Politica e attualità
La lotta di classe dopo la lotta di classe
editore: Laterza
pagine: 213
La caratteristica saliente della lotta di classe alla nostra epoca è questa: la classe di quelli che possiamo definire genericamente i vincitori sta conducendo una tenace lotta di classe contro la classe dei perdenti. Dagli anni Ottanta, la lotta che era stata condotta dal basso per migliorare il proprio destino ha ceduto il posto a una lotta condotta dall'alto per recuperare i privilegi, i profitti e soprattutto il potere che erano stati in qualche misura erosi nel trentennio precedente. Questo è il mondo del lavoro nel XXI secolo, così è cambiata la fisionomia delle classi sociali, queste sono le norme e le leggi volute dalla classe dominante per rafforzare la propria posizione e difendere i propri interessi. L'armatura ideologica che sta dietro queste politiche è quella del neoliberalismo, teoria generale che ha dato un grande contributo alla finanziarizzazione del mondo e che ha avuto una presa tale da restare praticamente immutata nonostante le clamorose smentite cui la realtà l'ha esposta. La competitività che tale teoria invoca e i costi che la competitività impone ai lavoratori costituiscono una delle forme assunte dalla lotta di classe ai giorni nostri. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, marcata redistribuzione del reddito dal basso verso l'alto, politiche di austerità che minano alla base il modello sociale europeo.
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La filosofia nello spazio pubblico
editore: Il Mulino
pagine: 290
Lo spazio pubblico non è altro che uno spazio comune, un terreno intermedio che giocoforza condividiamo e che necessita di regole di comportamento per chi lo pratica, o designa l'apertura di una dimensione politica, fondata sul riconoscimento della reciproca appartenenza di interessi individuali e bene comune? Il volume, che raccoglie i frutti di un lavoro di ricerca cui hanno partecipato diversi studiosi, muove da quest'interrogativo e percorre, anche in riferimento alla dimensione pratica del filosofare, suggestive piste di approfondimento della questione. Per questa via si mette in discussione - con esiti che meritano di essere condivisi - una concezione della filosofia politica meramente procedurale, che si limiti a discutere i modi e le regole dell'agire politico, senza porre in questione su quale fondamento, niente affatto ovvio, né sempre rispettato, può costituirsi un'autentica comunità politica.
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Partiti e Stato in Italia. Le nomine pubbliche tra clientelismo e spoils system
di Fabrizio Di Mascio
editore: Il mulino
pagine: 271
Tratto distintivo della vecchia partitocrazia, le nomine dei partiti sono sopravvissute indenni al crollo della Prima Repubblica. Mentre dilagano le cronache di vicende verso cui cresce l'ostilità dell'opinione pubblica, è finora mancata un'indagine accurata sul potere di nomina nell'epoca del bipolarismo. Un vuoto colmato da questo volume, che presenta un'ampia analisi delle nomine nei ministeri, nelle agenzie e nelle autorità indipendenti, negli enti pubblici, nelle società partecipate. Parte di un progetto riguardante quindici paesi dell'Ue, la ricerca conferma che il livello di politicizzazione delle nostre amministrazioni pubbliche rimane tra i più alti in Europa. L'Italia si distingue per l'estrema personalizzazione della nuova lottizzazione, che ha contribuito a bloccare la transizione verso una moderna democrazia dell'alternanza.
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La carriera di un gentiluomo. Antonio Salandra e la ricerca di un liberalismo nazionale (1875-1922)
di Federico Lucarini
editore: Il Mulino
pagine: 382
Ricostruire la formazione accademica e l'entrata sulla scena pubblica di una personalità come quella di Antonio Salandra (1853
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Il vizio oscuro dell'Occidente. Manifesto dell'antimodernità-Sudditi. Manifesto contro la democrazia
di Massimo Fini
editore: Marsilio
pagine: 217
L'Occidente non è più in grado di concepire e di tollerare "l'altro da sé" che, in un modo o nell'altro, deve essere piegato a
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Un gioco da ragazze
Come le donne rifaranno l'Italia
di Terragni Marina
editore: Rizzoli
pagine: 186
Troppi uomini
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O i figli o il lavoro
di Valentini Chiara
editore: Feltrinelli
pagine: 224
Qualcuno l'ha paragonata a un campo di battaglia
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Occupy Wall Street. Chi siamo. Cosa vogliamo. Come faremo
di Scrittori per il 99%
editore: Feltrinelli
pagine: 224
Nessuno sa fin dove arriverà la protesta di Occupy Wall Street
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Verdi tribù del Nord
La Lega vista da un antropologo
di Aime Marco
editore: Laterza
La Lega Nord rappresenta un fenomeno politico, sociale e culturale tra i più interessanti del nostro tempo
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SpotPolitik
Perché la casta non sa comunicare
di Cosenza Giovanna
editore: Laterza
Che cos'è la SpotPolitik? È la politica che pensa che per comunicare basti scegliere uno slogan generico, due colori e qualche
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Il guscio vuoto. Metamorfosi di una democrazia
di Giuseppe D'Avanzo
editore: Laterza
pagine: 252
Un altro ventennio si è chiuso in Italia, forse si è conclusa un'epoca e sarà possibile ridare sostanza alla nostra democrazia. Per avviare la ricostruzione è necessario capire cosa è successo nell'era berlusconiana. Giuseppe D'Avanzo ha individuato i meccanismi utilizzati dal potere per portare alla deriva la nostra democrazia: la trasformazione del linguaggio politico in slogan pubblicitario, lo stravolgimento della Costituzione, la sospensione dello stato di diritto, e l'eccezione che diventa la regola. Ancor di più: D'Avanzo ha colto quella specificità tutta italiana che glorifica l'ingegno talentuoso e non il metodo, la furbizia e non la lealtà, l'inventiva e mai la preparazione, il "miracolo" e mai l'organizzazione, l'individualità e mai il collettivo. Prefazione di Franco Cordero.
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Giovani senza futuro. Proposte per una nuova politica
editore: Il mulino
pagine: 407
Mai come in questo periodo la politica e l'economia si sono occupati, almeno a parole, dei giovani. Eppure mai come in questo periodo i giovani si sono trovati a fare i conti con una situazione difficilissima, al punto da farli dubitare di quello che proprio loro dovrebbero possedere più degli altri: la fiducia nel futuro. Negli anni che hanno preceduto la crisi globale, tra il 2000 e il 2007, in Italia il tasso di occupazione giovanile - l'età di riferimento è quella compresa tra i 15 e i 29 anni - era aumentato soltanto di mezzo punto percentuale, meno che negli altri paesi europei. La differenza rimaneva molto elevata: 39,6% il tasso di occupazione nel nostro paese contro il 53,5% nella media dell'Europa dei Quindici. Con la crisi, il peggioramento delle condizioni dei giovani nel mercato del lavoro in Italia è stato forte e il tasso di occupazione è sceso di oltre 5 punti, ben più della media europea: si calcola che siano circa 2 milioni coloro che restano fuori sia dall'occupazione che dai processi di istruzione e formazione. È arrivato il momento di una nuova politica. I curatori di questo volume analizzano le migliori pratiche europee per occupare i giovani, dando voce a protagonisti e referenti a tutto campo, nello sforzo di individuare un percorso che cambi davvero l'approccio, fin qui parcellizzato, a uno dei principali problemi del nostro tempo.
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