Narrativa
Casa Howard
di Edward Morgan Forster
editore: Garzanti Libri
pagine: 347
"Casa Howard" (1910), l'opera più ambiziosa e matura di E
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Letteratura latina. Una sintesi storica
editore: Carocci
pagine: 356
Il volume, che coniuga agilità di trattazione e approfondimento critico, traccia una storia della cultura letteraria a Roma da
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Rime
di Riccardo Degli Albizzi
editore: Cesati
pagine: 200
Il volume presenta la prima edizione critica delle rime di Riccardo di Franceschino degli Albizzi (ca. 1300-1359), poeta appartenente a un'importante famiglia fiorentina che nel XIV secolo produsse diversi rimatori, fra cui il padre di Riccardo, Franceschino, e l'omonimo suo nipote, intimo amico di Petrarca. L'analisi filologica restituisce un corpus lirico di sei canzoni, di cui una inedita, e due sonetti (uno inedito) e fa emergere, a fianco di un manoscritto che conserva l'intera produzione del poeta insieme ai componimenti dei rimatori della sua famiglia (Riccardiano 1100), il contributo dei testimoni più recenti, che documentano l'attività filologica degli eruditi cinquecenteschi su questi antichi testi. L'esame puntuale delle rime, svolto nel commento, rivela nell'Albizzi, accanto a una profonda influenza del magistero dantesco, una precocissima ricezione di alcuni componimenti del Petrarca e del Boccaccio, contribuendo ad aprire nuove prospettive storiografiche sullo sviluppo della lirica italiana nel pieno Trecento.
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Sono la foce e la sorgente. Antologia poetica 1984-1995
di Lorenzo Pittaluga
editore: Italic
pagine: 200
Prefazione di Marco Ercolani. Postfazione di Filippo Davoli.
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Il romanzo di Matilda
di Elisa Guidelli
editore: Meridiano zero
pagine: 383
Matilde di Canossa è uno dei personaggi più affascinanti del Medioevo. Contessa di un vasto territorio tra Lazio e Garda, ago della bilancia tra Papato e Impero, entra nell'epocale scontro giocandovi un ruolo dapprima di pacificatrice, poi di aperta sostenitrice della riforma ecclesiastica. Sempre pronta, in nome dei propri ideali, a mettere in gioco poteri e dominio. Intere città le si ribellarono tacciandola di tradimento nei confronti dell'imperatore Enrico IV, suo odioso cugino ed eterno nemico che tentò per una vita intera di punire il suo animo ribelle e sottometterne il provocante corpo di femmina. Per non parlare delle maldicenze sulla peccaminosa "puttana" di Gregorio VII, amatissimo pontefice sotto i cui paramenti ufficiali lei fu sempre in grado di scorgere le umili vesti del monaco e le virili qualità dell'uomo. Accorta protagonista politica, contro le sue lucide intuizioni gioca il suo essere donna. Da ciò due sposalizi destinati al fallimento, il primo con un uomo repellente, il secondo con un impotente ragazzino di cui potrebbe essere madre. Da ciò, infine, la resa al nuovo imperatore Enrico V, disposto a riconcederle il dominio canossano soltanto in cambio della nomina a suo erede.
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I mondi reali
di Abelardo Castillo
editore: Del vecchio editore
pagine: 261
Vecchiette multimilionarie, barboni, adolescenti, criminali, i personaggi più disparati prendono vita nei racconti di Castillo, perfettamente intagliati nel linguaggio, riportando continuamente in primo piano lo sfondo di un'Argentina nitidissima e insieme fuori dal tempo. Storie perturbanti, kafkiane, del "limite", che hanno indotto la maggior parte dei critici a definire Castillo il più diretto erede di Julio Cortázar. In alcune storie, elementi fantastici si congiungono a quelli umoristico-polizieschi o, ancora, è la vita di coppia che si fa simbolo della battaglia di sopravvivenza quotidiana. Ma per quanto le storie dei cuentos siano attraenti e originali, è lo stile inconfondibile di Castillo a dominare la scena. Una lingua semplice, incisiva ed elegantissima, che danza tra registri colloquiali, linguaggio infantile, monologo allucinato, ma senza mai rinunciare alla coloritura porteña. Ecco che figure e caratteri si distinguono mano a mano nell'affresco, contribuendo alla definizione di un'immagine complessa, permeata da un'ironia grottesca che fa riflettere inevitabilmente sulla condizione dell'uomo contemporaneo e sulle infinite possibilità del reale.
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Florence
di Stefania Auci
editore: Baldini e Castoldi
pagine: 412
Ludovico Aldisi, un ambizioso giornalista della "Nazione", conosciuto per le aperte simpatie interventiste, vede nella guerra
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Un cuore in mille pezzi. After
di Anna Todd
editore: Sperling & kupfer
pagine: 465
Dopo il loro incontro, niente è stato più come prima
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A nessuno piace caldo. Perché il pianeta ha la febbre
editore: Mondadori
pagine: 150
"Quando ne1 2080 la temperatura del pianeta salì di 4 gradi rispetto a quella normale, il mondo divenne irriconoscibile. La Pianura Padana sparì sott'acqua e venne chiamata Golfo di Torino. Si potevano fare i tuffi in mare dalla Torre Eiffel e una spiaggia in Scandinavia diventò la nuova Saint-Tropez." Da un alto sperone di roccia, il saggio Exelon racconta al popolo la storia del pianeta Terra e dei suoi abitanti che si sono estinti. A provocare la scomparsa dell'intera popolazione terrestre non è stato un evento improvviso, tipo la collisione con un altro pianeta o una pioggia di meteoriti: è stato l'uomo con la sua sfrenata voglia di consumismo ad aver consumato anche la cara madre Terra. L'aspetto più grottesco è che tutti sapevano tutto, sottolinea Exelon. Bastava guardarsi intorno. Non era difficile capire le conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai perenni come fossero Cornetti Algida a Ferragosto. E così pure della desertificazione galoppante, veloce come Usain Bolt. Invece niente. L'umanità ha continuato a violare l'equilibrio dell'ecosistema fino a rendere l'intero pianeta una palla infuocata e invivibile. Fine della storia. Con "A nessuno piace caldo" Giobbe Covatta affronta con divertita arguzia un tema molto serio: l'irresponsabilità ambientale di gran parte della specie umana.
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Costantinopoli
di Edmondo De Amicis
editore: Einaudi
Una scelta dell'ampio reportage che De Amicis scrisse raccontando il suo viaggio a Costantinopoli: una preziosa descrizione di come fosse Istanbul sul finire dell'Ottocento. Nel 1875 Edmondo De Amicis, allora corrispondente letterario dell'"Illustrazione italiana", fece rivivere con queste pagine di grande eleganza la capitale dell'Impero ottomano al tramonto. Sultani, eunuchi, e concubine, il Topkapi e Hagia Sofia, il Gran Bazar e il Corno d'Oro, il ponte di Calata e la moschea di Solimano, fez e turbanti: i perduti incanti della "Città Incomparabile", in cui erano contenuti tutti gli Orienti reali e immaginari.
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