Arte
Tecnica mista
Com'è fatta l'arte del '900
di Pugliese Marina
editore: Mondadori bruno
pagine: 256
Che cos'è un collage? E un assemblaggio? Cosa si intende per polimaterismo? Perché gli artisti del Novecento spesso abbandonan
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Marlene Dumas. Sorte. Catalogo della mostra (Milano, 13 marzo-17 giugno). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 120
Marlene Dumas, nata in Sudafrica ma olandese di adozione, è una delle figure più rilevanti della scena artistica internazionale degli ultimi vent'anni. Pittrice di volti e di corpi, il suo lavoro trasforma e muta immagini del reale e della sua rappresentazione mediatica - fotografie di giornali, riviste o "stili" di famosi film - in brani di un racconto sempre frammentato ma mai interrotto che rimanda all'esistenza degli esseri umani.
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Carlo Ceresa. Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione. Catalogo della mostra (Bergamo, 10 marzo-24 giugno 2012)
editore: Silvana
pagine: 304
Esponente di maggior spicco, accanto a Evaristo Baschenis, del Seicento bergamasco, Carlo Ceresa (1609-1679) fu anche il più convinto interprete, in quel secolo, della vocazione naturalistica che contraddistingue la pittura lombarda. Per quanto sia disposta entro i decenni che segnano la massima affermazione del linguaggio barocco, la vicenda dell'artista si distingue per una tenace estraneità a quella stagione figurativa. Alla dimensione decorativa e teatrale della pittura del suo tempo Ceresa oppone infatti un linguaggio sobrio e sincero, apprezzabile sia nelle sue opere sacre, sia nella lucida obbiettività dei suoi ritratti, che lo pongono come ideale anello di congiunzione tra l'esperienza cinquecentesca di Moroni e quella settecentesca di Fra' Galgario. A sessant'anni di distanza dalla rassegna su "l pittori della realtà in Lombardia", che sancì la riscoperta dell'artista, la mostra ripercorre l'intera parabola di Ceresa, dalle opere giovanili influenzate dalle stampe tardo manieriste, all'acquisizione di un convincente stile autonomo, maturato soprattutto sullo studio dei modelli di Daniele Crespi. I confronti con le opere di quest'ultimo, oltre che del Genovesino e di Baschenis, consentono di illuminare il contesto culturale nel quale si giocò la carriera di Ceresa, il cui profilo antibarocco è invece rivelato dalla contrapposizione dialettica tra i suoi dipinti essenziali e meditativi e il registro più spettacolare dei pittori attivi per il territorio bergamasco.
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Valerio Adami. Figure nel tempo. Catalogo della mostra (Milano, 28 febbraio-21 aprile 2012). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 304
Il volume accompagna un'ampia retrospettiva dedicata a Valerio Adami (Bologna, 1935), uno degli artisti figurativi più emblematici del Novecento. Il testo ripercorre l'intera sua produzione, dagli esordi alla fine degli anni cinquanta alle opere dei decenni successivi - quando mette a punto lo stile che lo contraddistinguerà, caratterizzato dall'uso di colori acidi e accesi, stesi in campiture piatte e lisce, all'interno di netti contorni neri del disegno - fino alle ultime opere realizzate nel 2012. Il catalogo delle opere è preceduto da testi critici dedicati all'opera del maestro, che mettono in luce i vasti interessi e i rapporti che Adami stesso strinse con artisti di altri campi, come la poesia, la musica, la letteratura, e che sono confluiti nell'opera pittorica. Il catalogo, arricchito da fotografie storiche, è completato da apparati biografici.
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365D trecentosessantacinque giorni da donna
editore: Silvana
pagine: 384
365D è un libro di ritratti fotografici e brevi racconti, composto da 365 pagine, impaginate in ordine cronologico come i gior
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Tintoretto
editore: Skira
pagine: 300
"Tintoretto fu il pittore più chiacchierato del suo tempo. La sua maniera sperimentale di dipingere, la sua prestezza e prolificità, il suo carattere aggressivo e competitivo suscitarono fra i contemporanei reazioni vivaci, la cui eco è giunta fino a noi, grazie alle loro lettere, ai trattati e alle biografie scritte su di lui. Pietro Aretino arrivò a rimproverargli la sua 'tristizia e pazzia'. Ma questo maestro 'arrischiato' e spericolato, questo genio ghiribizzoso e anticonformista, 'il più terribile cervello che abbia avuto mai la pittura', fu anche un uomo straordinariamente reticente. Al fiorentino Raffaello Borghini che lo interrogò intorno al 1582, in vista della stesura della sua vita nel Riposo, tacque più di quanto svelò, e ciò che disse non era forse neppure vero. Però resta fondamentale, per capire come lui vedeva se stesso e come voleva essere ricordato. E cioè come un pittore dedito unicamente alla sua professione, che da solo, con lo studio accanito e la forza della volontà, si era conquistato la gloria. Quanti lo avevano conosciuto vollero però ricordarlo anche come un uomo libero - capace di rifiutare l'onorificenza di cavaliere dal re di Francia Enrico III, pur di non doversi inginocchiare davanti a lui, e di negare la figlia alle corti dei principi per il piacere di tenerla con sé." (Melania G. Mazzucco)
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Galileo critico delle arti
di Erwin Panofsky
editore: Abscondita
pagine: 112
Galileo Galilei è uno dei rari personaggi a cui Erwin Panofsky (1892-1968) dedicò un saggio monografico, il più noto dei quali è lo studio consacrato a Dürer. Un'ansia comune lega Galileo a quest'ultimo: il desiderio di decifrare il "mistero" servendosi di uno strumento razionale. "Tuttavia" scrive Panofsky "nella compattezza solida, luminosa, misurabile della strategia conoscitiva di Galileo, persiste un'insidia che sembra turbare e incrinare la serenità del giudizio critico - soprattutto in campo estetico, e in particolar modo nella poesia e nelle arti figurative - con propensioni individuali e soggettive. [.]. Galileo nacque nel 1564 (nel medesimo giorno in cui Michelangelo moriva), fu testimone e uno dei più acerrimi rappresentanti della ribellione contro il Manierismo. La violenta condanna del Tasso e la parallela esaltazione dell'Ariosto, corrisponde in pittura, alla demolizione di artisti come Parmigianino, Bronzino, Annibale Carracci. Il Novecento ha interamente riesaminata la condanna radicale del Manierismo come forma d'arte. Ma se Galileo pensò così e non cambiò mai opinione sino alla morte, il suo atteggiamento impone rispetto e attenzione".
