Narrativa contemporanea
Igiene dell'assassino
di Amelie Nothomb
editore: Voland
pagine: 155
Al premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach restano solo due mesi di vita. La stampa di tutto il mondo gli implora un'ultima intervista ma lo scrittore, feroce misantropo, si è chiuso da anni in un silenzio segreto. Solo cinque giornalisti riusciranno a incontrarlo. Dei primi quattro, il geniale romanziere si prenderà sadicamente gioco e con una dialettica in cui si mescolano logica e malafede riuscirà ad annientarli sia sul piano personale sia su quello professionale. Il quinto invece, una donna, riuscirà a tenergli testa e avere la meglio su di lui: l'intervista diventerà interrogatorio e poi duello senza respiro. Ne verrà fuori, poco a poco, un ritratto di Prétextat Tach del tutto inedito.
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Sotto il sole
di Kehlmann Daniel
editore: Voland
pagine: 128
Un patrimonio ingente finisce per sbaglio sul conto corrente di un piccolo impiegato, che decide di sfruttare l'occasione
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Quando ero divertente
di Tuil Karine
editore: Voland
pagine: 224
Quale sarà il futuro di un comico francese paranoico e senza impiego accompagnato da un cane nevrotico e da un anziano comunis
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Nessuno mi vedrà piangere
di Cristina Rivera Garza
editore: Voland
pagine: 256
1920: Joaquín Buitrago si dedica a fotografare gli interni del manicomio messicano La Castaneda dove incontra Matilda Burgos. Ossessionato dalla donna, crede di averla conosciuta anni prima in un celebre bordello, e inizia a documentarsi sulla sua identità. La marea di ricordi che sorgono dalla turbolenta esistenza di Matilda provoca anche nel fotografo una riflessione sulla propria vita. Un viaggio nel passato che forse salverà entrambi dalla sconfitta morale a cui sono destinati.
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Né di Eva né di Adamo
di Amelie Nothomb
editore: Voland
pagine: 160
Amélie torna in Giappone ma abbandona i tragicomici panni di impiegata nella multinazionale Yumimoto, vicenda narrata in "Stupore e tremori", e si concentra sulle peripezie sentimentali di quel periodo. Rinri è il suo fidanzato giapponese, bello e ricco, li lega un amore bizzarro ma non privo di poesia, raccontato con il solito umorismo, affondando lo sguardo chirurgico che le è proprio nell'incandescente universo dell'amore. Ma l'emozione più grande e la relazione più forte è ancora una volta quella che lega l'autrice al paese in cui è nata, e dove ha trascorso gli anni mitici dell'infanzia.
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Com'è grande la città
di Pischedda Bruno
editore: Shake
pagine: 252
Da piccolo, per gioco, trafuga le ossa dei morti, cerca di far deragliare i treni, ruba tutto quel che gli capita a tiro, si s
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I jeunes-France. Romanzi beffardi. Testo francese a fronte
di Gautier Théophile
editore: Le Lettere
pagine: 206
Preceduti da una prefazione ironicamente autobiografica, questi "romanzi beffardi" offrono un divertito défilé di "jeunes-Fran
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La valigia di Agafia
di Marta Franceschini
editore: Marlin (Cava de' Tirreni)
pagine: 102
Dalla miseria del suo villaggio, dove ha cominciato a lavorare dall'infanzia raccogliendo tabacco nelle piantagioni Agafia, si
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L'uno dall'altro
di Kerr Philip
editore: Passigli
pagine: 400
Bernie Gunther, l'iconoclasta detective privato della serie di thrillers storici conosciuta come 'Trilogia Berlinese', torna i
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Mestieri di scrittori
di Daria Galateria
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 215
Alla ricerca dell'agiatezza, o magari solo per sopravvivere, gli scrittori si sono dedicati ai mestieri più vari, da saltimbanco a cercatore d'oro, da fornaio a industriale, da contrabbandiere d'oppio a fuochista in Cina: e poi piloti, tagliatori di teste, poliziotti, medici, doganieri, piazzisti di bigiotteria; tutti lavori che hanno finito per affacciarsi nella scrittura. Il mestiere più prestigioso lo ha praticato Malraux, che è stato ministro; Jack London ha collezionato infiniti mestieri, fu per esempio fiociniere su baleniere dell'Artico; Colette aprì nel 1932 un istituto di bellezza; George Orwell dalla Polizia Imperiale in Birmania passò a miserrime condizioni, lavapiatti e barbone; pensava di conoscere così il mondo e guadagnarsi la condizione di letterato. Gorkij fece mille cose: come sguattero sul Volga conobbe il cuoco che gli fece conoscere i libri. Saint-Exupéry pensava che il suo vero mestiere fosse l'aviazione. Italo Svevo, per fare il grande industriale, smise di scrivere: gli bastava una riga per renderlo inetto al lavoro pratico per una settimana.
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