Comunicazione
Scrivere per il teatro
di Renato Gabrielli
editore: Carocci
pagine: 121
Come si scrive un testo teatrale? Dalla prima idea, attraverso lo studio delle fonti, la stesura di un soggetto, l'impostazione dei personaggi, l'articolazione dello spazio e del tempo scenici e il lavoro sul linguaggio, l'autore propone strumenti pratici e spunti analitici, servendosi di esempi tratti dalla migliore drammaturgia moderna e contemporanea. Il libro non è un ricettario, ma una guida per orientarsi tra le molte possibilità formali e strutturali offerte dal variegato, vivace panorama del teatro dei nostri giorni. E anche una presentazione aggiornata di tutti gli aspetti del complesso e affascinante mestiere di drammaturgo, con una particolare attenzione ai suoi rapporti con le altre professioni del teatro e alle questioni produttive.
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Idea assurda per un filmaker. Gianfranco Brebbia e il cinema sperimentale degli anni sessanta-settanta
di Giovanna Brebbia
editore: Mimesis
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Dal possesso all'accesso. L'industria audiovisiva ai tempi dello streaming
di Bruno Zambardino
editore: Fondazione ente dello spettacolo
pagine: 260
L'affermarsi del nuovo ecosistema digitale sta aprendo la strada a una moltiplicazione dei canali di distribuzione dei contenu
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Il racconto della Resistenza tra storia e fiction. Realtà e finzione nella comunicazione e nella didattica della storia
editore: Seb27
pagine: 112
Il libro affronta il problema del rapporto tra realtà e finzione nella comunicazione e nella didattica della storia a partire
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Il cinema americano contemporaneo
editore: Laterza
pagine: VI-219
Da Coppola a Martin Scorsese, da Steven Spielberg a George Lucas, dai fratelli Coen a Tarantino e Wes Anderson
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Trascrivere la vita intera. Lettere 1923-1975
di Dmitrij Sostakovic
editore: Il saggiatore
pagine: 509
Dmitrij Sostakovic ebbe con la comunicazione epistolare un rapporto ossessivo e compulsivo, quasi come con la sua attività artistica. Scriveva lettere e componeva spinto da un ansioso bisogno di riempire i vuoti dell'esistenza, e ovunque nella sua musica - nelle sinfonie, nei quartetti, nelle opere vocali e per il teatro, nelle numerose colonne sonore - un'attitudine costruttivistica sembra voler celare un nucleo di interiorità tragica, che pure trapela qua e là fra le maglie della composizione e ne fonda la necessità poetica. Da questa silloge di lettere del suo vastissimo epistolario molto emerge di quel complesso mondo interiore, sempre venato di un'ironia quotidiana e un po' surreale che ricorda i racconti e i romanzi di Cechov e di Gogol'. "Trascrivere la vita intera" traccia le tappe di un'autobiografia da cui è possibile estrarre preziosi dettagli sulla formazione e sulle prime esperienze artistiche di Sostakovic, sulla gestazione e la genesi delle opere, sugli intensi rapporti affettivi e intellettuali con amici e maestri, con compositori più giovani e con allievi, oltre che con interpreti del calibro di David Ojstrach e Mstislav Rostropovic. Sono pagine attraversate dagli echi della guerra, dalle difficoltà della vita sotto il regime sovietico e dal rapporto sofferto e ambivalente del compositore con l'establishment. Introduzione di Enzo Restagno.
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Punk & dread. Quando la cultura giamaicana incontrò il punk
editore: Shake
pagine: 204
Nato a Londra da genitori neri, Don Letts sin da giovane assimilò gli aspetti più interessanti della cultura giamaicana (rastafari, reggae e dub) fondendola con la cultura metropolitana londinese. Abbandonata la scuola si trovò a frequentare Vivienne Westwood e Malcolm McLaren e coloro che sarebbero diventati i Sex Pistols e i Clash. In breve divenne il resident dj del Roxy Club, dove nacque la scena punk, di cui egli stesso forgiò la colonna sonora, mischiando le sonorità giamaicane con la black music e il punk rock, ed emergendo fin da subito come una delle figure mitiche e più dinamiche della controcultura punk. Inoltre, con la sua piccola macchina in super-8 ebbe modo di filmare tutto quello che succedeva intorno a lui, riprendendo così oltre a Sex Pistols e Clash, PiL, Slits, anche Bob Marley, suo grande amico. Ha lavorato a lungo con John Lydon e Mick Jones; e dopo essersi trasferito a New York alla fine degli anni Settanta con Africa Bambaataa, Grandmaster Flash e la crema della nascente scena hip-hop, oltre a Gil Scott-Heron e molti altri ancora. Come regista ha firmato Westway to the World, il miglior documentario esistente sui Clash, Punk Attitude, The Punk Rock Movie e Dread meets Punk Rockers Uptown. È stato una delle colonne portanti del progetto musicale e multimediale Big Audio Dynamite, con Mick Jones (ex Clash) tra gli altri. Oggi è tra i promotori di Strummerville, una fondazione con forti finalità sociali, che aiuta i giovani musicisti, dedicata alla memoria di Joe Strummer.
