Critica letteraria e Linguistica
Petrarca e le arti figurative. «De remediis utriusque fortune», 1 37-42
di Giulia Perucchi
editore: Le Lettere
pagine: 328
Il "De remediis utriusque Fortune" di Petrarca comprende una sezione sulle arti figurative: su eruditi riferimenti alle opere degli Antichi, l'Umanista innesta un'ampia riflessione morale sull'arte del proprio tempo, toccando temi quali il valore delle immagini, la critica ai vizi di avarizia e superbia, la discussione del ruolo delle arti meccaniche. Il volume offre un rinnovato testo latino dei capitoli, corredato di traduzione italiana e di un commento storico-critico. Il testo è fondato per la prima volta sul ricorso alla tradizione manoscritta, di cui è delineata una storia critica; un'ampia Introduzione colloca il contenuto dei capitoli del "De remediis" nel contesto del pensiero petrarchesco sulle arti, attraversando l'intero cammino intellettuale dell'umanista. Lo studio, tenendo in costante riferimento i volumi della biblioteca petrarchesca, offre inoltre un nuovo panorama delle fonti utilizzate dall'autore, ed è corredato di un glossario dei lemmi artistici, latini e volgari.
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L'arte delle lettere. 125 corrispondenze indimenticabili
editore: Feltrinelli
pagine: 384
"L'arte delle lettere" è una raccolta di oltre cento tra le più divertenti, stimolanti e sorprendenti lettere mai scritte
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«Chi dite che io sia?» Dante e la fede. Atti del Convegno delle scienze umanistiche (Roma, 21 giugno 2013)
editore: Cesati
pagine: 155
Discutere di Dante per parlare della Fede oggi, e specialmente della dialettica Fede-Ragione, è certo una sfida. Dante è uomo del Medioevo: che cosa ha da dire Dante alla modernità? Gli studiosi delle Scienze Umanistiche, particolarmente sensibili alla necessità di promuovere un "nuovo Umanesimo" per questo terzo millennio, nell'intento di offrire un contributo alla riflessione su fede e contemporaneità, hanno pensato a Dante. Il tema del convegno tenutosi alla Lumsa nel giugno del 2013 e di cui oggi si presentano i risultati in questo volume, si colloca dunque in questa cornice: propone una riflessione su un campione della cattolicità, Dante Alighieri, uomo del Medioevo eppure radicalmente moderno che, con le opere e la vita, ha divinato i tempi avvenire, delineando con la sublimità dell'arte quella "vita nuova" alla cui costruzione mira il Nuovo Umanesimo. Nino Borsellino, Giuseppe Dalla Torre, Lia Fava Guzzetta, Franco Musarra, François Livi, Deirdre O' Grady, Daniele Pegorari, Paolo Martino, Marco Bartoli e Paolo Dollorenzo; questi gli studiosi per un volume che pone l'accento sulle attese di fede non solo ai tempi di Dante.
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L'«attualità» dell'esperienza di Dante. Un'iniziazione della «Commedia»
di Gianni Vacchelli
editore: Mimesis
pagine: 369
Il taglio sapienziale del presente saggio, attento alla dimensione dell'esperienza (senza misconoscere le ragioni della filologia), è un invito al viaggio nella "Commedia", nella sua arte eccelsa, come nel suo simbolismo interiore, e soprattutto nella vita, nella realtà. Per iniziarci ad esse, il Poeta scrisse. L'"attualità" di Dante sta qui: non è solo e tanto cronologica, ma dell'uomo, delle sue aspirazioni più profonde, e quindi sempre presente. Il viaggio dell'uomo dantesco è attraversamento degli abissi oscuri (Inferno), trasformazione (Purgatorio) e integrazione (Paradiso). La pienezza dell'umano, come anche del divino e del cosmico, vi risplende, qui ed ora, non solo nell'aldilà, senza per altro superficiali ottimismi. Il cristianesimo di Dante, almeno in parte, è ancora "un inedito" (nella storia), per audacia di aperture e compimenti. Per altro "l'esperienza dantesca" parla ancora oggi, laicamente, all'uomo secolare e alla ricerca di sé stesso. Alcune peculiarità del libro sono: - L'approccio integrale, olistico al testo: i tre livelli costitutivi della "Commedia" - letterale-letterario, psicologico-interiore, mistico-simbolico - coesistono e lavorano insieme; - L'utilizzo di vari linguaggi e discipline: l'esegesi letteraria e dantesca, la stilistica, la psicologia del profondo, la filosofia, la teologia, la mistica; - L'importanza dell'ermeneutica interculturale del grande filosofo e teologo indo-catalano Raimon Panikkar e di alcune sue fondamentali intuizioni...
