fbevnts Narrativa contemporanea - tutti i libri per gli amanti del genere Narrativa contemporanea - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 1447
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Narrativa contemporanea

La stirpe di Salomone

editore: Longanesi

pagine: 475

Baghdad, 2003: l'invasione americana apre la strada al saccheggio del museo nazionale, da cui spariscono capolavori di valore
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Questo è un uomo

di Davide Camarrone

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 90

Una donna che "indossava una veste colorata di giallo, rosso, e verde e ciascuno dei colori virava su una tonalità inconsueta; sul capo portava un foulard di seta grezza che ripeteva esattamente quei colori; era alta, di proporzioni assai generose, ed era, soprattutto, nera: di un nero così intenso e vellutato che avrebbe potuto ricordare certi giorni nei quali il sole non ha pietà di alcuno e prosciuga le carni, le brucia, e certe notti del deserto, quando la luna si nasconde, svelando le stelle", si presenta, per più giorni ripetutamente, alla portineria del "Corriere della Sera". "Je voudrais parler avec un joumaliste" ripete, e quando finalmente riesce a richiamare l'attenzione di un anziano giornalista, aggiunge: "de Boucouba Osea". Il nome fa sussultare chi l'ascolta. Osea Boucouba, figlio di immigrati, naturalizzato italiano, inviato speciale del giornale, due anni prima aveva lasciato Milano per un servizio più impegnativo: aveva scelto di perdersi nel cuore di tenebra della clandestinità dall'Africa all'Italia per raccontarlo. Adesso questa donna tranquilla e altera viene a riconsegnarne la memoria.
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L'affare Kurilov

di Némirovsky Irène

editore: Adelphi

pagine: 192

Non è un caso che il Comitato rivoluzionario affidi la missione di "liquidare" Valerian Aleksandrovic Kurilov, l'odiato minist
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Le cose che non ho detto

di Azar Nafisi

editore: Adelphi

pagine: 342

Innamorarsi a Teheran, guardare i Fratelli Marx a Teheran, leggere Lolita a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un ritratto del padre, sindaco di Teheran all'epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. È la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell'autrice con il padre. Ma anche e soprattutto la rivelazione di come a volte le dittature sembrino riprodurre i silenzi, i ricatti, le doppie verità su cui si regge il primo, e più perfetto, sistema totalitario: la famiglia. Chi conosce Nafisi sa già cosa troverà, qui, in ogni pagina: l'emozione di leggere sempre qualcosa di autentico e temerario. Qualcosa che arriva dalle strade e dai giardini di Teheran come dalle pagine di Firdusi o dei grandi cantastorie persiani. E ci riguarda molto da vicino.
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Il libro Franza

di Ingeborg Bachmann

editore: Adelphi

pagine: 377

"Il libro Franza" non è solo un viaggio attraverso una malattia. Cause di morte, tra queste rientrano anche i delitti. Questo è un libro che parla di un delitto. Esso tenta di far conoscere, di ricercare qualcosa che non è scomparso dal mondo. Oggi è soltanto infinitamente più difficile commettere delitti, ecco perché questi delitti sono tanto sublimi che quasi non riusciamo ad accorgercene e a comprenderli, benché vengano commessi ogni giorno nel nostro ambiente, tra i nostri vicini di casa". Queste parole, che non potrebbero essere più chiare, le leggiamo in una delle cinque prefazioni d'autore presenti nella presente edizione del "Libro Franza", dove i materiali radunati e pubblicati per la prima volta nel 1978 vengono sottoposti a un radicale riassetto filologico da cui riaffiorano, tra l'altro, importanti tasselli mancanti nella versione precedente e destinati ad agevolarne la comprensione. In queste pagine postume la grande scrittrice austriaca mette a nudo, dolorosamente, e raggiungendo a tratti il calor bianco della furia e della lucidità, quello che era il presupposto dell'intero ciclo "Cause di morte", avviato con "Molina" e rimasto incompiuto: una catena di delitti invisibili, di "sublimi" assassinii dell'anima, crimini che "avvengono senza spargimento di sangue" e spesso si presentano come atti innocui o addirittura altruistici e disinteressati.
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Lettera di una sconosciuta

