Narrativa contemporanea
Torneranno le quattro stagioni
di Mauro Corona
editore: Mondadori
pagine: 162
"Il tordo infilava il becco tra le stecche della gabbietta come per annusare l'aria di fuori. Voleva uscire. Chi è fatto per l'aria aperta non si rassegna a stare chiuso." Mauro Corona racconta la natura per parlare del mondo di oggi e di noi, pieni di difficoltà e impuntature, pieni di risorse, ma anche di problemi che spesso ci siamo creati da soli. Come ha scritto Claudio Magris: "I suoi racconti hanno l'autorità della favola, in cui il meraviglioso si impone con assoluta semplicità, con l'evidenza del quotidiano". Sono storie che parlano a grandi e bambini, storie di bullismo e prepotenza, di rapporto con la manualità e la creatività, ma anche storie d'amore e d'amicizia, storie di uomini e animali, sempre narrate con la voce senza tempo delle sue montagne. Età di lettura: da 11 anni.
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Proprietà privata
Racconti inediti
di Yates Richard
editore: Minimum fax
pagine: 192
Richard Yates, autore di romanzi indimenticabili come il celebre "Revolutionary Road", ha lasciato alla letteratura del Novece
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L'ultima volta
di Hogan Desmond
editore: Playground
pagine: 134
Un giovane e attraente teddy boy un reduce americano della guerra di Corea capitato per caso nella campagna irlandese, due fra
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Il grande forse
di Joe Meno
editore: E/O
pagine: 393
Il cielo sta per cadere sui Casper, una famiglia di codardi
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Un invito a cena di troppo
di Kadaré Ismail
editore: Longanesi
pagine: 216
Argirocastro, settembre 1943
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L'ora prima dell'alba
di Michael Ondaatje
editore: Garzanti
pagine: 250
Colombo, Sri Lanka, anni Cinquanta
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C'era una volta un fiume
di Bonnie Jo Campbell
editore: Neri Pozza
pagine: 365
Margo Crane ha quindici anni e vive da sola con il padre lungo le rive del fiume Stark, nelle foreste rigogliose del Michigan. È bellissima, ma non lo sa. Lei vuole soltanto spellare conigli, imbracciare il fucile, trascorrere giornate intere alla deriva sul fiume. È una bambina selvaggia che vuole attraversare la vita come un fiume la terra, scivolando lievemente, senza paura. Non sa che la grazia dei suoi gesti, l'incanto del suo volto sono attentamente scrutati da occhi avidi, turbati, stravolti dalla smania di possesso. Il giorno successivo al Ringraziamento, durante la festa nella grande fattoria di zia Joanna e zio Cai, i parenti ricchi che hanno ereditato la Murray Metalli, la fabbrica che scarica ogni giorno nel fiume un miscuglio di scolo, olio e solventi, accade l'irreparabile. Zio Cai, l'uomo più attraente dell'ostinata e cocciuta tribù dei Murray, la convince a seguirlo nel capanno dipinto di bianco, la afferra tra le braccia, la stende sul pavimento di terra battuta, le mormora qualcosa a proposito della sua "sacrilega", "spaventosa" bellezza... e la prende. L'esito di questo gesto è scontato lì, tra le foreste del Michigan: una drammatica resa dei conti che aggiunge lutti a lutti. Sola, in una terra dove alla bellezza della natura non corrisponde la virtù degli uomini, a Margo non resta che affidarsi al fiume e alla vecchia barca del nonno. Parte così per un avventuroso viaggio alla ricerca della madre che l'ha abbandonata e di se stessa.
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Una notte lunga abbastanza
di Michele Monina
editore: Terre di mezzo
pagine: 174
Nel 1994 Michele Monina è un rockettaro arrabbiato con il mondo che, per evitare il servizio militare, sceglie quello che reputa il male minore l'obiezione di coscienza - e finisce in un dormitorio per senza dimora in provincia di Ancona. Antimilitarista ma non pacifista, qui il giovane Monina incontra la violenza: dopo una rissa con uno degli ospiti viene trasferito negli uffici della Caritas locale, dove comincia a scrivere. Michele da allora convive con dei fantasmi con cui ha deciso oggi di regolare i conti. La storia diretta, a volte cruda, di un luogo di frontiera spesso dimenticato. Il racconto inedito del passaggio all'età adulta del futuro biografo delle star.
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La delazione
di Cazzola Roberto
editore: Casagrande
pagine: 231
Nella Torino occupata del 1944 una diciassettenne - sradicata e ambiziosa denuncia i vicini di casa, una coppia di fidanzati
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L'unico scrittore buono è quello morto
di Marco Rossari
editore: E/O
pagine: 214
Cosa accadrebbe se a James Joyce venisse rifiutato ogni libro? E se Tolstoj fosse ospitato in radio a Roma, per ascoltare il parere di Ilaria da Foggia? E se William Shakespeare finisse alla sbarra con l'accusa di plagio? Sono solo alcuni dei ritratti paradossali che questo libro ha in serbo per il lettore. Con una prosa scanzonata, "L'unico scrittore buono è quello morto" illumina splendori e miserie del mondo letterario, senza risparmiare i mostri sacri. Autori e lettori, editori e traduttori finiscono in un frullatore di racconti che miscela una metafisica Praga ribattezzata Kafkania (dove i bordelli si chiamano "Il castello", "La condanna" o "La colonia penale") con una San Francisco iperletteraria dove vagano i sosia dei beat, uno scrittore beone alle prese con una lettrice assatanata e un poetastro in gara nel poetry slam più sgangherato della storia. Una parodia per aspiranti scrittori e lettori sgamati, che snocciola una carrellata di personaggi afasici, perduti, smarriti nel tragicomico labirinto delle lettere. Un libro per tutti quelli che vogliono scrivere e per chi li farebbe fuori volentieri, ma anche un grande atto d'amore per la forza della scrittura.
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