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«Noto a chi cresciuto tra noi». Studi di lingua e letteratura italiana per Serge Vanvolsem
editore: Cesati
pagine: 341
A Serge Vanvolsem, linguista di fama internazionale scomparso nel 2011 è dedicato il volume " ...noto a chi cresciuto tra noi". Il titolo del libro è tratto dai "Promessi sposi" di Alessandro Manzoni, un testo sulla cui lingua Vanvolsem ha passato molti dei suoi studi. L'occasione di questa miscellanea ha raccolto i più noti linguisti italiani: Tullio De Mauro che indaga l'Italia come "dénomination géographique", Luca Serianni che illustra la storia di "altroché", Nicoletta Maraschio che ripercorre la fortuna dell'italiano oltre le frontiere del nostro paese. Ma anche letterati come Claudio Gigante che dedica dense pagine alle figure dell'angelo sterminatore in Pirandello, Borgese e De Ropberto e Franco Musarra con il divertente saggio giocato su "i pensionati della memoria": professori ed autori! Un libro che supera il confine della mera pubblicazione celebrativa per consegnare ai lettori temi e riflessioni sullo stato della lingua e della letteratura italiana non solo in Italia ma anche "oltre frontiera".
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Falsi d'autore. Guida pratica per orientarsi nel mondo dei libri tradotti
di Daniele Petruccioli
editore: Quodlibet
pagine: 123
Chi pubblica un testo in traduzione spesso fa di tutto per tenercelo nascosto. Perché? Cosa c'è sotto? Come mai sul libro quasi non c'è scritto che è una traduzione? Come mai è così difficile capire chi l'ha fatta? E soprattutto per quale motivo molto spesso non c'è niente, ma assolutamente niente, ma proprio niente nel modo più inverecondo e totale, sull'idea che a quella traduzione soggiace e sulle tecniche impiegate per portarla a termine? Perché? È il traduttore che non vuole? Non glielo fanno dire? Tutt'e due le cose insieme? Mi sembrano domande importanti per chi legge libri tradotti. Questa piccola guida semiseria vi aiuterà a capire se un libro è tradotto, se è ben tradotto, e soprattutto se la traduzione è di vostro gradimento. Solo scegliendo, e chiedendo a chi produce libri maggiore attenzione e trasparenza, si restituirà alla figura del traduttore il ruolo che gli spetta, non solo sul frontespizio, ma anche nella consapevolezza di chi legge.
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Tragedia intitolata Libero arbitrio
di Negri da Bassano Francesco
editore: Anicia (Roma)
pagine: 304
Francesco Negri (1500-1563), benedettino convertito alla Riforma e rifugiato a Chiavenna, pubblica, in coincidenza con l'apert
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Quaderno d'esercizi per imparare le parole dell'inglese
di Silvia Monti
editore: Vallardi a.
pagine: 64
Le regole della grammatica non bastano: per comunicare bisogna riempire le frasi con le parole e i verbi giusti. I phrasal verbs, molto usati sia nella lingua scritta sia in quella parlata, sono verbi particolari il cui significato viene modificato dall'avverbio o dalla preposizione che li accompagna. Per fare un salto di qualità e poter dire di avere una buona padronanza dell'inglese è necessario conoscerli e saperli usare correttamente. Questo quaderno è costruito intorno a 240 phrasal verbs: per memorizzarli e non dimenticarli più, basta risolvere i 130 esercizi e giochi, tutti divertenti e martellanti.
