fbevnts Comunicazione - tutti i libri per gli amanti del genere Comunicazione - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 451
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Comunicazione

Non volevo diventare un boss. Come ho realizzato i miei sogni grazie a Gomorra

editore: Rizzoli

pagine: 217

Salvatore Esposito è diventato famoso con il volto di Genny Savastano nella serie tv Gomorra. Ma chi si nasconde dietro quegli sguardi gelidi e spietati? Forse qualcuno che ha conosciuto direttamente il contesto del degrado e della criminalità e che, magari anche per questo, si rivela così convincente nel ruolo? In questo libro Esposito ha deciso di raccontarsi perché trova che la sua storia personale abbia un che di particolare e possa ispirare un po' tutti, specialmente i giovani. Salvatore è un figlio della Napoli popolare: cresciuto senza vizi, ha dovuto presto cominciare a darsi da fare. Tuttavia, diversamente da tanti coetanei che nella speranza di guadagni facili si sono lasciati tentare dalla sirena pericolosa della Camorra, ha sempre creduto, come i suoi genitori, nello studio e nel lavoro. Ma in questa vita, onesta e normale, a un tratto ha fatto irruzione una passione incontenibile, assoluta: quella per la recitazione. All'epoca Salvatore, per mantenersi, lavorava da McDonald's: diventare un attore sembrava impossibile. Eppure, con determinazione, umiltà, spirito di sacrificio, ci è riuscito. Non volevo diventare un boss racchiude un messaggio importantissimo e positivo per i ragazzi: non cercate facili scorciatoie, ma inseguite le vostre passioni perché così i vostri sogni potranno diventare realtà. Allo stesso tempo, questo libro rappresenta un omaggio di Salvatore a Napoli, la sua città che gli ha dato tanto, e che non va identificata con la Camorra, ma semmai con la gentilezza della gente, o con il suo teatro e la sua musica, o magari semplicemente con la cortesia di un caffè sospeso.
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18,00 €

Così parlò Monicelli

editore: Edizioni dell'Asino

pagine: 144

A cento anni dalla nascita di Mario Monicelli, abbiamo voluto ricordarlo con una piccola antologia di citazioni da scritti e i
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12,00 €

1986. Un anno di film che hanno fatto la storia

di Valeria Arnaldi

editore: Ultra

pagine: 192

"Top Gun", che consacrò fascino e carriera di Tom Cruise. Highlander che diede fama internazionale a Christopher Lambert. "Platoon", vincitore di ben quattro Oscar, che dall'American Film Institute è stato inserito tra i cento migliori film statunitensi di ogni epoca. "9 settimane e mezzo", che ha contribuito a costruire e determinare l'immaginario erotico di più generazioni, eleggendo a sex symbol i suoi protagonisti: Mickey Rourke e Kim Basinger. Sono solo alcuni dei grandi titoli della storia del cinema, veri e propri cult, che quest'anno, festeggiano il loro trentesimo anno di "vita" e successo. Differenti per ambientazioni, storie e genere, infatti, sono tutti lungometraggi del 1986, un anno decisamente prolifico per il cinema, in generale, ma, in particolare, per i suoi nuovi "classici". Nello stesso anno, arrivarono nelle sale anche "La Mosca", "Il nome della Rosa", "Il colore dei soldi", "Stand by me", "Il bambino d'oro", senza dimenticare l'interpretazione di David Bowie in Labyrinth e molti altri. A trent'anni di distanza dall'uscita, un salto indietro nel tempo per ricordare le emozioni dell'epoca e, più ancora, analizzare i motivi che hanno trasformato quei lungometraggi in titoli iconici.
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22,00 €

Il Mereghetti. Dizionario dei film 2017

di Mereghetti Paolo

editore: Baldini & Castoldi

pagine: 4999

Ho cercato di fare i conti con il mio linguaggio
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40,00 €

Food porn. L'ossessione del cibo in TV e nei social media

di Stagi Luisa

editore: Egea

pagine: 149

L'ossessione per la cucina, per gli stili alimentari, per l'estetica dei dolci si è diffusa in una società dove, paradossalmen
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16,00 €

