Sociologia
È come tirare il collo alle galline. I dieci omicidi di Vitalino Morandini il «mostro di Pontoglio»
di Roberto Trussardi
editore: Stampa alternativa
pagine: 197
"Che emozioni provava quando uccideva?" chiese il presidente della Corte d'Assise
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Pentirsi di essere madri. Storie di donne che tornerebbero indietro. Sociologia di un tabù
di Orna Donath
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 205
«Ti pentirai di non avere avuto figli! Ricorda, te ne pentirai!»
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Vite precarie. Contro l'uso della violenza in risposta al lutto collettivo
di Judith Butler
editore: Meltemi
pagine: 190
"Se vogliamo arrestare il circolo vizioso della violenza, dobbiamo chiederci come trasformare il dolore da grido di guerra in
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Tra il Po, il monte e la marina. I romagnoli da Artusi a Fellini
di Pier Mario Fasanotti
editore: Neri Pozza
pagine: 300
La Romagna ha dato i natali ad alcuni tra i personaggi più rilevanti della storia dell'arte e della letteratura del nostro pae
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Protesta. Teoria dei sistemi e movimenti sociali
di Niklas Luhmann
editore: Mimesis
pagine: 207
Tra i maggiori esponenti della sociologia tedesca del XX secolo, Niklas Luhmann ha rivoluzionato la visione della società, app
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La mediocrazia
di Alain Deneault
editore: Neri Pozza
pagine: 239
«Non c'è stata nessuna presa della Bastiglia, niente di paragonabile all'incendio del Reichstag, e l'incrociatore Aurora non h
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Benvenuti nel deserto del reale. Cinque saggi sull'11 settembre e date simili
di Slavoj Zizek
editore: Meltemi
pagine: 161
Quando Neo, il protagonista di Matrix, viene scollegato dal megacomputer che lo teneva prigioniero e lo illudeva di vivere nel mondo, Morpheus, il capo della resistenza, lo accoglie in un paesaggio di rovine bruciate: "Benvenuto nel deserto del reale!". La stessa accoglienza riserva uno dei filosofi più provocatori di oggi al lettore che voglia conoscere la sua riflessione sugli eventi dell'n settembre. Rovesciando l'interpretazione comune che vede in questa tragica data il prepotente ingresso della "realtà vera" nella nostra quotidianità troppo spesso fatta di televisione e immaginazione mediatica, Slavoj Zizek sostiene in modo convincente che il crollo delle torri sia piuttosto la realizzazione di una fantasia distruttiva originata e costantemente alimentata da tanta cinematografia e letteratura catastrofista americana, qualcosa che finora avevamo solo immaginato con terrore. Questa materializzazione del peggiore dei nostri incubi è per Zizek psicologicamente molto più difficile da elaborare di qualunque "ritorno alla realtà". E proprio perché la fantasia è diventata realtà, e perché tale realtà ci risulta insopportabile, ci siamo inventati una sua forza mediatica, continuando a guardarne la riproduzione televisiva, quasi a convincerci che non si trattava altro che di un ennesimo film. Affiancando psicoanalisi lacaniana e idealismo hegeliano, citazioni di moralisti inglesi dell'Ottocento e battute fulminanti tratte dai film di Hollywood, Zizek stravolge il nostro modo di guardare a un evento che ha segnato in maniera indelebile la storia del XXI secolo.
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Verso l'autonomia. Percorsi di sostegno all'integrazione sociale di giovani
editore: Franco Angeli
pagine: 192
Diventare grandi, diventare adulti non è facile per alcun giovane
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Rapporto Oasi 2016. Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario italiano
editore: Egea
pagine: 678
Il rinnovamento dei sistemi sanitari è da tempo al centro del dibattito politico e scientifico nazionale e internazionale
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Sociologia dell'esperienza
di François Dubet
editore: Mimesis
pagine: 309
L'attuale frammentazione del campo delle teorie sociologiche non riguarda solamente la storia delle idee; si iscrive all'inter
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Lo straordinario viaggio di Nujeen. Dalla Siria alla Germania in sedia a rotelle per fuggire dalla guerra
editore: HarperCollins Italia
pagine: 253
Nujeen Mustafa ha sedici anni e soffre di una grave forma di paralisi cerebrale che l'ha costretta su una sedia a rotelle e le
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Amore. Un seminario
di Niklas Luhmann
editore: Mimesis
pagine: 108
Amare è stato spesso considerato l'esperienza più personale e incomunicabile di tutte, quella passione non razionalizzabile che tocca ciascuno in un modo unico e inesprimibile e che non ha nulla da spartire con le dimensioni e le problematiche collettive e generali dell'esistenza. Per questa sua qualità particolaristica, l'amore è stato il tema preferito di scrittori e di romanzieri, così come di poeti, di artisti e filosofi, ma raramente è stato considerato da un punto di vista sociologico e scientifico. In questa breve lezione del 1969, Niklas Luhmann compie una vera e propria rivoluzione concettuale: invece che concepire l'amore come un'esperienza personale unica e ineffabile, lo raffigura come una soluzione funzionale a problemi che dipendono dallo sviluppo di una immensa gamma di strutture e forme sociali. Gli esseri umani devono fronteggiare un mondo drammaticamente sempre più complesso, cercando modi per orientarsi facilmente e per dare senso a quella condizione. Necessitano perciò di speciali mezzi - chiamati da Luhmann "media della comunicazione" - che facilitano la scelta tra una molteplicità di alternative di senso così da poter essere facilmente compresi da tutti e capaci di motivare una risposta, agevolando i processi comunicativi. L'amore è uno di questi media, come lo sono la verità, il denaro, il potere, l'arte, il diritto, la morale. Il cambiamento, la differenziazione, la complessificazione di una società sempre più pluralista e policontesturale pongono crescenti aspettative nei confronti della funzione sociale dell'amore in quanto ne rendono sempre più improbabile la realizzazione: l'amore diventa perciò un'improbabile normalità, con tutti i problemi che ne derivano soprattutto a livello della sua elaborazione culturale (sempre più problematica) che impone aspettative sempre più esigenti a personalità in crescente difficoltà.
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