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Il paese fertile. Paul Klee e la musica
di Pierre Boulez
editore: Abscondita
pagine: 136
Paul Klee dedicò alla musica studi approfonditi e la passione di un'intera vita, e se ne servì per affrontare alcuni nodi dell
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Alice nel paese delle meraviglie. Catalogo della mostra (Rovereto, 25 febbraio-3 giugno 2012)
editore: Electa
pagine: 192
Per la prima volta un volume ampiamente illustrato esamina come le arti visive si sono ispirate alle storie di Alice, a partir
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Il mondo di Beaurepaire
editore: Allemandi
pagine: 103
Scoperto nel 1945 da Christian Bérard, subito lanciato da Jean Cocteau fra i protagonisti della vita culturale e mondana francese, André Beaurepaire fu, a poco più di vent'anni, un'apparizione di grazia fulminea e di fantasia sconfinata. Lo vollero subito, come scenografo per le proprie creazioni, lo stesso Cocteau, Frederick Ashton, Roland Petit, Louise de Vilmorin, Jean Genet, Gian Carlo Menotti, il suo nome venne conteso dalla Scala e dall'Opera di Parigi, i suoi disegni furono esposti a Londra e a New York. Il suo stile originalissimo, senza maestri e senza eredi, illustrò la musica di Stravinskij e di Prokof'ev ma anche le canzoni di Edith Piaf. Oggi Beaurepaire, ancora attivo nel suo studio di Parigi, ancora fascinoso enfant terrible, è l'ultimo testimone di un mondo artistico omogeneo, nel quale la cultura europea del Novecento ha toccato uno zenith effimero e sfavillante.
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Apocalypse town. Cronache dalla fine della civiltà urbana
di Alessandro Coppola
editore: Laterza
pagine: 239
Nel cuore dell'America ci sono città sull'orlo della dissoluzione. Assomigliano, sempre di più, a campagne post-urbane. Un nuovo paesaggio che nella cintura di ruggine - la cosiddetta Rustbelt, che si estende dal Midwest fino a parte del Nordest del paese - è diventato molto comune. Con le fabbriche e i negozi del suburbio abbandonati, distrutte dagli incendi e dalle rivolte razziali degli anni Sessanta e Settanta, da queste città è fuggita più della metà degli abitanti. Lasciandosi alle spalle macerie e popolazioni immiserite, che ogni giorno lottano per la sopravvivenza in un ambiente sempre più ostile. Dalle praterie urbane di Youngstown, dove l'amministrazione comunale si è ormai ridotta a pianificare con zelo l'autodistruzione della città, all'industria del riciclo e della decostruzione di Buffalo, dove attivisti visionari smontano con dovizia e con amore ciò che resta della città; dai deserti alimentari di Detroit e Philadelphia, dove sono scomparsi negozi e supermercati e gli abitanti si organizzano con geniali intraprese agricole, fino alle città come New York che puntano sull'agricoltura urbana, per costruire città più sostenibili grazie a un perfetto metabolismo naturale. Questo è il racconto di territori e popolazioni che non fanno parte delle rappresentazioni consolidate a cui siamo abituati, storie di persone che inventano nuovi modi di vita in ambienti in cui a essersi dissolta - forse per sempre - è la società contemporanea per come la conosciamo.
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Ferdinando Scianna. Piccoli mondi
editore: Contrasto
pagine: 123
Ferdinando Scianna nasce a Bagheria, in Sicilia, nel 1943. Comincia a fotografare negli anni '60, mentre frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia all'Università di Palermo. In questo periodo fotografa, in modo sistematico, la sua terra, la sua gente, le sue feste. Nel 1965 esce il volume "Feste Religiose in Sicilia", con un saggio di Leonardo Sciascia, inizio di una lunga collaborazione e amicizia. Il libro vince il premio Nadar. Nel 1966 Scianna si trasferisce a Milano e lavora per "L'Europeo" come fotoreporter e poi corrispondente da Parigi dove vivrà dieci anni. Nel 1977 pubblica in Francia "Les Siciliens" e in Italia "Villa dei Mostri". Conosce Henri Cartier-Bresson e nel 1982 diventa membro di Magnum Photos. Dal 1987 alterna al reportage la fotografia di moda, con successo internazionale. Svolge da anni un'attività critica e giornalistica che gli ha fatto pubblicare numerosissimi articoli in Italia e in Francia su temi relativi alla fotografia e in generale alla comunicazione per immagini.
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