Narrativa
Organza arancione
di Isabella Bossi Fedrigotti
editore: Barney
pagine: 89
Un vestito protagonista contemporaneamente della crisi e della rinascita di un matrimonio. Un uomo, solo e di mezza età, che finge con se stesso di essere scapolo per scelta, trova la serenità solo quando osserva la propria vicina di casa. Una donna che non sa più come nascondere agli altri l'ingombro della propria solitudine, trasformatasi a poco a poco in prigione e fonte di imbarazzo, salvata da una candida nevicata natalizia. Una ragazza assapora l'esistenza attraverso i colori, gli odori e i rumori che provengono dalla sua finestra affacciata sulla strada di un paesino di provincia. Una scrittura contigua alle cose.
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Odissea. Con note storico-mediche
di Omero
editore: Mattioli 1885
pagine: 282
L'Odissea, pur avendo un solo vero protagonista, si presta a diverse chiavi di lettura, ed è certamente questa una delle ragio
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Rose bianche a Fiume
di Zecchi Stefano
editore: Mondadori
pagine: 245
È possibile dimenticare un grande amore per trovare la propria felicità? E giusto ripercorrere, a ritroso, gli eventi accaduti
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La ballata delle acciughe
di Vergassola Dario
editore: Mondadori Electa
pagine: 129
Dario Vergassola racconta una stona divertente e malinconica ambientata nella provincia italiana a lui tanto cara
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Lacci
di Domenico Starnone
editore: Einaudi
pagine: 133
"Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie". Si apre cosi la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.
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La strada dritta
di Francesco Pinto
editore: Mondadori
pagine: 318
Il 19 maggio del 1956, il giorno in cui su uno sterrato di poche centinaia di metri viene dato inizio ai lavori, non c'è nulla: non un progetto definitivo, non le tecnologie, non le competenze professionali, non i soldi necessari. Il 4 ottobre del 1964 - appena otto anni dopo e in anticipo sui tempi previsti una striscia di asfalto lunga 755 chilometri collega Milano con Napoli, il Nord con il Sud: è l'Autostrada del Sole. Durante quegli otto anni un esercito di manovali, carpentieri, tecnici, progettisti combatte per rispettare la promessa della sua costruzione. E su quella strada trova il suo destino. Lì va a cercarlo Fedele Cova, l'amministratore delegato della Società Autostrade. Lì va a cercarlo Gaetano De Angelis, operaio emigrato al Nord che con Cova fa un giuramento: lo finiranno insieme quell'abbozzo di strada, e lui potrà ritornare a casa, come ha promesso a Maria. Lì troveranno il loro destino Giovanni Nigro, un ingegnere che nel gelo della campagna di Russia aveva perduto il suo onore, e Bruna, una dei progettisti, che ha bisogno di quella strada per continuare a correre. All'interno di una rigorosa ricostruzione storica, mescolando personaggi di invenzione e protagonisti reali, "La strada dritta" è il romanzo epico e corale di quell'esercito e della sua strada. Ufficiali e soldati, uomini e donne, ognuno con un sogno da rendere vero e una promessa a cui tenere fede. Tutti italiani, tutti con la schiena dritta, come la strada che devono costruire.
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Le figlie del rito. Terra ignota
di Vanni Santoni
editore: Mondadori
pagine: 381
Ailis, Figlia della Terra. Brigid, Figlia dell'Aria. Lorlei, Figlia dell'Acqua. Morigan, Figlia del Fuoco. Concepite dall'Imperatrice e dai Quattro Re sotto l'egida della Coppa e della Spada, date alla luce dalle schiave di palazzo, poco dopo la nascita sono state rapite da quattro traditori per sottrarle alla corruzione dell'ordine del Cerchio d'Acciaio, lo stesso che anni dopo avrebbe portato guerra e distruzione in tutte le Terre Occidentali. Ora le Figlie del Rito, cresciute ai margini dell'Impero ignorando la propria ascendenza divina, sono pronte ad appropriarsi dell'immenso potere che spetta loro di diritto. Ma in questo regno generato dal Sogno dell'Imperatrice c'è una forza oscura e altrettanto dirompente: la volontà e l'ambizione di Vevisa, sorella di latte e miglior amica di Ailis, trascinata alla Capitale al suo posto per uno scambio di persona. Tra queste cinque paladine una soltanto riuscirà a diventare la nuova Imperatrice, per effondere un altro straordinario Sogno, e con esso concepire un nuovo mondo. Ancora ignoto.
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Grandezza e catastrofe di Bisanzio. Testo greco a fronte
di Coniata Niceta
editore: Mondadori
pagine: 742
Il 12 aprile 1204 i crociati conquistarono e presero a saccheggiare Costantinopoli. È l'evento che, insieme alla narrazione drammatica della cosiddetta quarta Crociata, domina questo terzo e ultimo volume della "Grandezza e catastrofe di Bisanzio" - la "Narrazione cronologica" - di Niceta Coniata, che ne è stato testimone oculare. Gli efferati Latini - i normanni, i tedeschi, i francesi, i veneziani - non conoscono pietà. Entrano a Bisanzio con furia peggiore di quella dei barbari: mostrando un disprezzo senza pari per gli abitanti sconfitti, e vendicandosi dell'immane massacro che nel 1182 era stato compiuto degli abitanti cattolici della città, non risparmiano né vecchi né bambini. Separano le famiglie, rapiscono, violentano, uccidono. La popolazione, stremata, emerge dalle sue case "avvolta in stracci, emaciata dal digiuno, mutata di colore, con l'aspetto cadaverico e gli occhi iniettati di sangue". Non sa, neppure, dove fuggire, perché gli invasori non tralasciano di perlustrare un solo angolo, né rispettano luogo sacro che possa offrire rifugio: "dovunque uno corresse, veniva tirato via dai nemici che irrompevano ed era portato dove quelli volevano". Niceta stesso, grande logoteta, già cancelliere e segretario dell'imperatore, fugge verso Nicea. Uno spettacolo desolante si fissa nella sua mente, che lo rievocherà con accenti furibondi ed echi continui dei grandi scrittori classici...
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Il declino dell'economista
di Dalos György
editore: Keller
pagine: 224
Gábor Kolozs ha visto crollare poco a poco tutto quanto
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La parabola del neorealismo nelle «Cronache di poveri amanti» di Lizzani
di Eligio Imarisio
editore: Carocci
pagine: 111
Ecco un'opera in memoria del grande regista e l'omaggio ad una straordinaria stagione del cinema e della narrativa italiani, la stagione del neorealismo. L'autore, nel ricostruire in un ampio affresco il clima sociale e culturale dell'Italia tra gli anni Quaranta e i Cinquanta del Novecento, ripercorre la storia del film diretto da Carlo Lizzani. Vengono così delineati i diversi motivi che concorrono a questo processo creativo: il prezioso contrappunto col romanzo di Vasco Pratolini, il ruolo della Cooperativa spettatori produttori cinematografici (società produttrice, tra l'altro, del film "Cronache di poveri amanti"), lo scontro politico-sociale e ideale del secondo dopoguerra, le prove di attori (come Marcello Mastroianni e Antonella Lualdi) che faranno la storia del cinema italiano. Arricchiscono l'edizione un contributo finora mai pubblicato - dello stesso Lizzani, un partecipato e commosso ricordo del regista romano stilato da Giuliano Montaldo e un corredo fotografico con immagini anche inedite.
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Sinfonia Leningrado
di Quigley Sarah
editore: Neri Pozza
pagine: 383
È l'inverno del 1941 a Leningrado
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