Storia
La scintilla della creazione. Come le invenzioni dell'uomo hanno trasformato il mondo
di David Wootton
editore: Il saggiatore
pagine: 872
La Rivoluzione scientifica è stata la più importante rivoluzione della storia umana. In questo libro monumentale David Wootton ci accompagna tra i secoli e i continenti per esplorare le tappe che hanno portato alla nascita della scienza moderna: una svolta epocale cui diedero impulso la stampa a caratteri mobili, la scoperta dell'America, i progressi dell'astronomia, l'intuizione della pittura prospettica, e il cui sviluppo fu segnato da invenzioni in grado di moltiplicare le capacità umane, come l'orologio, il microscopio e il telescopio, il termometro, fino alle macchine a vapore da cui prese avvio l'industrializzazione. L'invenzione della scienza ha cambiato le nostre1 vite materiali, la nostra visione del mondo, la consapevolezza di noi stessi, grazie al genio di Copernico, Brahe, Galileo, Boyle, Keplero, Newton e ad altri scienziati straordinari e iconoclasti, ma anche grazie a pensatori che passo dopo passo hanno saputo anticipare e interpretare lo spirito della modernità come Montaigne, Giordano Bruno, Descartes, Bacon, Hobbes, Locke. Un'impresa collettiva resa possibile dall'intreccio virtuoso fra la competizione e la cooperazione delle menti più ingegnose, che vinse la sfida contro ogni superstizione e ortodossia religiosa stabilendo il primato dell'esperienza sull'autorità e sul ragionamento deduttivo. Il metodo scientifico, con il suo irrinunciabile vocabolario di «fatti», «esperimenti», «ipotesi», «teorie», «prove», è ancora oggi il patrimonio più prezioso di cui disponga l'umanità: le tesi e le invenzioni possono essere superate, il metodo rimane, garantendoci non verità assolute, ma la possibilità di attingere sempre a un sapere attendibile e solido, dalle infinite applicazioni pratiche. "La scintilla della creazione" è la storia di come questo patrimonio si è formato: un percorso entusiasmante che è anche un invito a difendere la scienza dagli assalti di ogni irrazionalismo, e insieme un inno alle inesauribili risorse dell'intelligenza umana. Con uno stile appassionato ed elegante, e un ricchissimo repertorio di illustrazioni, Wootton fa rivivere la meraviglia della scoperta di una stella o di una via navigabile, il coraggio e l'ostinazione dei grandi innovatori, gli Eureka! che hanno cambiato il mondo.
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Passaggi. Italiani dal fascismo alla Repubblica
di Mariuccia Salvati
editore: Carocci
pagine: 209
Una storia degli italiani alle prese con la guerra, la caduta del fascismo e la divisione del paese, tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Il libro si concentra in particolare sui mutamenti del linguaggio pubblico (letterario, giornalistico, politico), che rivelano le difficoltà del passaggio da un uso massiccio della propaganda da parte degli intellettuali del ventennio - emblematico il caso di Longanesi - al ritorno alla realtà del 1944-46. La nascita della Repubblica, pur con le sue difficoltà a riportare giustizia in un territorio diviso da una guerra civile, segna il recupero di un linguaggio di verità, concretezza, realismo (morte, fame, suicidi), che si manifesta anche sui rinati quotidiani di informazione, attraverso la penna di grandi scrittori: Alvaro, Savinio, Bontempelli, De Ruggiero, Moravia, Brancati. È la guerra il grande motore del cambiamento di tutto il paese: per coloro che l'hanno subita e, soprattutto, per coloro che l'hanno "scelta" come passaggio necessario per il costituirsi di una nuova classe politica, democratica e antifascista.