di Stefan Zweig

editore: Adelphi

pagine: 83

"A te, che non mi hai mai conosciuta": è questa l'intestazione della lettera che, nel giorno del suo compleanno, riceve un romanziere viennese, un quarantenne di bell'aspetto a cui la vita ha offerto i suoi doni più ambiti: la ricchezza, la fama e un fascino "morbido e avvolgente" a cui è impossibile resistere. "Ieri il mio bambino è morto": così esordisce la misteriosa scrivente, e continua: "adesso al mondo mi sei rimasto solo tu, tu che di me non sai nulla". Quando lui leggerà quelle righe, lei sarà già morta: per questo, solo per questo, concede a se stessa di raccontargli la propria vita la vita di una creatura che per più di quindici anni (prima bambina, poi adolescente, e poi donna) gli ha votato, "con la dedizione di una schiava, di un cane", un amore "disperato, umile, sottomesso, attento e appassionato", senza mai rivelargli il proprio nome, senza mai chiedere nulla, ottenendo in cambio solo poche notti d'amore e portandosi dentro un unico, struggente desiderio: che incontrandola, almeno una volta, la riconoscesse. Ma quasi sempre il volto di una donna rappresenta per l'uomo "solo lo specchio di una passione, di un gesto infantile, di un moto di stanchezza, e svanisce altrettanto facilmente di un'immagine allo specchio". E il destino di lei è stato di non essere mai riconosciuta. La descrizione di un labirinto di amore assoluto, un ritratto di donna ardente e viva e, al tempo stesso, immateriale come "una musica lontana".
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Suggerimenti di buon vivere dettati da Grancesco Sforza pel figliolo Galeazzo Maria

di Giannni Brera

editore: La vita felice

pagine: 96

Francesco Sforza ha dato a questi suoi precetti la forma di decalogo. Leggendoli, la figura del duca di Milano rivela una insospettata umanità.
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La mia matrigna va al liceo

di Marion Ruggieri

editore: Fazi

pagine: 153

Cosa significa avere un padre che è un eterno adolescente, un playboy belloccio e pieno di donne con una fastidiosa vocazione a confidarsi con la figlia? Big ha trent'anni, il padre quasi sessanta; col tempo è diventata la depositaria dei suoi dettagliati resoconti sessuali, delle sue misure d'igiene e di profilassi, dei suoi gusti, strategie, tattiche. Attraverso il racconto di una manciata di cene di compleanno (a tredici, a venti, a venticinque e a trent'anni), Big diventa così la cronista delle evoluzioni del libertinaggio paterno: ultima tappa, l'infatuazione per una diciassettenne bigotta e scollacciata che dorme all'ombra di un enorme crocifisso, si veste come la lolita di un film a luci rosse e progetta di regalarle una nidiata di fratellini.
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Musica leggera

di Daniele Garbuglia

editore: Casagrande

pagine: 128

Un ragazzo perde il padre in un incidente stradale e si ritrova all'improvviso sospeso nel vuoto
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I miei premi

di Bernhard Thomas

editore: Adelphi

pagine: 133

Supremamente ottuso è per Bernhard il mondo dei premi letterari, di cui traccia un ritratto insieme crudele e divertentissimo,
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Il prisma e lo specchio. Testi ritrovati (1919-1929)

di Jorge L. Borges

editore: Adelphi

pagine: 283

Fra il 1923 e il 1929 Borges pubblica tre volumi di poesia su cui in seguito interverrà radicalmente, e tre di prosa che saranno ripudiati. Tutti gli altri scritti - dispersi per lo più in periodici e riviste - cui era affidata l'insolente riflessione di quegli anni verranno dimenticati. E si capisce: ansioso di giustificare una tumultuosa militanza ultraista, ma soprattutto di "disanchilosare l'arte" e di difendere la sua poesia, Borges dichiara la supremazia dell'"estetica attiva dei prismi", capace di forgiare una visione personale, sull'"estetica passiva degli specchi", che trasforma l'arte in copia; addita nel ritmo, elemento acustico, e nella metafora, elemento luminoso, gli strumenti imprescindibili di tale rivoluzione; regola impavido i conti con i morti e i loro esercizi di retorica; stigmatizza risolutamente il "nulla immobile" della letteratura coeva, preoccupata solo di cambiare di posto alle "cianfrusaglie ornamentali" che pretendono di discendere da Góngora e di "infilzare in quantità infinite i consunti aggettivi"; celebra una Buenos Aires che nelle "ore orfane che vivono come spaventate dagli altri e delle quali nessuno si cura" diventa libertà di poesia, ed esalta l'ultimo tango, "zolletta di zucchero che da sola addolcisce la città offuscata e molle". Viene qui proposta una scelta dei più significativi scritti dispersi del periodo 1919-1929, tratti dal primo volume dei Textos recobrados (Buenos Aires, 1997).
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Manuale di investigazione

di Berry Jedediah

editore: Adelphi

pagine: 283

L'Agenzia investiga su tutto, e su tutti
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