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Cinema e psicoanalisi nel territorio dell'alterità. L'altro. Diversità contemporanea
di Rossella Valdrè
editore: Borla
pagine: 280
Quante cose ci sono in un film non pensate da noi lì per lì, ma in qualche caso nemmeno "sapute" o decise a tavolino, in corso d'opera, dallo sceneggiatore e dal regista. Col suo speciale mix di cultura, profondità e chiarezza, Rossella Valdrè ci accompagna in una rilettura approfondita e a volte spiazzante di alcuni recenti film più o meno famosi, ma tutti significativi per la loro ricchezza interna e per le esperienze che possono produrre in noi. Cinema e psicoanalisi sembrano fatti l'uno per l'altra e questo libro lo conferma in pieno. La novità, qui, risiede nell'accostare ed analizzare alcune pellicole contemporanee apparentemente distanti tra loro, che rivelano invece segrete contiguità e che contribuiscono a farci conoscere meglio la condizione umana di questi nostri anni così difficili da descrivere e da intendere. Il pensiero dell'autrice va in profondità in modo naturale e aiuta il lettore a proseguire il pensiero dopo l'impatto, non sempre semplice, con film di alta intensità, adatti ad una ulteriore riflessione.
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Europa media e diversità. Idee e proposte per lo scenario italiano
editore: Franco Angeli
pagine: 134
La diversità nei media in Europa è un'occasione di sviluppo di nuova creatività oltre che una necessità di rispecchiare la società a cui si rivolgono. Pubblici sempre più differenziati per età, genere, ma anche per orientamento sessuale, origine nazionale e condizione di disabilità vengono considerati target interessanti per le emittenti tv e i media europei. Le segmentazioni dei pubblici di riferimento sono trattate come questioni sensibili dal punto di vista economico e per le indagini utili alla raccolta pubblicitaria e al gradimento di programmi e prodotti editoriali. La ricerca mette a confronto la realtà di 15 diversi media europei - pubblici e privati con quella italiana, dove sono state raccolte informazioni e interviste con i maggiori gruppi editoriali italiani. Oltre al servizio pubblico, sono state realizzate interviste ad esponenti di Mediaset, gruppo RCS e gruppo l'Espresso. Non servono proiezioni demografiche e sguardi rivolti al futuro per comprendere l'ampiezza dei cambiamenti della realtà sociale anche in Italia, visto che molti di questi sono già in atto da tempo o sono strutturali, come nel caso della questione di genere. Attraverso questa indagine abbiamo voluto offrire una varietà di spunti, idee e approcci che possano fungere da stimolo per il contesto nazionale ed essere ripresi ed adattati alla cultura istituzionale dei media italiani.
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La rivoluzione dei media dal Times ad Al Jazeera. Dalla supremazia anglosassone all'exploit arabo
di Roberta Nunnari
editore: Gangemi
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Sfidare il racconto dei potenti
editore: Lindau
pagine: 46
Ken Loach non ha bisogno di presentazioni
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La danza delle mozzarelle. Slow food, Eataly, Coop e la loro narrazione
di Wolf Bukowski
editore: Edizioni Alegre
pagine: 158
Wolf Bukowski spiega come il "sogno" di Gambero Rosso e Slow Food si sia tramutato in un incubo turbocapitalista fatto di ipermercati, gestione privatistica dei centri cittadini, precarietà per i lavoratori, cibo sano per i ricchi... e i poveri mangino merda. E questo demi-monde di scrittori, elzeviristi e cantanti a far passare per "buoni" i nuovi padroni, che così non pagano dazio per il predicar bene e razzolar male: inneggiano alla "resistenza contadina" e fanno affari con un neolatifondista che occupa 900.000 ettari di terra Mapuche in Patagonia; parlano di "autenticità" e propongono per l'Italia futuri preconfezionati da "Disneyland del cibo" e "Grande Sharm el-Sheikh". Ma il sogno di ieri non era già, in nuce, l'incubo di oggi? Il "predicar bene" non aveva già in sé tutti gli elementi del "razzolar male"? Questa è la storia di come ce l'hanno data a bere parlando di mangiare.
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