Economia
Mercato concorrenza regole
editore: Il mulino
pagine: 214
La rivista è nata nel 1999 per indagare e discutere contenuti, limiti ed efficacia delle varie forme di intervento pubblico sul mercato. Un'attenzione particolare viene dedicata alla tutela della concorrenza e alla regolamentazione, che sono diventate terreno di dibattito sul ruolo dello Stato nell'economia. La rivista, che si propone di integrare la logica giuridica e quella economica, analizza la disciplina antimonopolistica e gli interventi regolatori, collocandosi all'incrocio tra riflessioni teoriche, ridefinizione degli assetti politico-istituzionali e azioni dei policy-makers.
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Mercato concorrenza regole
editore: Il mulino
pagine: 210
La rivista è nata nel 1999 per indagare e discutere contenuti, limiti ed efficacia delle varie forme di intervento pubblico sul mercato. Un'attenzione particolare viene dedicata alla tutela della concorrenza e alla regolamentazione, che sono diventate terreno di dibattito sul ruolo dello Stato nell'economia. La rivista, che si propone di integrare la logica giuridica e quella economica, analizza la disciplina antimonopolistica e gli interventi regolatori, collocandosi all'incrocio tra riflessioni teoriche, ridefinizione degli assetti politico-istituzionali e azioni dei policy-makers.
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Ritorno al territorio
di Giacomo Becattini
editore: Il mulino
pagine: 329
"lo considero scopo unitario delle scienze sociali, economia politica inclusa, la promozione della 'joie de vivre' della persona umana in carne ed ossa, quale l'ha fatta il passato nei luoghi in cui vive". In queste parole di Giacomo Becattini ritroviamo una chiave delle riflessioni contenute nel volume, dedicato al tema del distretto industriale, concetto socioeconomico formulalo originariamente da Alfred Marshall centotrent'anni fa, e riemerso, leggermente modificato. negli studi sull'economia italiana di Giacomo Becattini e Sebastiano Brusco, a partire dal 1978. Ben lontano dai miti della crescita sfrenala e del fondamentalismo liberistico, l'autore offre, in questo volume, idee sulle quali mai come oggi può essere opportuno riflettere. In un momento storico connotalo da una crisi fra le cui cause emerge una patologica finanziarizzazione dell'economia, in un quadro di globalizzazione non governata, il richiamo - lucido e insieme appassionato - di un maestro dell'economia politica alla realtà dei rapporti sociali sul territorio giunge opportuno. Ritorno al territorio: all'industria, alla manifattura, alla creatività delle piccole e medie imprese e delle loro vitali interazioni e sinergie con le comunità locali. Una modalità tipica, questa, della vocazione produttiva del nostro paese, da difendere vigorosamente; e, nel momento della ripresa, un suo possibile punto di forza: il futuro dell'Italia, insomma, ha un cuore antico.
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Rapporto Svimez 2009 sull'economia del Mezzogiorno
editore: Il mulino
pagine: 892
La diffusa percezione di una crisi che avrebbe riguardato soprattutto Le aree più industrializzate del Paese, perché più aperte alla competizione internazionale, è smentita dai dati economici relativi sia alla seconda metà del 2008 sia alla prima parte del 2009. Le stime della SVIMEZ mostrano come già nel 2008 l'economia meridionale abbia registrato una recessione, sia pur di poco, più grave che nel Centro-Nord: -1,1% contro il -1,0% del resto del Paese; recessione che, in base agli indicatori congiunturali territoriali nella prima parte del 2009, ha conosciuto al Sud una ulteriore forte intensificazione, soprattutto in termini di occupazione e di tasso di disoccupazione. La differenza tra le due aree appare particolarmente rilevante se letta nel medio periodo: tra il 2000 e il 2008 il PIL è cresciuto dell'1% medio annuo al Centro-Nord e di circa la metà (0,6%) nel Sud. Ciò vuol dire che se la contrazione attesa per il 2009 (intorno al 5%) dovesse riguardare in egual misura le due ripartizioni, il Prodotto interno lordo meridionale tornerebbe ai livelli che aveva 10 anni prima. Il superamento delle difficoltà strutturali richiederà profondi processi di ristrutturazione, di durata e di intensità al momento non prevedibili, anche dato il carattere internazionale ed esogeno della crisi stessa.
