Narrativa contemporanea
Murad Murad
di Suad Amiry
editore: Feltrinelli
pagine: 172
Cambiare sesso. Suad Amiry sa benissimo che è questo l'unico modo per raccontare la paradossale condizione dei lavoratori palestinesi costretti a superare il confine con Israele per trovare lavoro. E così fa. Suad si traveste da uomo e raggiunge nottetempo un villaggio vicino a Ramallah da dove comincia il suo viaggio, lungo le strade costeggiate di olivi che conducono in Israele, insieme al fido Mohammad, a Murad - sfrontato, grezzo, tamarro, un ragazzo come tanti - e ai loro amici. Ridono, scherzano, parlano del lavoro che, forse, li aspetta al di là del confine, ma la testa è sempre altrove: ai soldati israeliani che potrebbero arrestarli da un momento all'altro, alla diffida che riceverebbero se venissero presi e che sancirebbe una "carcerazione preventiva", alla pallottola sparata da qualche cecchino nascosto tra gli alberi. Quando, dopo una marcia sulle colline e una serie di traversie, riescono infine a superare il muro e a mettere piede in Israele, è tardi: il lavoro non c'è più. Si confondono con i civili israeliani e salgono su un autobus per cominciare il viaggio di ritorno verso casa. Davanti a loro un paesaggio non ignoto ma visto forse per la prima volta con occhi diversi: tutto quello che era stato "palestinese" non c'è più, non c'è più memoria dell'architettura, delle coltivazioni, della vita quotidiana di un popolo che lì è vissuto per secoli.
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La morte di Bunny Munro
di Nick Cave
editore: Feltrinelli
pagine: 261
L'ultimo viaggio di un commesso viaggiatore alla ricerca di un'anima
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Velocemente da nessuna parte
di Grazia Verasani
editore: Feltrinelli
pagine: 186
Torna in questo noir la protagonista di "Quo vadis, baby?": l'investigatrice privata Giorgia Cantini. Quarantenne single, "tenera con rabbia", disincantata in amore, che ama bere e ascoltare musica. Un giorno, nella sua agenzia investigativa di Bologna, si presenta Dora, che le affida un caso di sparizione: vuole scoprire cosa sia accaduto all'amica Vanessa. Van, come la chiamano tutti, è una giovane prostituta che conduce una vita solitaria e ha un figlio di dieci anni, Willy. Ora è scomparsa senza lasciare apparentemente traccia. Giorgia inizia a indagare concentrandosi sulle confessioni affidate da Van a un diario. Si immerge nella realtà di una provincia ipocrita e corrotta, e si scontra con le dinamiche di una famiglia dal passato ingombrante. Facendo avanti e indietro tra una Bologna afosa e deserta e Sasso Marconi dove abita la famiglia di Van, Giorgia approfondisce la conoscenza della madre Lena, del nonno Rolando, partigiano della seconda guerra mondiale, e di Willy. Riesce, grazie all'intuito, alla sensibilità e alla musica degli Smiths, a cogliere le più lievi sfumature emotive delle persone coinvolte nel caso e a captare i segni di una tragedia che ha le sue radici in antiche violenze e ferite non rimarginabili. Fino a scoprire un'atroce verità, in cui non mancano colpi di scena e si compie un inevitabile destino.
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Vorrei che fosse amore
di Buxbaum Julie
editore: Piemme
pagine: 348
Sulla carta, la vita di Emily Haxby è perfetta
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La ragazza senza volto
di Nesbo Jo
editore: Piemme
pagine: 524
La città di Oslo è sommersa da una spessa coltre di neve e tutti, come ogni anno, aspettano con impazienza il Natale
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Diceria dell'untore
di Gesualdo Bufalino
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 213
Nel 1946, in un sanatorio della Conca d'oro - castello d'Atlante e campo di sterminio - alcuni singolari personaggi, reduci dalla guerra, e presumibilmente inguaribili, duellano debolmente con se stessi e con gli altri, in attesa della morte. Lunghi duelli di gesti e di parole; di parole soprattutto: febbricitanti, tenere, barocche - a gara con il barocco di una terra che ama l'iperbole e l'eccesso. Tema dominante, la morte: e si dirama sottilmente, si mimetizza, si nasconde, svaria, musicalmente riappare. E questo sotto i drappeggi di una scrittura in bilico fra strazio e falsetto, e in uno spazio che è sempre al di qua o al di là della storia - e potrebbe anche simulare un palcoscenico o la nebbia di un sogno... "Ingegnoso nemico di se stesso", finora sfuggito a ogni tentazione e proposta di pubblicare, uomo, insomma, che ha letto tutti i libri senza cedere a pubblicarne uno suo, Gesualdo Bufalino - professore a Comiso, oggi sessantenne - è con questa "Diceria" al suo primo libro. Scritta negli anni, come lui dice, "della glaciazione neorealista", questa contemplazione viene alle stampe in un tempo meno gelido, più sciolto e più libero perché sia giustamente apprezzata.
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Carta bianca
di Carlo Lucarelli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 160
Aprile 1945. Negli ultimi giorni della repubblica di Salò, un omicidio dei quartieri alti apre a chi indaga squarci sul mondo dei gerarchi, su un traffico finanziario-spionistico tra il regime e i nazisti, sulla corruzione di una classe dirigente dai giorni contati. E a poche ore dal crollo finale, il commissario De Luca scopre una torbida verità e, nella confusione e la paura, è chiamato a una scelta. "Carta bianca" è un racconto giallo a pretesto, in cui è il fascismo pretesto per la trama poliziesca e per quella caratteristica interrogazione morale in cui il giallo confluisce. Dittature e totalitarismi si prestano infatti a quelle situazioni di precarietà del diritto in cui la malinconia, connaturata a chi investigando fruga nelle vite, diventa l'ultimo rifugio del senso di giustizia.
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Il quaderno azzurro
di Levine James A.
editore: Piemme
pagine: 293
Batuk ha quindici anni e due tesori: la sua bellezza e una matita
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Trattali male
Perché agli uomini piace soffrire
di Stergiopoulos Gerry
editore: Piemme
pagine: 201
Trattali male e ti correranno dietro recita un vecchio adagio
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Ferdinand, o il viaggio da Pietroburgo al nulla
di Ja. M. Senkin
editore: Voland
pagine: 192
Apparentemente un diario di viaggio, questo pellegrinaggio attraverso la Russia è in realtà una cavalcata a briglia sciolta nella fantasia dell'autore. Con la sola compagnia di un blocco per appunti e di una bottiglia di vodka, il narratore attraversa una ventina di centri abitati, reali o inventati, e a ogni sosta è legato un racconto. Dalla favola surreale all'articolo di giornale, dall'aneddoto storico alla fiaba, un avvincente susseguirsi di storie folli in direzione del "nulla".
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