Critica letteraria e Linguistica
Oltre la paura
Percorsi nella scrittura di Carlo Levi. Atti del Convegno nazionale di studi (Roma, 12-13 novembre 2007)
editore: Donzelli
Quattordici studiosi di varie competenze rileggono le parole chiave del vocabolario di Carlo Levi, molte delle quali ancora ca
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Un figlio del sole
Le avventure di David Grief
di London Jack
editore: Robin
pagine: 287
David Grief è un ricco avventuriero con gli occhi azzurri e la pelle abbronzata
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Altro Manzoni. Indagini Su Un Delitto Perfett
di Aldo Spranzi
editore: Ares #
Alessandro manzoni, quello tramandato dai rituali della cultura letteraria, ha un sosia rimasto finora sconosciuto
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Etica Del Terrore. Da Fu`dor Dostoevskij A Tho
di Strada Vittorio
editore: LIBERAL EDIZIONI FONDAZIONI
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«A commentare Dante ci vuole un medievalista»
di Bufacchi Emanuela
editore: Le Lettere
pagine: 398
Negli ultimi vent'anni l'attività critica di Arturo Graf ha conosciuto una nuova fortuna grazie alla riedizione di opere fonda
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Diario dell'occhio
di Belpoliti Marco
editore: Le Lettere
pagine: 228
Un libro, amava dire Giorgio Manganelli, non è altro che il supporto della sua copertina
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Dettare versi a Socrate. Il traduttore di poesia come imitatore
di Lorenzo Flabbi
editore: Le Lettere
pagine: 256
"Il sogno di Platone: far scrivere Socrate, e fargli scrivere ciò che vuole, le sue ultime volontà", così commentava estasiato Derrida, osservando un antico frontespizio che ritrae Platone nell'atto di dettare a Socrate scrivente. Questo sogno platonico si avvicina alla pratica traduttiva che il saggio di Lorenzo Flabbi indaga nell'opera di Laforgue (che imita Leopardi), Lowell (imitatore di Montale), Caproni (nel suo Quaderno di traduzioni), e persino del fantastico personaggio borgesiano Pierre Menard, nonché, sotto diversi aspetti, di Leopardi, Praz, Ungaretti. I protagonisti di questo percorso critico hanno in comune il dato dell'assorbimento di sé nell'altro, della compenetrazione nei motivi intimi dei testi poetici che hanno tradotto. Viene qui esposta una poetica della traduzione come apertura all'ospitalità della lingua, così da permettere anche a noi non immortali di essere grandi, diventando Socrate, parlandolo con la nostra stessa voce. Tradurre diventa dunque riscrittura di un testo dall'interno: dall'interno del testo stesso, certo, ma anche della poesia che ci risuona dentro.
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Il demone distratto. Scrittura e personaggio nel primo Kafka
di Marco Federici Solari
editore: Le Lettere
pagine: 246
Il demone distratto osserva l'opera di Franz Kafka nell'affollato laboratorio dei modelli, delle influenze e delle affinità che ne hanno formato l'inconfondibile universo fantastico. Il saggio, concentrandosi sulle stringenti contingenze del lavoro di scrittore ed evocando dalle pagine kafkiane la presenza di Dickens, Dostoevskij, Flaubert, Hofmannsthal, traccia un vero e proprio ritratto dell'artista da giovane. L'esame a millimetrica distanza dei primi testi fino a "Il disperso" (più conosciuto come "America") dà voce a un Kafka problematicamente avanguardistico, in dialogo con il cinematografo e la fotografia, antropologo dell'ebraismo "naturale" degli attori jiddish, fisiologo dello sguardo e riscrittore, in sogno e in veglia, dei classici ottocenteschi. La tensione autobiografica delle prime opere di Kafka diventa racconto e avventura di una vita alternativa, di una scrittura che definisce e deforma l'io nella direzione di un'inconfessabile libertà, lasciando intravedere le sconfinate quinte del suo mondo claustrofobico.
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Il paggio e l'anatomista. Scienza, sangue e sesso alla corte del granduca di Toscana
di Walter Bernardi
editore: Le Lettere
pagine: 200
Scienza e potere, sangue e sesso, sono questi gli ingredienti di una sconosciuta storia fiorentina del XVII secolo che riaffiora dai documenti d'archivio con la freschezza di un giallo poliziesco. Ne sono protagonisti un misterioso paggio romano, il conte Bruto della Molara, che era stato per oltre vent'anni l'amante del Granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici, e lo scienziato aretino Francesco Redi, medico personale dello stesso Granduca e poi del suo erede al trono Cosimo III. Intorno a loro ruotano alcuni dei più bei nomi della cultura fiorentina del Seicento, che avevano animato la vita della corte di Palazzo Pitti e delle accademie del Cimento e della Crusca. Squarci di cronaca nera fiorentina in cui vibranti amori omosessuali e puerili gelosie si erano mescolati alla violenza più insolente; racconti inediti di piccole virtù e di grandi vizi, nei quali anche prestigiosi intellettuali, che sono celebrati nei libri di storia come protagonisti della modernità, non avevano esitato a ricorrere al pugnale di prezzolati sicari di strada pur di trionfare sugli avversari.
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Sorella pigrizia. L'accidia purgatoriale come «forma mentis» letteraria da Belacqua a Beckett
di Giulio Braccini
editore: Le Lettere
pagine: 210
Non è un caso che Belacqua, incontrato da Dante nel quarto canto del Purgatorio, sia l'unico personaggio capace di muovere «le labbia» dell'austero poeta «un poco al riso». La pigrizia, peccato veniale e «allegro», è la variante purgatoriale dell'infernale «tristizia» (malinconia, depressione), contrario naturale della solerzia (ad esempio quella di Virgilio), ma soprattutto è contrapposta alla vanità intellettuale di qualsiasi Ulisse. Belacqua, il pigro, è l'eroe di questo racconto critico sulle tracce letterarie di sorella Pigrizia, un racconto in cui Giulio Braccini incontra e fa parlare il narratore del Furioso (e i suoi alter ego come Astolfo), il "torraiolo" Montaigne dei Saggi, il fatuo ma riflessivo Marivaux dei Giornali, i personaggi di Sterne (Tristram Shandy in primis), Oblomov, i nostri crepuscolari (contrapposti ai vociani), il Tristan Corbière "autore segreto" di Beckett, e Beckett stesso, l'unico a riproporre Belacqua sin dal nome del suo primo personaggio in More Pricks than Kicks. Il viaggio si chiude su Virgilio che, accompagnato il discepolo fino alle porte del paradiso, ridiscende lentamente verso l'inferno, e magari reincontra Belacqua ancora seduto nel solito posto.
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