Narrativa contemporanea
Kafka sulla spiaggia
di Murakami Haruki
editore: Einaudi
pagine: 518
Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si
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Il figlio di Bakunìn
di Sergio Atzeni
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 153
Sergio Atzeni è uno scrittore giovane di radici - inevitabili radici, si apprende leggendolo - sarde, affondate in una cultura distillata e in un sentimento popolari (e nazionali, se la Sardegna è nazione). Più che al ritratto o al paesaggio, conseguentemente il suo raccontare rassomiglia all'affresco: scene e figure dislocate nello spazio della narrazione, ciascuna gravata di una sua vicenda e di suoi simbolismi. Era così il primo romanzo, Apologo del giudice bandito. Ancora di più questo, "Il figlio di Bakunìn": Tullio Saba, anarchico che attraversa il Novecento, solitario incantatore, capopopolo medievaleggiante in un mondo che si modernizza dolorosamente. A lui guardano un numero di visi e di figure diversamente segnate, o sagome passanti che lo incrociarono. E lo raccontano chiedendosi chi sia stato; ma raccontando soprattutto di loro. E chi sia fattualmente questo figlio di Bakunìn, alla fine sfuma nelle opinioni, nelle testimonianze, nelle credenze: se sia ladro e assassino o ribelle, se morto o fuggiasco, se appassionato amante o profittatore: se sia traditore o eroe (per citare un famoso racconto di Borges in cui in un gioco di specchi si perde la realtà storica di un personaggio). Solo che il gioco di specchi di Atzeni non ha a che fare con la metafisica della inafferrabilità, piuttosto con la libertà e la sua leggenda. E della leggenda della libertà - vale a dire dei modi in cui la libertà è tramandata, sognata, raffigurata da un popolo - Atzeni raggiunge l'essenza.
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Pugni
di Pietro Grossi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 219
"Boxe", il primo di tre ritratti di giovani alle prese con l'iniziazione alla vita, parla di palestre e odori di corpi, di sacrifici e rese smargiasse, della prova e della sfida, della rivelazione folgorante del senso segreto della vita, dando la sensazione di un arco che si tende al limite della rottura. "Cavalli", il secondo, ha come un andamento di ballata e fa sentire spazi aperti: due fratelli ricevono dal padre due cavalli e il via al loro destino. "Fu subito chiaro a tutti che i cavalli avrebbero portato i due fratelli in luoghi diversi" e il primo usa il suo per andare e venire dalla città in esperienze e avventure; l'altro resta, col laborioso intento di metter su un allevamento. Una ferita aperta da lavare li ritrova fianco a fianco e svela chi è già uomo e chi deve ancora diventarlo. Se i primi due hanno a che fare con l'impresa di giovani uomini di diventare ciò che sono, il terzo racconto, "La scimmia", narra la voglia di sparire come strada possibile in agguato, e rappresenta la fragilità invincibile degli esseri: l'amico conosciuto come più ricco, più fortunato, improvvisamente decide di essere una scimmia, e il velo impenetrabile del delirio mostra un certo senso della vita che da quel momento si attacca all'amico sano come il doppio che sta sempre accanto.
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Río Quibú
di Ronaldo Menéndez
editore: Fazi
pagine: 159
"Quando lessi per la prima volta Menéndez fui colto da una sindrome d'astinenza. Quella lettura mi aveva lasciato con l'acquolina in bocca. Per fortuna adesso abbiamo "Río Quibú" per saziare la fame di buona letteratura che lasciano le storie di Ronaldo Menéndez. Pochi autori sanno padroneggiare così bene un linguaggio, senza artifici e trucchi che facciano ombra a una storia irriverente e dura come questa: quella di un adolescente che si rifugia nell'inferno di povertà accanto al fiume Quibú, per indagare, far luce e decidere come agire dopo lo stupro e l'assassinio di sua madre. Ronaldo Menéndez ancora una volta ci stupisce con una galleria di personaggi tracciati con poche precise pennellate e con una prosa che è al tempo stesso tagliente e intensamente poetica. "Río Quibú" è un romanzo pieno di sorprese nella migliore accezione del termine: in queste pagine c'è un modo nuovo di raccontare, profondamente autentico e universalmente cubano. "Con Río Quibú", Ronaldo Menéndez si conferma come uno degli scrittori più autorevoli e al contempo come fondatore di una letteratura che dà identità al ventunesimo secolo." (Luís Sepulveda)
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Il birraio di Preston
di Camilleri Andrea
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 315
Si capisce, leggendo Camilleri, che il suo piacere letterario maggiore, raccontando vicende della provincia siciliana (fatti v
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Stella distante
di Bolaño Roberto
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 204
La prima volta che vidi Carlos Wieder fu nel 1971 o forse nel 1972 quando Allende era presidente del Cile
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Riti di morte
di Giménez Bartlett Alicia
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 474
Riti di morte è la prima avventura investigativa della coppia Petra Delicado, ispettore della policía nacional di Barcellona,
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Testimone inconsapevole
di Carofiglio Gianrico
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 376
stato ucciso un bambino di nove anni
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Tigre reale
di Giovanni Verga
editore: Perrone
Questo racconto lungo appartiene ad un momento molto particolare del percorso letterario dello scrittore siciliano, un momento
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Fuga dal mondo
di Vittorino Andreoli
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 248
"Fuga dal mondo" è un'opera polifonica, che affianca un tormentato romanzo familiare, "Novecento italiano", a uno scritto più allegorico, "Tzero", teso a illuminare i fondamenti filosofici della narrazione. Verona, seconda metà del secolo scorso. Angelo Spini, erede di generazioni e generazioni di contadini, si affranca dal suo passato studiando e inventandosi un lavoro: quello appunto di inventore, di idee, progetti, marchi, slogan. Ben presto però si accorge che il suo bisogno di rivalsa sociale lo rende schiavo del potere, proprio di quel potere da cui avrebbe voluto liberare se stesso e la sua storia. Si costruisce allora una villa in collina a forma di cubo, sull'orlo di un precipizio, dove trovare la pace fuggendo dal mondo. Come se fosse il lato oscuro e inconscio della stessa storia, Tzero squarcia il velo di realismo che nasconde altre, più intense verità. Qui Andreoli scardina le strutture del romanzo classico per lasciare spazio a voci che dialogano in libertà sul mondo, la sua origine, la sua fine. Sul filo del delirio seguiamo i passi di un monaco, alter ego di Angelo Spini, che a sua volta si rifugia in un cubo, chiudendosi a qualunque ingerenza esterna. Vittorino Andreoli, attraverso questi due percorsi paralleli, torna ancora una volta a offrire la sua interpretazione della condizione umana, intessuta di paura, di solitudine e follia.
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Ritorno nella valle degli angeli
di Carofiglio Francesco
editore: Marsilio
pagine: 197
Vincenzo Lauria torna in Italia in occasione della morte del padre
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