Classici
Un dilemma
di Huysmans Joris-Karl
editore: Kogoi Edizioni
pagine: 120
In Un dilemma, pubblicato per la prima volta a puntate su una rivista, naturalismo, satira e humour noir s'intrecciano per rac
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L'impazienza del cuore
di Zweig Stefan
editore: Elliot
pagine: 374
Alla vigilia della Grande guerra, Anton Hofmiller, ufficiale dell'esercito austro-ungarico, conosce Edith, figlia di un ricco
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Edipo a Colono. Testo greco a fronte
di Sofocle
editore: Morcelliana
pagine: 224
Nell'ultima tragedia di Sofocle si conclude la parabola di Edipo: una vita alla mercé del ribaltamento improvviso delle situazioni. Nato principe, esposto affinché non si realizzi la profezia che lo vuole assassino del padre, salvato da pastori, viene cresciuto nuovamente come principe dal re di Corinto per poi essere però allontanato dalla città dopo la rivelazione della sua origine illegittima. La soluzione dell'enigma della sfinge inaugura un periodo di apparente positività a Tebe, che in realtà cela l'orribile verità delle sue colpe. Espulso dal consesso sociale, cieco e ormai vecchio, sembra condannato a morire in questa condizione miserabile ma un ultimo definitivo ribaltamento lo vede recuperare a Colono quell'immagine di saggezza, fierezza e autorevolezza che lo aveva caratterizzato in tutte le vicende precedenti, tanto che il suo corpo verrà conteso da Tebani e Ateniesi. Tale è il destino del pharmakós, impersonato da Edipo: causa di contaminazione e allo stesso tempo mezzo di purificazione, espressione dell'ambiguità da cui trae linfa la tragedia greca per eccellenza.
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Dialoghi. Testo latino a fronte
di Giovanni Pontano
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 607
Tra i molti capolavori misconosciuti del Rinascimento, un posto particolare occupano i dialoghi latini di Giovanni Pontano. Uomo politico di primo piano, fine diplomatico ai vertici del regno angioino per quasi mezzo secolo, raffinato poeta e instancabile animatore della vita intellettuale di Napoli, Pontano fu uno dei principali esponenti della letteratura italiana ed europea del Quattrocento. I tre dialoghi qui presentati ne rispecchiano la poliedrica personalità, mettendo in scena una satira contro la superstizione (Caronte), un'esaltazione della bellezza della poesia di Virgilio (Antonio) e un sapido quanto spietato autoritratto di un uomo ormai anziano ma non per questo più saggio o virtuoso (Asino). L'edizione, curata da Lorenzo Geri, è corredata da un profilo di Pontano e dei suoi tempi e offre una traduzione scorrevole e un ricco apparato di note.
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Le storie. Testo greco a fronte
di Erodoto
editore: Utet
pagine: 1581
"Le Storie" di Erodoto di Alicarnasso, composte dall'autore ormai anziano nella seconda metà del V secolo a.C, sono la prima opera storiografica della letteratura occidentale a essere giunta fino a noi nella sua forma completa. Frutto delle numerose esperienze di viaggio e d'esilio che lo storico dovette affrontare quando la sua famiglia cadde in disgrazia presso il tiranno Ligdami, e degli incontri con popoli distanti ed esotici dell'Africa e dell'Asia, l'opera erodotea aveva come scopo quello di riferire gli eventi che, dagli albori della storia, avevano portato allo scoppio delle Guerre Persiane nel 499 a.C, e si conclude pertanto con la vittoria dei Greci e con la conquista di Sesto del 479, che pose fine a vent'anni di conflitto. Ma più che nella narrazione di uno dei momenti-chiave della storia della Grecia antica, il valore letterario delle "Storie" risiede nell'immensa quantità di materiale geografico, etnografico e storico che Erodoto ha raccolto nel corso della sua vita e dei suoi viaggi, che lo portarono dalla Caria all'Oriente, e poi in Egitto, ad Atene e nella Magna Grecia, lungo le vie di un mondo che Ryszard Kapuscinski ha definito "un quadro vivente, un caleidoscopio in movimento, uno schermo luminoso dove accade continuamente qualcosa". In questo secondo volume, il tempo della narrazione si restringe, e si concentra sui decenni interessati dalla guerra tra Greci e Persiani... Con e-book scaricabile fino al 31-12-2014.
