Comunicazione
Le parole sono importanti. Scriverne poche e bene per lavorare meglio
di Zaltron Alessandro
editore: Franco Angeli
pagine: 160
Le parole sono importanti perché stanno alla base delle relazioni umane
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Orson Welles. Quarto potere
editore: Lindau
pagine: 172
Nel primo centenario della nascita di Orson Welles (Kenosha, Wisconsin, 6 maggio 1915), l'attenzione generale torna inevitabilmente a essere puntata sul suo capolavoro d'esordio, quel "Citizen Kane" (1941) che è forse il film più discusso e studiato di tutta la storia del cinema (oltre che, a giudizio di molti, uno dei migliori mai realizzati). Liberamente ispirato alla vita di William Randolph Hearst, magnate americano dell'editoria e archetipo del capitalista moderno. "Quarto potere" - analizzato qui alla luce di materiali nuovi e delle critiche più recenti - "intuisce l'invasività della nuova forma immaginaria del capitale, il suo incontenibile diffondersi e moltiplicarsi in infiniti rivoli e specchi, e la trasformazione epocale del denaro e dell'impresa in qualcosa di fluido e fittizio".
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Il nuovo decreto per le performing arts. Una prima guida per gli operatori
editore: Franco Angeli
pagine: 162
Attraverso un'analisi puntuale e dettagliata viene presentato, in forma di manuale, il nuovo Decreto ministeriale 1 luglio 2014 sullo spettacolo dal vivo che - in applicazione dell'articolo art. 9 de l D.L. 8 agosto 2013, n.191 segna un'inversione di tendenza forte per le res dello spettacolo dal vivo normativamente e relazionalmente. Sono accorpate in un unico testo le norme delle performing arts, partitamente sviluppate per i singoli settori. Viene poi semplificato e razionalizzato il sistema, costituendone parte integrante. Dunque, la norma ha una propria complessità strutturale nella sua ampia articolazione con una significativa semplificazione di come i soggetti possono accedere al sostegno finanziario dello stato attraverso una nuova normativa che coniuga il momento qualitativo strettamente correlato con quello quantitativo. Va, inoltre, evidenziato che il maggiore cambiamento è attuato nell'attività teatrale e nella relativa stabilità e nell'introduzione della multidisciplinarietà e delle azioni trasversali. Da ultimo è rilevante la distinzione tra produzione, programmazione e promozione. A questa analisi è affiancata una riflessione sul nuovo assetto proposto per il Mibact che vede riformata la propria struttura organizzativa in modo sostanziale in vista di un nuovo ruolo che lo stesso andrà a svolgere.
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Il ritorno del medium
Teorie e strumenti della comunicazione
di Codeluppi Vanni
editore: Franco Angeli
pagine: 128
Nei primi decenni del Novecento, il medium è stato considerato uno strumento estremamente potente, ma negli ultimi anni le ric
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Buono da pensare. Cultura e comunicazione del gusto
di Gianfranco Marrone
editore: Carocci
pagine: 342
Lo sappiamo: l'uomo è ciò che mangia. Ma che cosa mangia? come lo mangia? quando? come? con chi? E, così facendo, che tipo di uomo diventa? Ecco una serie di domande a cui questo libro prova a fornire delle risposte. Nella convinzione che, per poter fare una buona comunicazione sul cibo, la cucina, l'enogastronomia, occorra innanzitutto conoscerne gli aspetti culturali e storici, filosofici e semiotici. Da qui l'esigenza di un costruire un ponte fra gli antichi aspetti antropologici del cibo e le attuali tendenze dei media vecchi e nuovi, di raccontarlo, discuterlo, interpretarlo. I ricettari e le guide gastronomiche, la pubblicità alimentare, le trasmissioni televisive sulla cucina, i film sul cibo, i blog culinari, ma anche le tendenze della dietetica, la forma spaziale dei ristoranti, il food design: otto originali capitoli per progettare tale ponte, intravedendone le fattezze.
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Giorgio Gaber...io mi chiamo G e sono ancora qui...
di Reinhold Kohl
editore: Aereostella
pagine: 104
Il 25 gennaio Gaber compirebbe 80 anni, e il suo pensiero è ancora incredibilmente attuale! Per ricordarlo è nato questo libro, che vuole sottolineare ed evidenziare, attraverso gli scatti fotografici di Reinhold Kohl, stralci dei testi che ha scritto con Sandro Luporini. Kohl e Gaber si conobbero nel 1981. La scoperta di essere entrambi acquari e libertari fece sì che fra loro ci fosse subito sintonia. Al rapporto professionale si aggiunse ben presto quello amicale. Gaber chiese a Reinhold di fissare con l'obiettivo fotografico le sue espressioni più vive e intense colte sul palcoscenico. Gli concesse un'intervista esclusiva, la prima dopo circa un anno e mezzo di silenzio con la stampa dopo i feroci attacchi al suo "Io se fossi Dio". Giorgio stesso la trascrisse con la sua Olivetti portatile. Inedita per molti anni, viene oggi pubblicata con gli appunti, le sottolineature e le correzioni di pugno dello stesso Gaber.