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La riforma protestante nell'Europa del Cinquecento
di Lucia Felici
editore: Carocci
pagine: 326
La Riforma protestante cambiò il volto dell'Europa e il corso della storia mondiale. Dalla protesta di Martin Lutero nel 1517 nacquero nuove Chiese, Stati, idee, valori che trasformarono radicalmente il quadro tradizionale della società cristiana e che si pongono all'origine del mondo moderno. Lungo e difficile è stato il processo di cambiamento, costellato da guerre, persecuzioni, controversie. Ma l'affermazione di principi per noi fondamentali, quali la libertà, la tolleranza, la convivenza confessionale, la secolarizzazione dello Stato e della società, è frutto di tale cammino. Il volume ne ricostruisce la genesi, illustrando la storia della Riforma protestante nei suoi aspetti dottrinali, politici, sociali, culturali, nella sua articolazione confessionale e nella sua estensione europea. Una particolare attenzione è dedicata all'Italia, dove il movimento riformatore fu fenomeno di grande rilievo, benché di breve durata. Scopo dell'autrice è offrire un quadro sintetico ma completo della Riforma.
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Imputato Eichmann. Interrogatori e contro interrogatori dello «spedizioniere della morte». Processo Eichmann. Vol. 4
editore: Mattioli 1885
pagine: XL-228
Dopo "Cinquanta chili d'oro" (2014, relativo al capitolo italiano del processo), "Un fiore mi chiama" (2014, relativo all'infa
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La questione transilvana nel periodo interbellico. Una regione contesa nella documentazione e pubblicistica italiana e internazionale
di Andrea Carteny
editore: Carocci
pagine: 157
Il volume affronta una delle questioni più complesse createsi con il trattato di Trianon
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Gli atleti del duce. La politica sportiva del fascismo 1919-1939
di Enrico Landoni
editore: Mimesis
pagine: 232
Perfetta osmosi tra sport e politica, efficace riassetto dei quadri federali e del Coni, valorizzazione professionale ed istit
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L'avventura del Colosseo
di Massimo Polidoro
editore: Piemme
pagine: 371
L'Anfiteatro Flavio, universalmente conosciuto con il nome di Colosseo, per quattrocento anni fu il simbolo maestoso e cruento di un impero che si credeva eterno. E continuò a svettare anche quando, tra guerre e saccheggi, le illusioni crollarono, come un monito alla caducità delle ambizioni umane. Nei secoli successivi conobbe abbandono, incuria, oblio, divenendo di volta in volta rudere, fortezza, lupanare, luogo di preghiere e di cerimonie demoniache, infine meta obbligata per viaggiatori romantici. Oggi più che mai, attrae ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo, emblema di un passato che non smette di esercitare un fascino maliardo sull'immaginario collettivo. È proprio qui, in questo punto nevralgico della nostra Storia, che Massimo Polidoro, con una narrazione incalzante ma rigorosamente documentata che funziona come una portentosa macchina del tempo, ci accompagna in un viaggio lungo due millenni. Non sarà una traversata di tutto riposo, ma un'avventura densa di pericoli e ricca di meraviglie: perché, come un'antica montagna dagli innumerevoli strati geologici, il Colosseo racchiude in sé l'epopea irresistibile, tragica e grandiosa di Roma, dell'Italia e dell'Occidente.
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Le pubblicazioni dell'Istituto per l'Europa orientale. Catalogo storico (1921-1944)
di Gabriele Mazzitelli
editore: Firenze University Press
Nella prima parte del volume si ricostruisce, anche sulla base di materiale d'archivio, la storia dell'Istituto per l'Europa orientale (Ipeo), fondato a Roma nel 1921, la cui attività fu caratterizzata da una notevole produzione editoriale che si lega strettamente alla nascita e allo sviluppo della slavistica italiana. Malgrado l'inevitabile convivenza con il fascismo e il piegarsi in qualche modo a una linea di condotta che soprattutto negli anni Trenta affiancò la politica del regime, l'attività dell'Ipeo fu improntata a un sincero desiderio di diffondere soprattutto la conoscenza di un mondo per molti aspetti ancora poco conosciuto nel contesto italiano. L'Ipeo operò fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando, nel mutato contesto geopolitico determinato dalla fine del conflitto, vennero meno i finanziamenti governativi e anche i presupposti politici e culturali che ne avevano favorito la nascita. La seconda parte del volume è occupata dal Catalogo generale alfabetico di tutte le pubblicazioni dell'Ipeo, corredato da un Catalogo cronologico e dall'Indice degli autori, curatori, traduttori e prefatori.
