fbevnts Critica letteraria e Linguistica - tutti i libri per gli amanti del genere Critica letteraria e Linguistica - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 475
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Critica letteraria e Linguistica

Portoghese

di Marisete Manica

editore: Alpha test

pagine: 192

Un volume per lo studio e il ripasso della grammatica portoghese, adatto per prepararsi a test, verifiche, esami universitari, ma anche per lo studio della lingua a scopi turistici e professionali. Di tutti gli argomenti trattati (fonetica, ortografia, morfologia e sintassi) sono fornite spiegazioni chiare e sintetiche, accompagnate da esempi tradotti in italiano, tabelle e prospetti riassuntivi, che consentono di sciogliere i dubbi più diffusi sulla lingua portoghese e sulle differenze di uso con la versione brasiliana della lingua. Completano il volume numerosi esercizi a risposta multipla per la pratica o il ripasso della lingua.
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9,60 €

Diario in pubblico

di Elio Vittorini

editore: Bompiani

pagine: 590

"Diario in pubblico", autobiografia e insieme romanzo militante, mostra "gli argomenti agitazione culturale in Italia" attraverso la vivacità intellettuale di un grande protagonista del Novecento. Questa edizione ricompone i vari Frammenti della storia editoriale del Diario pubblicati sotto l'egida di Italo Calvino. Si completa così un grande affresco letterario che comprende autori italiani come Gadda e Montale, i maestri stranieri come Defoe e Melville, l'impegno antifascista, la letteratura americana di Faulkner ed Eliot, l'impegno editoriale e civile del dopoguerra.
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16,00 €

Quando la fantascienza è donna. Dalle utopie femminili del secolo XIX all'età contemporanea

di Eleonora Federici

editore: Carocci

pagine: 190

Il volume propone un percorso al femminile all'interno della letteratura utopica/fantascientifica in lingua inglese dalle orig
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Il metodo di Leopardi. Varianti e stile nella formazione delle «Canzoni»

di Paola Italia

editore: Carocci

pagine: 294

Qual è stato il laboratorio letterario e linguistico del primo libro di poesie di Leopardi, le Canzoni del 1834? Quali i suoi modelli? Questo studio ricostruisce per la prima volta il metodo di lavoro che ha portato Leopardi, attraverso innumerevoli letture - in particolar modo quelle dedicate al Cinquecento -, rivoluzionarie riflessioni sull'estetica e l'arte, e infaticabili rifacimenti, a scrivere una nuova lingua della poesia, in uno stile "vago" e "pellegrino". Intrecciando filologia e analisi linguistica, attraverso l'esame minuzioso delle varianti dei manoscritti delle Canzoni e delle Annotazioni e dei modelli letterari e culturali con cui Leopardi volta a volta si confronta - da Foscolo a Monti, passando da Caro e Montesquieu Paola Italia racconta l'affascinante storia del libro delle Canzoni e l'evoluzione delle sue varie "forme", di correzione in correzione, di variante invariante, seguendo, come Leopardi scrive a Giordani nell'agosto del i823, "quella sudatissima e minutissima perfezione nello scrivere alla quale io soleva riguardare, senza la quale non mi curo di comporre". Perfezione, che era la "ferrata" disciplina (e il segreto) della sua straordinaria poesia.
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Faust. Il diavolo e la scienza

di Augusto Forti

editore: Armando editore

pagine: 112

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Sacrificio e sovranità. Teologia e politica nell'Europa di Shakespeare e Bruno

di Gilberto Sacerdoti

editore: Quodlibet

pagine: 359

In "Pene d'amor perdute" di William Shakespeare c'è una scena celebre per la sua oscurità che, se messa in rapporto con quanto Giordano Bruno aveva scritto nell'Inghilterra di Elisabetta I, consente la messa a fuoco del maggiore problema politico dell'Occidente cristiano sconvolto dalle guerra di religione: la fondazione della sovranità autonoma dello Stato secolare - un problema che per tutto il secolo XVII continuerà a essere al centro del pensiero di Hobbes e Spinoza, e che comportava l'ineluttabile scontro dell'autorità secolare con quella religiosa, cattolica o riformata che fosse. Partendo dai concreti tentativi di soluzione di quel problema in Inghilterra, Francia e a Venezia, Gilberto Sacerdoti ne porta alla luce le radici intellettuali: da un lato il conflitto fra Papato e Impero, dall'altro il ruolo giocato non soltanto dall'"averroismo latino", ma anche dalle originarie fonti di quel pensiero islamico-ebraico medievale in cui la filosofia aveva per la prima volta rifiutato di essere ancella della teologia. Dietro Bruno, Bodin e Sarpi emergono poco a poco le figure di Averroè, Maimonide e Al-Farabi.
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25,00 €

Un romanzo di crisi. «Il Mambriano» del Cieco da Ferrara

di Elisa Martini

editore: Società Editrice Fiorentina

pagine: 418

Collocata tra l'interruzione dell'"Innamorato" e la nascita del Furioso, il "Mambriano" del Cieco da Ferrara è un'opera ancora avvolta da troppo mistero e sostanzialmente da riscoprire. Pubblicato postumo nel 1509, questo poema cresciuto nella Mantova gonzaghesca - rappresenta una tappa obbligata nel percorso della storia del romanzo cavalleresco in area padana: esso infatti, offrendo una via alternativa alle numerose "giunte" ai tre libri boiardeschi, non solo rivendica una propria fisionomia e identità, ma, soprattutto, si connota, per il suo autore, come uno strumento di lotta contro la crisi incipiente che va colpendo, tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, il sistema corte. Mediante una profonda sperimentazione riguardante la varia cultura cortese rivissuta all'interno del genere cavalleresco, il Cieco vuol consegnare al mondo delle corti ormai in rovina un prodotto in cui riconoscersi. Il poema diviene, così, un ultimo baluardo di resistenza, che già mostra, però, quella via di follia che sarà propria del "Furioso".
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Dostoevskij e la polifonia. Dal romanzo al teatro: 1890-1936

