Narrativa contemporanea
La sovrana lettrice
di Alan Bennett
editore: Adelphi
pagine: 95
A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d'Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga.
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Villa in Brianza
di Gadda Carlo E.
editore: Adelphi
pagine: 67
Un padre animato dalla passione per i campi e la salubrità dell'aria ma inetto e dissipatore, una madre virtuosa e colta ma in
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Memorie del primo amore
di Giacomo Leopardi
editore: Adelphi
pagine: 62
Un breve incontro, una passione che è memoria e immagine, e il lungo solco che lascia dietro di sé nell'inesorabile autoanalis
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Regole di ingaggio
di Langewiesche William
editore: Adelphi
pagine: 80
Al-Haditha, Iraq, 25 novembre 2005
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Piccolo manuale del perfetto avventuriero
di Mac Orlan Pierre
editore: Adelphi
pagine: 72
Il libro che svela il vero significato di una parola che molti capiscono ma nessuno sa definire
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Un po' di compassione
di Rosa Luxemburg
editore: Adelphi
pagine: 65
Nel carcere di Breslavia, pochi mesi prima di venire trucidata, Rosa Luxemburg assiste a una scena di inusitata violenza nei confronti di due animali, e la descrive in una lettera alla sua amica Sonia Liebknecht. Da quel breve testo si dipartirà nel tempo una serie di cerchi concentrici, come se una stessa goccia di esperienza non potesse non far scaturire altre parole illuminanti, che provengono - per vie imprevedibili - da Karl Kraus, da Kafka, da Canetti, da Joseph Roth e da un'ignota lettrice della "Fackel". Questo è un piccolo libro polifonico, fondato sull'affinità delle voci e convergente verso uno stesso punto: la muta sofferenza animale.
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I Viceré
di Federico De Roberto
editore: E/O
pagine: 717
Sicilia. Fine Ottocento. Al centro del libro, quanto del film che ne è stato tratto da Roberto Faenza, è la critica del trasformismo delle classi dirigenti abbarbicate al potere e disposte, per mantenerlo, a cambiare spregiudicatamente bandiere e ideologie e a saltare sul carro del vincitore di turno; perfino delle rivoluzioni, se la posta in gioco è quella di vanificare il mutamento, di perpetuare il dominio. "Forse è venuto il tempo di Federico De Roberto" - scrive Antonio Di Grado nella sua introduzione. "Forse il lettore adulto, laico, postideologico, avvezzo al dubbio e alla demistificazione che la sua opera pretende, è già alla soglia di questo incontro decisivo: con uno dei capolavori della letteratura europea tra Otto e Novecento, con la più radicale e spietata autoanalisi che una nazione e i suoi intellettuali abbiano formulato della loro storia politica e civile e della natura e del ruolo delle loro élite dirigenti".
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I quaderni del pianto
di Serrano Marcela
editore: Feltrinelli
pagine: 128
Nel suo ultimo romanzo Marcela Serrano affronta la tragedia dei bambini rapiti per venderne gli organi o per essere dati in ad
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Storia della felicità
Dall'antichità a oggi
di McMahon Darrin M.
editore: Garzanti Libri
pagine: 594
Gli esseri umani oggi ritengono che la felicità sia un diritto di natura
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1982
Memorie di un giovane vecchio
di Alajmo roberto
editore: Laterza
pagine: 166
Sì, effettivamente
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Come le mosche d'autunno
di Irène Némirovsky
editore: Adelphi
pagine: 99
È lei, Tat'jana Ivanovna, la vecchia nutrice, a preparare i bagagli di Jurij e di Kirill, i ragazzi che partono per la guerra; ed è lei a tracciare il segno della croce sopra la slitta che li porterà via nella notte gelata. Sarà ancora lei a rimanere di guardia alla grande tenuta dei Karin allorché la famiglia dovrà, come tanti, rifugiarsi a Odessa e ad accogliere Jurij quando tornerà, sfinito, braccato. Né si perderà d'animo, la vecchia nutrice, quando dovrà camminare tre mesi per raggiungere i padroni e consegnare loro i diamanti che ha cucito a uno a uno nell'orlo della gonna. Grazie a quelli potranno pagarsi il viaggio fino a Marsiglia, e proseguire poi per Parigi. Nel piccolo appartamento buio che hanno preso in affitto Tat'jana vede i Karin girare in tondo, dalla mattina alla sera, come fanno le mosche in autunno. Lei, che è stata testimone del loro splendore, che li ha visti crescere, che li ha curati e amati per due generazioni con fedeltà inesausta, li vedrà adesso vendere le posate, i pizzi, perfino le icone che hanno portato con sé. Sembra che nessuno di loro voglia ricordare ciò che è stato; solo lei, Tat'jana Ivanovna, ricorda: così una notte, quella della vigilia di Natale, mentre tutti sono fuori a festeggiare, si avvia da sola, avvolta nel suo scialle, verso la Senna.
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Il verificazionista
di Donald Antrim
editore: Minimum fax
pagine: 180
Una sera di aprile, gli specialisti di un istituto psichiatrico si ritrovano in una tavola calda specializzata in frittelle e dolci da prima colazione per scambiarsi pareri professionali e cordialità varie. Ma Tom, lo psicologo promotore dell'iniziativa, porta troppo oltre l'informalità della serata e sta per innescare una guerra a suon di molliche di toast quando un robusto collega lo afferra in una morsa, immobilizzandolo. Stretto fra le sue braccia, Tom ha una strabiliante esperienza di distacco dal corpo: levitando sopra i tavoli del ristorante passa in rassegna le gioie e i dolori del proprio matrimonio, vive una storia d'amore con la giovanissima cameriera, spia i flirt fra colleghi, cercando di offrire al lettore improbabili ed esilaranti prove della "verificabilità delle esperienze emotive". Un romanzo in cui la parodia della psicanalisi incontra il ritratto irriverente delle umane debolezze.
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