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Storia dell'educazione e delle istituzioni scolastiche nell'Italia moderna
di Roberto Sani
editore: Franco Angeli
pagine: 360
Il presente volume costituisce la prima parte di una più complessiva storia dell'educazione e delle istituzioni scolastiche nell'Italia moderna e contemporanea, destinata a completarsi prossimamente con la pubblicazione di un secondo volume dedicato ai secoli XIX e XX. Esso intende rispondere a due diverse esigenze, tra loro strettamente correlate: quella di fornire agli studenti dei corsi universitari di scienze della formazione e, più in generale, del settore umanistico una ricostruzione organica e aggiornata di stampo manualistico delle principali tappe e dei molteplici fattori e processi - politici, religiosi, culturali e socio-economici - che hanno contrassegnato l'evoluzione degli indirizzi e dei modelli educativi, le caratteristiche e lo sviluppo delle istituzioni scolastiche e dei processi di scolarizzazione, il diffondersi di nuove pratiche formative e didattiche nel corso della lunga e complessa fase storica che dalla prima età moderna giunge fino al periodo rivoluzionario e napoleonico; e quella di rendere possibile una più ampia ricezione, sul piano didattico, dei nuovi indirizzi e filoni di ricerca nel settore storico-educativo e scolastico e delle acquisizioni della relativa storiografia, nonché di 'rileggere' taluni passaggi fondamentali della storia dell'educazione e della scuola nell'Italia moderna alla luce delle categorie interpretative proposte dalla più recente e accreditata storiografia sociale e religiosa italiana ed europea.
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L'arma della memoria. Contro la reinvenzione del passato
di Paolo Mieli
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 428
L'onesto uso della memoria è il più valido antidoto all'imbarbarimento. E lo è in ogni stagione politica, in ogni momento del dibattito culturale, in ogni epoca della storia. Un uso onesto che, in quanto tale, presuppone non ci si rivolga al passato in cerca di una legittimazione per le scelte di oggi. Anzi, semmai, per individuare in tempi lontani contraddizioni che ci aiutino a modificare o a mettere a registro quel che pensiamo adesso. Ben diverso (e diffuso, purtroppo) è il ricorso a forzature della memoria come arma per farci tornare i conti nel presente. Un'arma usata con infinite modalità di manipolazione, che producono danni quasi irreparabili alla coscienza storica, deformano il passato, intossicano il ricordo collettivo anche dei fatti più prossimi. E che, come tale, merita di essere combattuta. Paolo Mieli ce lo dimostra attraversando secoli di storia, ricostruendo storie grandi e piccole, facendoci guardare a fatti apparentemente noti con un occhio diverso e disincantato, perché "infinite sono le leggi che regolano lo studio del tradimento nella storia. Ma due sono superiori alle altre. La prima: chi vince non verrà mai considerato un traditore. La seconda: il tradimento è questione di date, ciò che oggi è considerato un tradimento, domani potrà essere tenuto nel conto di un atto coraggioso".
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Cosmopolitismo e nazione. Scritti sulla democrazia, l'autodeterminazione dei popoli e le relazioni internazionali
di Mazzini Giuseppe
editore: Castelvecchi
pagine: 281
Un'affermata political theorist, Nadia Urbinati, e uno studioso di Relazioni internazionali, Stefano Recchia, hanno raccolto i
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Storia d'Italia nella Guerra fredda (1943-1978)
di Guido Formigoni
editore: Il mulino
pagine: 686
La politica dell'Italia repubblicana si è largamente specchiata nel bipolarismo della guerra fredda internazionale: dalla rottura dell'alleanza antifascista con l'esclusione delle sinistre dalla sfera di governo, passando per la contrastata vicenda del centro-sinistra, fino all'avvicinamento di Dc e Pci nella «solidarietà nazionale», all'epoca della distensione. Sono ricostruiti tutti i risvolti del cammino della democrazia italiana nel quadro dell'equilibrio bipolare: il peso e i limiti delle superpotenze (in particolare degli Stati Uniti); le logiche di scontro fino alle soglie della guerra civile che misero a dura prova la convivenza costituzionale; l'azione dei politici, dei diplomatici e dei militari che utilizzavano sponde internazionali per i propri fini.
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