di Luigi Pirandello

editore: Manni

pagine: 122

Un'agile antologia di testi di Pirandello ricostruisce il suo rapporto con Dostoevskij, il peso notevole che il romanziere rus
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Giorgio Manganelli, bibliografia (1942-2015)

di Graziella Pulce

editore: Artemide

pagine: 238

Scrittore, giornalista, traduttore, consulente di case editrici, Giorgio Manganelli è stato un autore di assoluto rilievo nel panorama italiano del secondo Novecento. La sua scrittura si è prodotta in una grande varietà di generi e ha toccato, sempre con mano felice, argomenti seri e comici, alti e bassi, con la maschera di volta in volta buffonesca, svagata, maliziosa, simulante o dissimulante. Narrativa, critica, traduzione, commento, divagazione, reportage, corsivo, elzeviro: sempre magistrale nell'uso di un linguaggio inconfondibile. Ha lasciato prove significative anche alla Radio, dapprima con l'allestimento di bibliografie ragionate e rassegne, e poi, ben presto, il suo talento si produsse e si profuse in note, commenti, rielaborazioni letterarie e opere drammatiche, che hanno lasciato il segno. Le "Interviste impossibili" di Manganelli si segnalavano per inventiva, paradossalità e acutezza di interpretazione. Il ritmo, la leggerezza e la rapidità dell'espressione orale, un talento evidentemente naturale affinato ed esaltato dalla collaborazione con la Rai, si intrecciarono con una qualità di scrittura laboriosamente audace e intricata. In questo libro Graziella Pulce raccoglie tutta la bibliografia manganelliana (2064 voci e, per la prima volta, 224 collaborazioni radiofoniche) e ci permette di abbracciare con un solo sguardo tutta la vita letteraria di Giorgio Manganelli: uno strumento indispensabile per leggere l'autore.
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Sabbie mobili. Un'autobiografia

di Sybille Bedford

editore: Neri Pozza

pagine: 333

Apparsa per la prima volta nel giugno del 2005, qualche mese prima che Sybille Bedford concludesse la sua lunga esistenza, "Sabbie mobili" non è semplicemente l'autobiografìa di "una delle più brillanti esponenti della prosa inglese moderna" (Bruce Chatwin). È il racconto di un secolo in cui "tutte le vite si spezzarono in due" e, insieme, un prezioso documento su come accostarsi all'arte della scrittura. Nata in Germania da Maximilien von Schoenebeck, il "beau Max" superstite del mondo scomparso nell'apocalisse della Grande guerra, il barone che nella sua residenza estiva teneva una coppia di scimpanzé, e da una madre ebrea molto più giovane del suo consorte, per una serie di circostanze - la morte prematura del padre, la fuga ancora più prematura della madre in Italia - Sybille, detta Billi, fu costretta a lasciare presto la Germania, alla volta prima dell'Italia presso la madre e poi dell'Inghilterra. Erano gli anni di Weimar e della Società delle Nazioni. Anni cominciati con grandi speranze e proseguiti con crack finanziari e paure sotterranee che si fecero presto palesi con l'avvento del fascismo e, nel 1933, delle camicie brune. Billi divenne subito consapevole del suo destino: essere una rifugiata, una sopravvissuta cui era toccata la sorte propria di ogni illustre espatriato negli anni tra le due guerre: vivere in enclave - il Sud della Francia in compagnia di Aldous Huxley, Thomas Mann e Bertolt Brecht...
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Vittorio Sereni, un altro compleanno

editore: Ledizioni

pagine: 369

Preziosa testimonianza di quanto il lavoro poetico e l'impegno intellettuale di Vittorio Sereni abbiano segnato profondamente il percorso letterario del nostro Novecento, e di quanto siano tuttora capaci di promuovere adesioni non effimere e riflessioni non scontate, i saggi che costituiscono questo volume ne approfondiscono la conoscenza e ne rinnovano, nel centenario della nascita, la memoria.
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28,00 €

I trovatori: una storia poetica

di Michel Zink

editore: Mimesis

pagine: 256

"È ai trovatori che dobbiamo le più antiche canzoni d'amore composte in una lingua dell'Europa moderna. I loro testi, del XII e del XIII secolo, sono di una bellezza tale da plasmare fino ai giorni nostri le forme e il linguaggio non solo della poesia d'amore, ma dell'amore stesso. Mi sono proposto, in questo libro, di farli amare quanto li amo io, di far sentire tutta la raffinatezza e la semplicità, tutta la seduzione e la profondità dei loro componimenti. Ma come è possibile avvicinare, rendere immediatamente accessibile e apprezzabile appieno, tina poesia d'amore vecchia di nove secoli, scritta in una lingua antica e straniera, talvolta deliberatamente oscura e prodotta da una civiltà ormai così lontana da noi? Questo libro vuole essere una storia poetica dei trovatori. Tenta di restituire alla loro poesia la freschezza originaria, seguendone il dipanarsi di canzone in canzone, dicendo solo il necessario per permetterle di parlarci, per far risaltare la sua finezza, perché ne risultino chiare le allusioni, perché - insomma - ci possa incantare e possa rivivere in noi".
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24,00 €

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