Critica letteraria e Linguistica
A scuola d'italiano a 150 anni dall'Unità. Più lingua più letteratura più lessico: tre obiettivi per l'italiano d'oggi nella scuola secondaria superiore
editore: Il Mulino
pagine: 505
Nei centocinquant'anni dall'unità, l'italiano è riuscito a diventare la lingua del Paese, realizzandosi, per questo profilo, l'auspicio di Massimo d'Azeglio. Ma oggi molte e nuove insidie ne minacciano il futuro. Senza una scuola capace di chiari obiettivi formativi si rischia il naufragio della nostra lingua e di una ben più antica tradizione letteraria. E l'allarme sulla povertà linguistica dei nostri giovani non può essere ignorato, se non ci si vuole arrendere al declino irreversibile della nostra identità. La scuola oggi ha quindi una responsabilità onerosa, ma anche affascinante: trovare un curricolo di studio dell'italiano più adeguato alle generazioni attuali. Quali sono i luoghi formativi indispensabili? Lessico, lingua, letteratura. Arricchire il lessico, possedere la grammatica, sapendo anche riflettere sui vincoli e sulle scelte che essa offre ai parlanti, saper scrivere, coltivare il senso estetico e il mondo dei valori attraverso i classici vecchi e nuovi della letteratura. Obiettivi importanti, e connessi interrogativi, per gli insegnanti di italiano e per coloro cui sta a cuore il mondo dell'educazione. Ai quali offre articolate risposte questo libro a più voci, che vede il contributo dei maggiori specialisti della materia.
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Mirador. Irène Némirovsky mia madre
di Élisabeth Gille
editore: Fazi
pagine: 359
"Mirador" non è una semplice biografia di Irène Némirovsky. È la scrittrice stessa che, attraverso la voce della figlia, Élisabeth Gille, ci racconta in prima persona di sé e della propria vita. E rievoca con accenti intimi e originali la Russia lacerata e suggestiva dell'infanzia e dell'adolescenza. Poi, dopo l'esilio seguito alla Rivoluzione d'Ottobre, sono la Francia e Parigi lo scenario in cui Irene spicca il volo e diventa famosa. Infine la provincia francese è il teatro che vede svolgersi l'ultimo atto della sua esistenza, che è anche l'ultimo atto di una borghesia colta ma incapace di cogliere i segni premonitori della tragedia che si sta abbattendo sull'Europa e che troppo tardi si accorge della furia che travolgerà milioni di persone, come la stessa Irène, deportata nel 1942 ad Auschwitz, dove morì di tifo un mese dopo. "Mirador" è uno sguardo intimo e privilegiato sui suoi legami con il padre e la madre, il marito e le figlie, la fatica della continua fuga fino alla drammatica fine. Numerosi sono i nodi affrontati - la fama e le sue illusioni, il giudaismo e la Shoah -, ma è il tema fondamentale della vita familiare e della maternità a dominare la narrazione. Il rapporto tormentato, seppur breve, tra Elisabeth e la madre Irène è il filo rosso che lega ogni vicenda di questo racconto... Prefazione e intervista di René de Ceccatty.