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La sfida dei territori nella green economy
editore: Il mulino
pagine: 399
La crisi fiscale dello stato italiano e il declino del modello di sviluppo "energivoro" degli anni '80 pongono nuovi problemi ai territori montani e rurali. Se fino a ieri tali territori sono stati considerati aree "marginali" rispetto al cuore manifatturiero del paese, negli ultimi anni l'atteggiamento nei loro confronti è notevolmente mutato, consolidandosi la convinzione che possano svolgere una funzione a valore aggiunto, niente affatto "marginale" in un modello di sviluppo economico e industriale che si vorrebbe sempre più "green". I territori lasciati "vuoti" dallo sviluppo manifatturiero cominciano ad essere visti come una riserva di funzioni produttive interessanti e coerenti con le esigenze nuove (e i vincoli internazionali) della "green economy": il risparmio e l'organizzazione delle risorse rare (acqua, biomasse) e la riduzione dei gas serra; la produzione di energia da fonti rinnovabili locali (biomasse, idroelettrico, solare ecc.). Il volume ci offre una sintesi delle più aggiornate riflessioni sull'argomento, coordinate dall'Uncem (Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani) in collaborazione con i più acuti osservatori e studiosi di politiche istituzionali, sociali, urbanistiche, industriali.
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Economia e finanza delle imprese manifatturiere bresciane. Settimo rapporto
editore: Il mulino
pagine: 259
L'industria manifatturiera bresciana affronta la crisi attuale al termine di un periodo favorevole. Grazie agli interventi implementati dall'inizio del decennio, si sono ottenuti risultati produttivi, economici e finanziari molto positivi che hanno confermato la leadership bresciana nel panorama nazionale delle province a vocazione industriale. Di questa situazione dà atto il settimo rapporto su economia e finanza delle imprese manifatturiere della provincia di Brescia, che si concentra sull'analisi economica e finanziaria di un campione costituito da oltre mille imprese. Di questo ampio campione il volume offre un'analisi completa, che comprende: la situazione patrimoniale e finanziaria; il processo di formazione del reddito e della redditività operativa e netta; lo sviluppo, con particolare riferimento alla dimensione operativa. La ricerca si concentra poi sugli aspetti organizzativi e dimensionali dei gruppi, sulla loro situazione patrimoniale, economica e finanziaria. Attraverso un'analisi backward looking, si cerca di comprendere come le riforme degli ultimi anni abbiano influenzato il carico fiscale delle imprese. Infine, partendo dai dati di bilancio viene valutato il rischio di credito delle imprese analizzate. I settori con il rating migliore sono quelli della metallurgia e della meccanica, dove il 70% delle aziende ha un rischio di credito medio-basso, mentre i settori con il rating peggiore sono quelli dell'abbigliamento, dell'agroalimentare e del tessile.
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Mercanti di (bi)sogni: politica ed economia dei gruppi mediali europei
editore: Sperling & kupfer
pagine: 416
Lo scenario televisivo europeo è sempre più transnazionale e tre variabili fondamentali incidono nel suo sviluppo: economia, t
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Bankenstein. Tutto quello che non avreste mai voluto sapere sulle banche
di Marco Saba
editore: Nexus edizioni
pagine: 288
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Persone in cerca di occupazione. Manuale di sopravvivenza: istruzioni per l'uso
di Imma Di Nardo
editore: Robin
pagine: 171
Un vero e proprio manuale di autodifesa del disoccupato che fornisce strumenti concreti per orientarsi nel mondo del lavoro, ma soprattutto nel mondo del "non lavoro". Partendo dalla raccolta e dall'interpretazione delle richieste e delle esigenze degli utenti dei centri per l'impiego, l'autrice inizia col colmare il primo, grande vuoto: la mancanza di informazioni. Quali sono i diritti del lavoratore? Cosa fare in caso di licenziamento? Come impostare un buon curriculum vitae, e quali criteri seguire per una ricerca mirata delle aziende a cui inviarlo? E ancora, assegni di disoccupazione, mobilità, possibilità formative gratuite, ammortizzatori sociali e sistemi contrattuali, sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo saggio.
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Mondializzazione e decrescita. L'alternativa africana
di Latouche Serge
editore: Dedalo
pagine: 121
In una forma accessibile al grande pubblico, Latouche mette a fuoco, con competenza e passione, temi e questioni che riguardan
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