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Utet
pagine: 858
L'Odissea di Omero, fra i più antichi racconti di viaggio della storia dell'umanità, è il poema che narra del "tormentato ritorno" di Odisseo alla sua patria Itaca e alla sua famiglia, come egli stesso lo descrive al re dei Feaci nel IX canto, che l'eroe affronta perché "niente è più dolce per un uomo della sua patria e dei genitori, pur se abita una casa opulenta, ma lontano, in terra straniera, separato da quelli". Eppure l'Odissea è molto più del racconto di un viaggio avventuroso. Con i suoi ventiquattro canti, che narrano le vicende di Odisseo nei dieci anni che seguirono la conquista di Troia, quelle del figlio Telemaco partito alla sua ricerca, la lunga attesa di Penelope, sposa fedele, e infine la riconquista del trono e del palazzo del re, il poema di Omero è certamente una delle più complesse e affascinanti epopee della storia. Nelle parole del poeta Nikolaj Vasil'evic Gogol', l'Odissea è "decisamente la più perfetta opera di tutti i secoli", e "abbraccia tutto il mondo antico, la vita pubblica e domestica, tutte le sfere di attività degli uomini di allora". Ma è anche e soprattutto una profonda allegoria alla ricerca dei confini dell'uomo, un testo introspettivo e favoloso, popolato da genti fantastiche, dee seduttrici e maghe ammaliatrici, giganti cannibali, sirene e mostri marini. Quello che Omero dipinge con i suoi versi è un mondo insidioso e bellissimo, che oltrepassa persino i confini della vita e della morte...
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Dissertazioni latine. Testo latino a fronte
di Kant Immanuel
editore: Bompiani
pagine: CVI-556
Si presentano qui le quattro dissertazioni latine di Immanuel Kant: "De igne" (1755), "Nova dilucidatio" (1755), "Monadologia
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Il mondo senza sonno
di Zweig Stefan
editore: Skira
Composti per la maggior parte durante gli anni della Prima Guerra mondiale, i quattro testi qui raccolti ("Il mondo senza sonn
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La stanza enorme
di Cummings Edward E.
editore: Baldini & Castoldi
pagine: 431
La stanza enorme è stato pubblicato per la prima volta nel 1922
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Guerra e pace
di Lev Tolstoj
editore: Einaudi
"È fondamentale in 'Guerra e pace', la differenza fra personaggi storici e personaggi umani. I personaggi umani - si tratti di Natasa, di Pierre, del principe Andrej, o anche dei più insignificanti - amano, soffrono, sbagliano, si ricredono, cioè in una parola, vivono; mentre gli altri sono condannati a recitare una parte che non è scritta da loro, anche se tutti s'immaginano di improvvisarla. Guerra è il mondo storico, pace il mondo umano. Il mondo umano interessa ed attrae particolarmente Tolstoj soprattutto perché egli è convinto che ogni uomo - di ieri, di oggi, di domani - valga un altro uomo..." (Leone Ginzburg)
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L'uomo che fu giovedì
di Chesterton Gilbert K.
editore: Lindau
pagine: 248
In un piccolo giardino londinese, sotto un cielo dal tramonto infuocato, comincia l'avventura del poeta Gabriel Syme, che, da
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La natura delibera-La natura e l'arte. Testo greco e latino a fronte
di Basilio Bessarione
editore: Bompiani
pagine: 316
Lo scontro fra Giorgio da Trebisonda e Bessarione visse il suo primo atto con la polemica sul "De natura et arte", all'incirca databile agli anni tra il 1455 e il 1458. In discussione era l'interpretazione di un passaggio chiave tratto dal secondo libro della "Fisica" aristotelica, che implicava concetti decisivi come la provvidenza divina e che era già stato dibattuto da due prospettive diverse dal maestro di Bessarione Giorgio Gemisto Pletone, nel suo "De Differentiis", e poi da Teodoro Gaza in un breve scritto oggi perduto. Ma oltre a un problema esegetico, si affacciava nello scontro tra Giorgio e Bessarione anche il confronto generale con la tradizione filosofica precedente, padri della Chiesa e maestri della Scolastica compresi. E altrettanto evidente appare la differenza tra le motivazioni e le strategie dei contendenti: la violenta invettiva di Giorgio era mirata a sostenere la sua talora "fideistica" sovrapposizione di aristotelismo e cristianesimo attraverso la diffamazione del platonismo; per difendere Platone dagli attacchi, Bessarione invece era stato spinto ad assumere in modo ponderato una posizione concordista che in precedenza non pareva aver considerato. Così facendo, il cardinale rinunciava alle più estreme istanze antiaristoteliche della polemica suscitata in origine dal suo maestro, ma questo non gli impediva di affermare la superiore religiosità e compiutezza del platonismo. Prefazione di John Monfasanti e Introduzione di Eva del Soldato.
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