Zayn

di Zayn Malik

editore: Rizzoli

pagine: 274

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17,90 €

No, non sono ancora morto

di Phil Collins

editore: Mondadori

pagine: 441

"No, non sono ancora morto" è l'autobiografia sincera, ironica e senza filtri di Phil Collins: le canzoni e i concerti, i successi e i fiaschi, l'ascesa al top delle classifiche e nei titoli dei giornali. Collins è uno dei pochissimi artisti ad aver venduto oltre cento milioni di dischi, ma, pur appartenendo da tempo all'aristocrazia del pop, non ha mai perso la capacità di scrivere canzoni in grado di arrivare al cuore degli ascoltatori di tutto il mondo. La sua è la storia di una carriera leggendaria: seduto dietro un tamburo prima ancora di imparare a camminare, dopo la gavetta negli squallidi ma elettrizzanti locali della Swinging London degli anni Sessanta Collins diventò il batterista dei Genesis. Più tardi, con il congedo di Peter Gabriel dal gruppo, si sarebbe guadagnato la luce dei riflettori imponendosi come cantante, e avrebbe raggiunto fama mondiale come solista e compositore con l'uscita di "Face Value" e "In the Air Tonight". Che si tratti di partecipare a una jam session con Eric Clapton o con Robert Plant, di mettere insieme una big band con Tony Bennett come frontman, di esibirsi due volte nello stesso giorno al Live Aid o di comporre della musica per il blockbuster disneyano "Tarzan", premio Oscar alla migliore colonna sonora, Collins mantiene sempre un rapporto intimo con la propria musica, e la sua capacità di raccontare, con le note e con le parole, coglie sempre nel segno.
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23,00 €

DCM. Dal giornalismo al digital content management. Teoria e tecniche delle nuove professionalità dell'informazione

di Alberto Puliafito

editore: Centro Doc. Giornalistica

pagine: 270

Il giornalismo non è morto e non morirà, almeno finché ci saranno notizie e storie da raccontare, e finché ci sarà un pubblico. Ma è innegabile che siamo tutti alla ricerca di nuovi modelli per aggirare la crisi. In questo senso il digitale offre enormi opportunità che vanno analizzate, studiate, capite e messe in pratica. E bisogna farlo seguendo due stelle polari: l'attenzione per il lettore e quella per i contenuti. In quest'ottica, seo, social, membership, paywall, newsletter, instant messaging, metriche, non sono più semplicemente parole di moda, ma diventano strumenti organici che vanno a comporre nuove e fondamentali competenze che non possono mancare al giornalista di oggi e di domani: il digitai content management. Questo testo è una guida contemporanea, teorica e pratica, pensata per il giornalista o per gruppi di giornalisti che vogliano acquisire nuove competenze, sia per metterle al servizio di grandi testate e gruppi editoriali, sia per intraprendere proprie strade alternative indipendenti, con uno sguardo all'autoimprenditorialità.
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18,00 €

Comunico consapevolmente

di Luca Targa

editore: Fausto Lupetti Editore

pagine: 174

Premessa importante: questo libro non è un manuale d'uso. Non è il classico libro che desidera fornire una risposta univoca ed irrevocabile in merito alle attività di comunicazione da sviluppare in un'impresa. Non esistono processi standard di comunicazione, ma esistono strumenti da saper utilizzare e selezionare in modo cosciente e differenziato, in base alle peculiarità di un'impresa. L'unica cosa che davvero deve accomunare le imprese è la "consapevolezza del comunicare". Attraverso il test iniziale e i capitoli seguenti, il libro intende condurre lentamente il lettore verso una rivalutazione del valore della Comunicazione, con la C maiuscola, e di come possa essere efficace soltanto se ben fatta e integrata. Un percorso che prevede dubbi, domande e lunghe riflessioni, ma come ogni percorso ha la sua meta finale: la piena coscienza del significato di comunicare.
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Feedback. La televisione contro la democrazia

di David Joselit

editore: Postmedia Books

pagine: 184

In Feedback, David Joselit descrive la sfera pubblica privatizzata della televisione e le strategie sviluppate da artisti e attivisti dei media negli anni 1960 e 1970 per rompere il suo circuito chiuso. La televisione infatti incarna un paradosso: pur essendo spesso gestita privatamente si inserisce in un network di comunicazione pubblica che il cittadino subisce senza potervi partecipare. La televisione crea dunque un immagine della comunità, ma evita la formazione di veri e propri legami sociali, perché dietro la simulazione di uno scambio di opinioni è una struttura aziendale altamente centralizzata e profondamente antidemocratica.
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