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Musica coelestis. Conversazioni con undici grandi della musica d'oggi
di Carlo Boccadoro
editore: Il saggiatore
pagine: 222
Per molti la musica classica contemporanea è qualcosa di estraneo e distante, quando poi viene definita "musica colta" è facile allontanarsene e giudicarla ostica. Ma può accadere anche il contrario: ciò che sembra ascoltabile, o addirittura piacevole, non viene considerato "musica classica" o viene escluso dal mondo accademico. Come è successo talvolta agli undici compositori che Carlo Boccadoro ha voluto intervistare, perché tutti - pubblico e critica possano approfondirne la conoscenza. La loro musica entra nelle nostre orecchie ogni giorno, nascosta, miscelata: come colonna sonora di un film, base per un balletto, sottofondo di installazioni artistiche, protagonista di performance art. Sono grandi artisti gli artefici di questi rimbalzi sonori e silenzi intensi. "Musica coelestis" porta il lettore-ascoltatore nelle loro case, negli uffici, nelle camere d'albergo, per una chiacchierata informale, mai banale, alla scoperta di un mondo ricco di suoni, ispirazioni e idee, nel quale questi autori si raccontano liberamente, consegnandoci i loro autoritratti: Louis Andriessen prova antipatia per Wagner ed Elvis Presley, ma ama Stravinsky e Frank Zappa; Gavin Bryars preferisce comporre sotto pressione; Laurie Anderson vuole rischiare sempre, quasi spaventarsi di fronte a ogni nuovo lavoro. Si incontrano compositori che scrivono per comunicare e altri che emozionano senza volerlo, ripiegati su esercizi e sperimentazioni tecniche e sonore.
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Il mondo di Kubrick. Cinema, estetica, filosofia
di Roberto Lasagna
editore: Mimesis
pagine: 174
Stanley Kubrick, figura chiave del cinema della modernità, tra i registi attivi dal secondo dopoguerra mondiale, si impone come l'artefice di un radicale confronto con l'esperienza della visione di cui esplora limiti e possibilità, in un costante viaggio a ridosso degli interrogativi della scena contemporanea e dei grandi temi che interessano il XX secolo. Il mondo di Kubrick, in cinquant'anni di cinema e tredici lungometraggi, trasforma lo spettatore che guarda un film e gli propone un'esperienza che è insieme percorso della visione e lezione di estetica, sovvertimento dei quadri di riferimento ordinari e superamento dei propri limiti conoscitivi. Il libro approfondisce la fase europea della produzione artistica di Kubrick, da "Lolita" a "Eyes Wide Shut", il lungo periodo di un esilio dall'America che coincide con quello dei suoi capolavori più riconosciuti.
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La pochette du Maître à danser. Ediz. italiana, francese e inglese
di Claude Lebet
editore: Mattioli 1885
pagine: 144
"Alla fine degli anni Quaranta dello scorso secolo, una delle mie prime coreografie fu un pas de deux ispirato dal celebre quadro di Degas 'La Répétition au violon'. La mia parte era quella di un insegnante che, come da sempre tutti i maestri di danza, dava fazione a un'allieva accompagnandosi con una pochette. Questo strumento ha derivato il proprio nome dai fatto che, per le sue dimensioni ridotte, esso poteva essere riposto nella tasca del maestro mentre costui mostrava agli allievi un passo di danza o un esercizio da eseguire, per essere poi ripreso al fine di intonare la melodia che dava vita alla coreografia. Dalla lettura dei primi atti del 'Bourgeois Gentilhomme', il capolavoro di Molière, apprendiamo quali fossero gli elementi di base nella formazione di un nobile: scherma, filosofia, musica e danza. E sarà proprio con l'aiuto di una pochette che Monsieur Jourdain apprende dal suo maestro i rudimenti del minuetto... La pochette, dunque, è simbolo di unione: unione fra musica e danza, fa suono e immagine, e unione fra orecchio e piede, così come in Nietzsche proclama Zaratustra, cantore della danza. Grazie a questo libro ho ritrovato l'unione fra mano e musica, in cui la mia ispirazione - da Lulli a Pierre Boulez - mi rimanda a me stesso, come al giovane danzatore che, imitando Degas, rinnova i suoi legami con la tradizione coreografica e si libra nell'aria con la sua pochette, di gran lunga al di sopra della pesantezza del pianoforte dei nostri corsi di danza." (Maurice Béjart)
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C'è chi va & c'è chi resta. Voci di italiani che c'è l'hanno fatta
di Mengoli Marco
editore: Il ciliegio
pagine: 148
Perché partire e perché rimanere
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Palinsesto. Storia e tecnica della programmazione televisiva
di Barra Luca
editore: Laterza
pagine: X-201
Il palinsesto è la sequenza di tutto ciò che viene trasmesso in televisione nella giornata, nella settimana, nel mese
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Il dottor Caligari a Cambridge. Cinema, dramma e classi popolari
di Raymond Williams
editore: Ombre corte
pagine: 114
Come è noto, Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene è stato all'origine dell'espressionismo cinematografico. Meno noto, forse, è che esso, con Metropolis di Fritz Lang, abbia costituito una visione obbligatoria per poter essere ammessi ai circoli socialisti della Cambridge degli anni Trenta del Novecento. Il giovane Raymond Williams, brillante studente del Trinity College, per amore del cinema e del socialismo, si sottopose al rito iniziatico. Nei due saggi qui raccolti, che testimoniano appunto questa sua duplice passione, Williams cerca di dare una risposta a una domanda che ha attraversato, più o meno segretamente, l'intera cultura novecentesca: cos'è il cinema? Nel primo, del 1954, il cinema è pensato nel solco della grande tradizione drammatica dell'Occidente. Il film, grazie alla potenza della tecnologia, è visto come un'arte che integra la scrittura, il corpo e la scena, facendone un'espressione totale. Un linguaggio questo, però, che non perde mai la sua dimensione sociale, radicato com'è nelle passioni del pubblico e dei critici. Nel secondo testo, a quasi trent'anni di distanza, forte della sua esperienza politica maturata nella new left inglese, Williams torna a riflettere sul cinema tracciandone l'evoluzione partendo questa volta da un fenomeno culturale più generale e di maggiore respiro storico-politico: il popolare. Prefazione di Gino Frezza.
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