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Nel vuoto arioso del mondo
Storie di lettori, di libri, di letture
di Sedda Mariangela
editore: Il maestrale
pagine: 174
In una Sardegna del cambiamento, dagli anni Cinquanta all'oggi, fra aule scolastiche, biblioteche, librerie, abitazioni, empor
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L'uomo che ride. L'avventura umana e letteraria di G. K. Chesterton
di Edoardo Rialti
editore: Cantagalli
pagine: 176
Ha ispirato i ribelli dell'IRA ed il Mahathma Gandhi. Ha scritto saggi, romanzi, poesie, e decine di migliaia di articoli. I suoi migliori amici sono stati gli atei con cui ha discusso per tutta la vita. È stato chiamato 'Difensore della fede' - come non accadeva dai tempi di Enrico VIII - e su di lui hanno scritto Emilio Cecchi, il cardinal Biffi e Giulio Giorello. È l'inventore di uno dei più celebri detective della storia del giallo, e di frequente ha pensato come assassinare la propria amatissima moglie. Ha applaudito Mussolini ma è stato tra i primi ad attaccare Hitler. Ha difeso la proprietà privata e criticato il capitalismo senza pietà. L'hanno amato Hemingway e Benedetto XVI, Borges e Kafka. Ha preso sul serio tutto, senza mai smettere di ridere. Questo è molto altro è G. K. Chesterton, di cui questo libro, pubblicato in coedizione con il quotidiano 'Il Foglio', rappresenta la una vasta biografia letteraria, attingendo anche a scritti e testimonianze mai tradotti prima. È il racconto di un coraggioso gigante del pensiero e della cultura, scritto con la divertita consapevolezza che, per dirla con GKC, 'se vale la pena fare una cosa, vale la pena farla male'.
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L'Inferno di Chantilly. Cultura artistica e letteraria a Pisa nella prima metà del Trecento
di Chiara Balbarini
editore: Salerno
pagine: 135
Nei primi decenni del XIV secolo Pisa è un centro di intensa elaborazione culturale, caratterizzato dalla presenza carismatica dei Domenicani del Convento di Santa Caterina e dalla precoce diffusione della Commedia di Dante Alighieri. Qui, la scena artistica registra le straordinarie novità espressive di Giovanni Pisano, il cui influsso segna in modo originale la pittura e la miniatura coeve rispetto agli iniziali orientamenti verso i modelli di Duccio e di Simone Martini. Una ampia produzione di codici miniati di altissima qualità esecutiva, riconducibile alla ben documentata bottega di Francesco Traini, supplisce alla scarsità delle testimonianze pittoriche monumentali, giunteci spesso in pessimo stato di conservazione. Dal dialogo serrato tra questo assai poco indagato protagonista della pittura trecentesca e uno dei più precoci e significativi commentatori della Commedia, Guido da Pisa, nasce il ciclo illustrativo dell'Inferno di Chantilly (ms. 597 del Musée Condé), oggetto del presente studio. Si tratta di un codice lussuoso, destinato al console dei Pisani a Genova, Lucano Spinola, personaggio chiave nelle trattative di alleanza commerciale tra le due città marinare tradizionalmente avverse. Il dotto commento elaborato da Guido, precettore-consigliere spirituale del giovane Lucano, doveva costituire una fonte di insegnamenti derivati dagli Antichi, da "trattenere nella memoria" per poterli utilizzare nelPagire politico.
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Legazioni. Commissarie. Scritti di governo
di Niccolò Machiavelli
editore: Salerno
pagine: 568
Il settimo e ultimo volume del carteggio diplomatico e amministrativo di Niccolò Machiavelli copre il periodo 1510-1527. Comprende gli scritti di cancelleria, in gran parte inediti, e i dispacci di missioni, prevalentemente all'interno del territorio fiorentino, degli ultimi due anni di attività di cancelliere dei Signori, dei Dieci di Libertà e Pace e dei Nove d'Ordinanza (1510-1512). Il volume è corredato da un ampio indice cronologico delle oltre seimilaseicento lettere vergate da Machiavelli nel corso della sua attività cancelleresca e diplomatica tra il 1498 e il 1527, e da un indice cumulativo, esteso ai sette tomi appena conclusi, dei nomi di persona.
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L'ultimo pomeriggio di Agnes. Saggio sull'opera di Milan Kundera
di Ricard François
editore: Mimesis
pagine: 131
Agnes è la protagonista de "L'immortalità"
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Fratelli d'Italia. Tra le fonti letterarie del canone risorgimentale
di Alfredo Cottignoli
editore: Franco Angeli
pagine: 112
Tramite l'analisi esemplare di alcune delle fonti letterarie, minori e maggiori, del nostro canone risorgimentale, ossia di te
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