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Narrazione e cultura
di Jens Brockmeier
editore: Mimesis
pagine: 135
Questo volume approfondisce le molte relazioni tra il discorso narrativo, il suo sviluppo e i diversi mondi culturali in cui si inserisce. Dopo una breve introduzione, il primo capitolo traccia una cornice teorica generale e discute, sulla scia di un concetto di narrazione come forma di vita, lo stato dell'arte della ricerca internazionale sull'argomento. Il secondo e terzo capitolo descrivono e illustrano varie modalità di analisi narrativa a livello empirico, presentando due casi singoli in contesti culturali particolari.
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Gli strani incontri. Antologia fantascientifica
editore: Ets
pagine: 146
Da oltre un secolo ai nostri giorni, non c'è nodo problematico intorno al quale la fantascienza non abbia indagato, svolto riflessioni tutt'altro che banali, inventato narrazioni idonee a straordinarie e durature suggestioni. Appena appena delibata dai Grandi Scrittori del Canone delle Lettere (Alvaro e Flaiano, Bigiaretti e Soldati, Calvino e Levi...) che, come da un frutto proibito se ne sono subito ritratti, questa letteratura, a parte una breve stagione di gloria negli anni sessanta e poco più, ha sempre conosciuto una condizione d'esistenza marginale. Considerata ora letteratura popolare, ora vezzo di pochi, la science fiction rappresenta oggi un'area ristretta ma corposa di appassionati, vittima di una maledizione di cui sarebbe interessante individuare le cause socio-culturali oltre che i responsabili. Insomma, almeno e soprattutto nel Bel Paese, la fantascienza sconta, ancora oggi, una collocazione percepita da molti, moltissimi, come eretica: dalle sue storie promana, anche attualmente, un vago sentore di zolfo, insopportabile per gli olfatti delicati sia dell'accademia scientifica, sia dell'establishment letterario. Tant'è... E chissà cosa si nasconde dietro questa incapacità - una prerogativa solo ed esclusivamente italica - di prefigurare i domani che ci attendono.
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L'indovino Poliido. Eschilo «Le cretesi», Sofocle «Manteis», Euripide «Poliido»
di Laura Carrara
editore: Storia e Letteratura
pagine: 528
Un fanciullo, Glauco, figlio di Minosse, annegato in una giara di miele; un indovino errante, Poliido di Corinto, che risolve un enigma relativo ad un bovino multicolore e riporta in vita il defunto; un'erba miracolosa ed una coppia di serpi: quesi i protagonisti della singolare vicenda mitica soggetto di tre tragedie greche di età classica di cui sopravvivono solo frammenti, Le Cretesi di Eschilo, i Manteis di Sofocle ed il Poliido di Euripide. Il volume contiene il primo studio specifico dei disiecta membra di questi tre drammi: i frammenti superstiti ed i loro contesti sono presentati in un testo critico autonomamente stabilito ed accompagnati da traduzione italiana, commento esegetico ed ampie introduzioni. Completano il volume uno studio generale sulla figura di Poliido nella letteratura antica e nelle arti figurative e due appendici, dedicate rispettivamente ai frammenti di incerta attribuzione e ad un episodio di ripresa moderna del mito dell'indovino corinzio.
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Lo Hobbit. Un viaggio verso la maturità
di William H. Green
editore: Marietti
pagine: 180
Uno studio dedicato alla prima opera di narrativa di J. R. R. Tolkien, Lo Hobbit (1937), da cui poi nacque il suo capolavoro, Il Signore degli anelli (1954-1955). La prima parte del volume ricostruisce il contesto storico e letterario in cui Lo Hobbit è nato, mentre la seconda è una lettura dettagliata dell'opera. Il testo è analizzato nella sua struttura letteraria e interpretato, con l'ausilio della psicologia junghiana, come un meraviglioso percorso verso la maturità del protagonista, Bilbo Baggins.
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