un libro di ritratti fotografici e brevi racconti, composto da 365 pagine, impaginate in ordine cronologico come i gior
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Tintoretto
editore: Skira
pagine: 300
"Tintoretto fu il pittore più chiacchierato del suo tempo. La sua maniera sperimentale di dipingere, la sua prestezza e prolificità, il suo carattere aggressivo e competitivo suscitarono fra i contemporanei reazioni vivaci, la cui eco è giunta fino a noi, grazie alle loro lettere, ai trattati e alle biografie scritte su di lui. Pietro Aretino arrivò a rimproverargli la sua 'tristizia e pazzia'. Ma questo maestro 'arrischiato' e spericolato, questo genio ghiribizzoso e anticonformista, 'il più terribile cervello che abbia avuto mai la pittura', fu anche un uomo straordinariamente reticente. Al fiorentino Raffaello Borghini che lo interrogò intorno al 1582, in vista della stesura della sua vita nel Riposo, tacque più di quanto svelò, e ciò che disse non era forse neppure vero. Però resta fondamentale, per capire come lui vedeva se stesso e come voleva essere ricordato. E cioè come un pittore dedito unicamente alla sua professione, che da solo, con lo studio accanito e la forza della volontà, si era conquistato la gloria. Quanti lo avevano conosciuto vollero però ricordarlo anche come un uomo libero - capace di rifiutare l'onorificenza di cavaliere dal re di Francia Enrico III, pur di non doversi inginocchiare davanti a lui, e di negare la figlia alle corti dei principi per il piacere di tenerla con sé." (Melania G. Mazzucco)
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