Politica e attualità
Mistero di Stato. La strana morte dell'ispettore Donatoni
di Mario Almerighi
editore: Aliberti
pagine: 219
Ottobre 1997
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O mia bella madu'ndrina. Da Sud a Nord l'inarrestabile ascesa della 'ndrangheta
editore: Aliberti
pagine: 347
La 'ndrangheta è una malapianta che ha messo radici al Nord sin dagli anni Sessanta
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Umberto Magno. La vera storia del'imperatore della Padania
di Leonardo Facco
editore: Aliberti
pagine: 475
La vera storia di Umberto Bossi, capo assoluto della Lega Nord, raccontata da un intellettuale che per quindici anni ha credut
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Mission to Marx. Dizionario satirico della sinistra
di Luca Bottura
editore: Aliberti
pagine: 398
È vero che Rifondazione comunista s'è estinta per colpa dei meteoriti? Davvero l'Africa si sta spostando verso sud per paura c
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Colti sul Fatto. Nani e pagliacci, muffe e lombrichi di fine regime sul «Fatto Quotidiano»
di Marco Travaglio
editore: Garzanti
pagine: 449
Il 23 settembre 2009 esce il primo numero del "Fatto Quotidiano", un giornale che si caratterizza subito per la sua libertà e
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Matteo Renzi. Il rottamatore del PD
di David Allegranti
editore: Vallecchi
pagine: 216
È il 15 febbraio 2009, Matteo Renzi vince le primarie a sindaco di Firenze, di cui diventerà primo cittadino pochi mesi più tardi. Il PD scopre una faccia nuova, se non altro seminuova, un grillo parlante che vuole rottamare i dirigenti del suo partito e si presenta con la volontà di scompaginare gli assetti classici della cooptazione. Piglio decisionista e cultura pop-populista che assume tratti veltroniani ("Sono cresciuto con Kennedy e Mandela nel cuore"), il cattolico Renzi si presenta alla pubblica opinione, con cui dialoga anche attraverso Internet, come un leader postideologico dalle doti taumaturgiche per il centrosinistra. Dal liceo Dante, dove già voleva rottamare qualche segretario, all'assemblea alla Stazione Leopolda dove ha riunito quasi 7.000 persone, passando per i duelli con il partito, ecco il ritratto di un giovane leader: i tic, il modello comunicativo, la musica che ascolta, la trasversalità che lo rende interessante anche agli occhi di un elettore di centrodestra, così l'"Obama dei lungarni" - come qualcuno l'ha ribattezzato - ha lanciato l'assalto alla diligenza, o meglio alla dirigenza del Partito Democratico. Per ora il Cyberscout non si candiderà a essere il leader del PD. Così almeno ha ripetuto fin dal giorno dell'intervista in cui ha detto di voler mandare in pensione D'Alema e Veltroni: "Fare il sindaco di Firenze è il mestiere più bello del mondo". Per il futuro, chissà.
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Poveri, noi
di Marco Revelli
editore: Einaudi
pagine: 139
Nel clima di crisi globale, anche in Italia stanno venendo alla ribalta questioni come l'impoverimento del ceto medio e le disuguaglianze crescenti, e tuttavia il racconto prevalente continua a rassicurare sulla tenuta complessiva del nostro Paese, sia dal punto di vista economico che sociale. Marco Revelli ha un'opinione diversa. Utilizzando le statistiche ma anche le storie di cronaca, raccontando la difficile realtà dell'economia e della povertà ma anche le emozioni che corrono sotto la superficie visibile sui mass media, in questo libro Revelli ci mostra un'Italia terribilmente fragile, in cui molti, caduta la speranza di migliorare le proprie condizioni, cercano un effimero risarcimento a danno degli ultimi, spingendoli sempre più giù, sempre più ai margini. Un Paese in cui i fondamenti della convivenza civile e forse della stessa democrazia sono erosi dalle disuguaglianze e dal modo in cui la politica, invece di attenuarle, cavalca i risentimenti e il rancore da esse generati. Un Paese in cui "forse per la prima volta nella storia il motto del Boccaccio: "Solo la miseria è senza invidia", non è più valido.
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Metastasi
Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito
editore: Chiarelettere
pagine: 183
La Pianura padana come l'Aspromonte
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Ai confini del mondo
Il viaggio, le inchieste, la vita di un reporter non comune. DVD. Con libro
di Fornoni Giorgio
editore: Chiarelettere
pagine: 160
Ai confini del mondo parte da Ardesio, piccolo paese in provincia di Bergamo
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Nel labirinto degli dèi. Storie di mafia e di antimafia
di Antonio Ingroia
editore: Il Saggiatore
pagine: 181
Nel racconto d'apertura del volume Antonio Ingroia rievoca il suo primo giorno da magistrato, nella Procura di Marsala, sotto
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Il re che ride
Tutte le barzellette raccontate da Silvio Berlusconi
di Barillari Simone
editore: Marsilio
pagine: 207
Il barzellettario completo del Presidente del Consiglio
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Terremori spa. Dall'Irpinia all'Aquila. Così i politici sfruttano le disgrazie e dividono il paese
di Antonello Caporale
editore: Rizzoli
pagine: 204
Trentanni fa, il 23 novembre 1980, una terribile scossa stravolse l'Irpinia. 2914 morti, 8800 feriti e 280 mila sfollati. Quel terremoto unì l'Italia: migliaia di volontari venuti da ogni parte del Paese per giorni scavarono tra le macerie, trascinarono nelle bare i morti, accudirono i vivi. Dieci anni dopo, e in nome di quello stesso terremoto, l'Italia iniziò a dividersi. Gli sprechi, le ruberie, le inchieste che scandirono gli anni della ricostruzione sono tuttora ricordati come il più famelico attentato ai conti pubblici. L'Irpiniagate, la mamma di tutti quegli scandali, aiutò Umberto Bossi a far nascere la Lega, a renderla un movimento vivo e indisponibile a ogni altra concessione verso il Sud. Anche se alla tavola imbandita nel Mezzogiorno si erano presentate, puntuali, le aziende del Nord invitate al banchetto dalla De campana, il partito-Stato. Antonello Caporale il 23 novembre 1980 perse due cari amici, vide distrutta la casa di famiglia e iniziò a familiarizzare con parole come epicentro, cratere, fascia A e B. Ma soprattutto vide da vicino come un terremoto poteva diventare un'ottima occasione per chi puntava a farsi una poltrona a Roma e per chi aveva bisogno di incrementare il fatturato. A partire da un quadro comparato dei costi e del valore politico di quattro terremoti, dall'Irpinia all'Aquila (2009), passando per Molise e Umbria, Caporale ricostruisce in questo libro la recente storia italiana. Prima De Mita e Pomicino, poi Bossi. Quindi Di Pietro, fino a Bertolaso e Berlusconi.
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