Narrativa contemporanea
Che animale sei?
editore: Guanda
pagine: 128
Quando uno nasce, non sa chi è. E se non c'è nessuno che glielo dice, la vita diventa una bella complicazione. Lei, per esempio, non sapeva chi era, perché quando era nata, la notte di Natale, rotolando giù dal camion di Jack il camionista, si era ritrovata completamente sola e aveva scambiato per sua madre una pantofola di pelo. E tutto sarebbe rimasto per sempre così, se non avesse avuto il desiderio di conoscere il mondo e sulla sua strada non avesse continuamente incontrato qualcuno che le chiedeva: "Che animale sei?"...
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Pilone
di Faulkner William
editore: Adelphi
pagine: 285
New Valois (trasfigurazione di New Orleans), anni Trenta
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I fantasmi delle biblioteche
di Jacques Bonnet
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 145
È un organismo vivo questa biblioteca piena di fantasmi di Jacques Bonnet, collezionista di volumi, editore e traduttore. Parla dei libri come di vecchi amici, illustra gli infiniti metodi per classificarli (alfabetico, per formato, genere, colore, lingua, rilegatura, paese...), predilige ripiani in legno piuttosto che vetrine che impediscono ai libri di respirare, ignora la polvere, ci rassicura che non è necessario aver letto tutti i libri che si posseggono. Racconta dei romanzi in cui protagonisti sono i libri, di biblioteche distrutte - Alessandria, Dresda, Sarajevo - di collezioni private andate a fuoco o svendute da famelici eredi. Rievoca il suo incontro con Pontiggia con cui progettava una associazione di collezionisti (ma dovevano possedere almeno 20.000 volumi), e del disagio provato a casa di Leonardo Sciascia vedendo una edizione completa del Journal dei Goncourt che lui, francese, invece non aveva. Si interroga, infine, sul senso delle grandi collezioni nell'epoca di internet e delle consultazioni a distanza.
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La lega antiNatale
di Curtin Michael
editore: Marcos y marcos
pagine: 445
Un irlandese disoccupato rimpiange che non gli abbiano spaccato la testa ventiquattro anni prima, quando giocava a rugby
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Il tartufo e la polvere
di Quaglia Stefano
editore: Marcos y marcos
pagine: 173
arduo trovare un posto per mangiare a Milano dopo le undici di sera, e se la fame è chimica e il sesso ti ha impegnato su più
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La pecorina di gesso
Testi natalizi
di Gozzano Guido
editore: Interlinea
pagine: 64
Non ci sono solo la pecorina di gesso che «chiede umilmente permesso ai magi in adorazione» e la vecchietta che porta «chicche
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Un Natale in prigione
Ricordo di guerra
di Denti Roberto
editore: Interlinea
pagine: 45
Nel dicembre del 1944 Roberto Denti si trova nelle carceri di Cremona
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Shoeless Joe
di William P. Kinsella
editore: 66thand2nd
pagine: 297
Ray ha una fattoria in Iowa, dove vive con la moglie Annie e la figlia Karin
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Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo
di Massimo Montanari
editore: Laterza
pagine: 218
Perché il pane è un simbolo di civiltà? Cosa può insegnarci la pasta sul rapporto tra forma e sostanza? Che cosa significa dividere le carni, e non poter dividere la minestra? Ricercare la ricetta perfetta è ideologicamente corretto? Le ricette di cucina hanno qualcosa in comune con le ricette del medico? Perché al barbecue cucinano sempre i maschi? I piccoli gesti della vita quotidiana hanno un senso quasi mai banale. Aiutano a riflettere su quello che accade ogni giorno intorno a noi, sul nostro rapporto col mondo, con gli altri, con noi stessi. "Un'idea a cui sono particolarmente affezionato", scrive Montanari, "è che le pratiche di cucina non solo costituiscono un decisivo tassello del patrimonio culturale di una società, ma in molti casi rivelano meccanismi fondamentali del nostro agire materiale e intellettuale. La cucina può così essere assunta come metafora della vita, a meno che non ammettiamo che la vita stessa sia metafora della cucina".
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Per questo. Alle radici di una morte annunciata. Articoli 1999-2006
di Anna Politkovskaja
editore: Adelphi
pagine: 489
Di tutti i libri di Anna Politkovskaja, questo, uscito dopo il suo assassinio, è il più tragico e potente: ci dice infatti il perché di un destino, consenten di leggere in successione le cronache che nel tempo hanno decretato la fine di una vita. Gli articoli sono stati raccolti grazie al lavoro appassionato dei giornalisti di "Novaja gazeta", dei figli e della sorella di Anna Politkovskaj ne è uscito un documento dove testi pubblicati e altri ancora inediti o incomp promemoria personali e testimonianze confluiscono in una sorta di ininterrotto reportage sulla Russia contemporanea, dall'ottobre 1999 a fine settembre 2006, pochi giorni prima della morte avvenuta il 7 ottobre nell'androne di casa per mano di un killer. Il 19 febbraio 2009 un tribunale moscovita ha assolto i tre imputati del delitto, ma il 25 giugno la Corte Suprema ha annullato "per significative violazioni procedurali" la sentenza di assoluzione. Il processo dunque si rifarà. Per Anna Politkovskaja l'unico giornalismo possibile era un giornalismo "sanitario" - così lei lo definiva -, teso a proclamare una verità che si imprime nella memoria anche grazie al vigore dello stile, al senso dello humour, all'alta percettività nello scandagliare l'anima di vincitori e vinti. Il campo di indagine è vastissimo, ma qui gli scenari già delineati nei libri precedenti vengono ripercorsi con nuovi dettagli e approfondimenti rivelatori.
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Lettera a Milena
di Jana Cerná
editore: Forum Edizioni
pagine: 152
Il libro racconta la vita e il carattere di Milena Jesenská, la giornalista praghese morta nel 1945 nel campo di concentramento di Ravensbrück, dove fu deportata a causa della sua attività nella resistenza antinazista. L'intensa narrazione si deve alla penna di Jana Cerná Krejcarová, la scapigliata figlia di Milena, che della celebre madre traccia un ritratto vivido e autentico, affrontando anche il tema della storia d'amore di Milena e Franz Kafka. Nei ricordi della giovane Jana si impone inoltre il fascino della Praga avanguardistica: tra le due guerre Milena e il marito, l'architetto Jaromír Krejcar, appartenevano infatti all'élite letteraria e artistica della capitale boema. È questa la prima traduzione italiana dell'originale ceco. Le fotografie del volume sono di Michaela Pulpánová.
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C'è un inverno di troppo
di Claudio Minoia
editore: Ibis
pagine: 28
Claudio Minoia ha scritto questo intenso romanzo che per certi versi completa il percorso narrativo delle due opere precedenti: il primo romanzo si caratterizzava per una trama più misteriosa, per una specie di agnizione del personaggio femminile che percorre la storia. Nel secondo c'era invece una sorta di percorso solitario che portava il protagonista a ritrovare, nell'incontro con gli altri, la sua identità perduta. La stessa capacità di costruire una storia sincera e credibile, la ritroviamo anche qui. Ma ritroviamo anche (e forse anche ulteriormente raffinato) un uso abile del dialogo e una caratterizzazione piena dei personaggi, di cui progressivamente riusciamo a cogliere anche le più nascoste sfumature dei sentimenti, grazie alla prosa attenta e delicata dell'autore.
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