Politica e attualità
Sistemi di potere
Conversazioni sulle nuove sfide globali
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 185
In questa serie di colloqui, l'ottantacinquenne linguista e politologo statunitense analizza il mondo contemporaneo e le tensi
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I servizi pubblici locali
Dall'ideologia al pragmatismo
di De Girolamo Alfredo
editore: Donzelli
Il gas, l'energia elettrica, l'acqua, i trasporti pubblici e i rifiuti sono elementi della nostra vita quotidiana, ma il modo
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Mafia e politica. All'origine di «Cosa Nostra»
di Michele Pantaleone
editore: Res gestae
pagine: 289
Esploratore del fenomeno mafioso in rapida diffusione nel cuore più povero della Sicilia, come nelle aule prestigiose dei palazzi del Potere, Pantaleone è stata una delle voci più importanti della Sinistra italiana nella lotta contro la mafia. Era originario di Villalba (CL) come il primo grande boss di levatura internazionale del Dopoguerra: Caloggero Vizzini. Pantaleone ha dunque sempre avuto una conoscenza diretta di mafiosi e metodi mafiosi e li ha contrastati con un impegno politico e morale che ne ha spesso messo a rischio la vita. "Mafia e politica" è uno scritto ancora oggi consultato e di assoluto riferimento per la comprensione del fenomeno della criminalità organizzata perché è la prima dettagliata analisi delle origine storiche della Mafia in Sicilia. Pantaleone ne tratteggia una genealogia illuminante che aiuta a comprendere come l'intreccio con il potere politico non sia frutto di una contaminazione occasionale. Mafia e politica non sono due cose separate e che possono unirsi, perché Cosa nostra nasce fin da subito come potere politico costituito all'interno di una società economica siciliana latifondista. Essa sviluppa un modello di business e di gestione dall'enorme successo, che ha avuto poi diffusione anche nel resto di Italia, come ci mostra la cronaca di questi giorni. L'isolamento degli ultimi anni è stato il prezzo che Pantaleone ha dovuto pagare per una denuncia tanto coraggiosa della criminalità organizzata.
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C'eravamo tanto amati. Italia, Europa e poi?
editore: Università Bocconi Editore
pagine: 144
Europa sì, Europa no, più Europa, meno Europa, l'Europa è morta: quasi quotidianamente, soprattutto con l'accentuarsi della crisi, i commenti si sprecano. Mentre si affrontano importanti scadenze, il 2013 viene dichiarato Anno europeo dei cittadini e si celebra il ventennale dell'entrata in vigore del Trattato di Maastricht. Il libro è una sorta di "diario di bordo" per capire e farsi un'opinione che non sia solo di pancia: il viaggio comincia proprio con le gioie e i dolori legati al Trattato di Maastricht. Si percorrono poi i successi e i fallimenti, fino alla crisi arrivata dagli Stati Uniti, che ripropone il tema di una governance economica perduta (o mai trovata). L'evaporazione del consenso popolare e la sfiducia dei mercati costringono in qualche modo a riaprire il cantiere Europa, ma gli architetti sono incerti sulla ristrutturazione da fare, sulle ditte da coinvolgere, sui tempi di consegna e anche sui futuri inquilini. Eppure non bisogna fermarsi: gli autori delineano come è possibile procedere. Prefazione di Romano Prodi.
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Efori. Antichi e moderni nei dibattiti sul potere di controllo
di Saffo Testoni Binetti
editore: Rubbettino
pagine: 162
I pensatori politici moderni ricercano nel passato i fondamenti del buon governo per la progettazione di uno Stato forte, pacifico e duraturo, ma, mentre mostrano di trarre dalla tradizione modelli di riferimento, di fatto rivoluzionano la storiografia e, sul piano politico, deformando ideologicamente le testimonianze con disinvolta consapevolezza, ne ricavano effetti profondamente innovativi. In questo modo elaborano anche l'idea del controllo del potere, per la quale si ispirano ad un ricchissimo patrimonio storico, filosofico, giuridico, etico e religioso, e discutono il mito degli efori dell'antica Sparta in un dialogo extratemporale, in cui coinvolgono i filosofi dell'antichità e gli avversari politici coevi.
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Roma
Il tramonto della città pubblica
di Erbani Francesco
editore: Laterza
pagine: 185
Roma è un caso esemplare di una condizione urbana le cui patologie affliggono la qualità del vivere e l'esistenza materiale de
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La Cina e le Nazioni Unite
Dall'esclusione al potere di veto
di Masina Pietro P.
editore: Carocci
pagine: 214
Per oltre venti anni - dal 1949 al 1971 - la rappresentanza della Cina alle Nazioni Unite è una delle questioni più controvers
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Tumulti
Moltitudini ribelli in età moderna
di De Benedictis Angela
editore: Il mulino
pagine: 300
Folle esasperate che protestano contro governi ingiusti e oppressivi; governi che condannano e reprimono l'agire dei ribelli:
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I principi della democrazia
Una ricerca nell'era dell'inter-dipendenza
di Lo Presti Alberto
editore: Città Nuova
pagine: 144
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Torniamo alla tavola
Sovranità alimentare e cultura del cibo
di Esteva Gustavo
editore: Asterios
pagine: 112
Denutrizione e fame affliggono ancora in misura inusitata e crescente una parte degli abitanti della Terra, mentre l'altra par
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La prima Repubblica (1946-1993). Storia di una democrazia difficile
di Giuseppe Bedeschi
editore: Rubbettino
pagine: 353
Questo libro rivaluta la grande esperienza del "centrismo" degasperiano, che non fu (come la maggior parte della storiografia sostiene) un periodo di conservazione, bensì di forte impegno riformatore. Esso pose le premesse del "miracolo economico", che fece dell'Italia una grande nazione industriale. Il "centro-sinistra" fu del tutto inadeguato a sostenere questo sviluppo e a correggerne gli squilibri. Tale inadeguatezza pose le premesse del lungo Sessantotto e dell'"autunno caldo" del 1969, che ebbe influssi assai negativi sull'economia e che destabilizzò la società civile. Di qui un successo sempre più grande del PCI, il quale però non riuscì mai a diventare un partito democratico, nel senso occidentale della parola. La democrazia italiana è rimasta quindi sempre, nella "prima Repubblica", una democrazia "bloccata", priva di alternanza fra schieramenti politici diversi. Tale "blocco" ha impedito qualunque rinnovamento della società e ha determinato una profonda degenerazione della politica.
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Elogio del moralismo
di Rodotà Stefano
editore: Laterza
pagine: 93
Un aureo libretto questo di Stefano Rodotà, intriso di passione, di delusione mascherata, ma anche di volontà di mutar registr
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