Storia
Dizionario del comunismo nel XX secolo. Vol. 2: M-Z.
M-Z
editore: Einaudi
Il comunismo è stato a lungo il principale avversario-interlocutore dell'Occidente capitalista fin dall'evento fondante della
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Dizionario dell'Olocausto
editore: Einaudi
Durante il Terzo Reich furono uccisi tra i 5 e i 6 milioni di ebrei
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Il fascismo e i contadini
di Georges Canguilhem
editore: Il Mulino
pagine: 162
1935. In un momento politico cruciale per l'Europa - che vede l'affermazione del fascismo e del nazismo - appare in Francia, anonimo, un piccolo saggio militante e lucidissimo, le cui analisi risultano ancora di un'attualità sorprendente. Ne è autore Georges Canguilhem. Riflettendo sulla questione agraria e sul pericolo della fascistizzazione delle masse contadine, Canguilhem, che parteciperà in prima persona alla Resistenza, descrive il fascismo come nuova tecnica politica che mira a normalizzate tutti gli aspetti dell'esistenza umana compresi quelli vitali e biologici. L'ideologia agraria del ritorno alla terra con cui i regimi fascisti cercano di sedurre le masse contadine viene indicata come la maschera sotto cui si cela una razionalità politica che tende, invece, a distruggere la pluralità delle forme di vita contadine a vantaggio di una nuova gestione tecnico-scientifica delle risorse vitali. Contestualmente l'autore ridefinisce, in opposizione alle politiche staliniane dell'epoca, il progetto marxista nei termini di una emancipazione umana in grado di coinvolgere, nella loro molteplicità concreta, i differenti soggetti del lavoro e della tecnica.
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Bombardare Roma. Gli Alleati e la «Città aperta» (1940-1944)
editore: Il Mulino
pagine: 297
Il 19 luglio 1943 Roma subì il primo bombardamento alleato. Nel corso dei mesi successivi, fino alla liberazione del 4 giugno 1944, ce ne sarebbero stati altri cinquanta. Per l'Urbe, indifesa e illusoriamente convinta del proprio carattere quasi sacro, fu uno choc inatteso. Il bombardamento di Roma e l'acceso confronto sull'opportunità di dichiarare la capitale "città aperta" costituiscono un punto nodale nella Campagna d'Italia, tanto nelle strategie alleate quanto nel vissuto degli italiani. A questo nodo, a come giorno dopo giorno si arrivò al bombardamento e alla liberazione di Roma è dedicato il libro che, attraverso una significativa raccolta documentaria e un ricco apparato di immagini, ricostruisce gli avvenimenti e il dibattito successivo interpretandoli nel più ampio contesto della seconda guerra mondiale.
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Studi gramsciani nel mondo 2000-2005
editore: Il Mulino
pagine: 345
Con questo volume, pubblicato in occasione del settimo decennale della morte di Antonio Gramsci, prende il via una serie di pubblicazioni annuali di scritti di studiosi di tutto il mondo dedicati a Gramsci o ispirati dal suo pensiero. La letteratura internazionale su Gramsci è in espansione da circa trent'anni, a dimostrazione di un interesse che non accenna ad affievolirsi. Pubblicarne in volume i testi migliori e più recenti è un modo per offrire anche al lettore non specialista una prima occasione di contatto con questa vasta riflessione scientifica. Tra gli argomenti oggetto dei saggi qui selezionati segnaliamo la riflessione sul linguaggio, la teologia, il rapporto tra diritto ed economia, la teoria della politica e delle relazioni internazionali, l'applicazione di categorie gramsciane a singoli casi nazionali (come la lotta contro l'apartheid in Sud Africa o il processo di pace in Medio Oriente) e l'esame della diffusione del pensiero di Gramsci in aree culturali emergenti come il mondo arabo-islamico.
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La massoneria a Firenze. Dall'età dei Lumi al secondo Novecento
editore: Il Mulino
pagine: 510
Fra il 1731 e il 1732 vide la luce a Firenze quella che viene considerata la prima loggia massonica italiana. Avversata dalla Chiesa cattolica, ma assai ben vista negli ambienti della corte lorenese (il primo granduca della dinastia subentrata ai Medici, Francesco Stefano, era un "fratello"), la massoneria gettò profonde radici nella città. Da allora, con alterne vicende, le logge liberomuratorie hanno rappresentato un tratto caratterizzante della vita sociale e politica fiorentina. E ancora oggi Firenze - dove il Grande Oriente d'Italia conta 44 logge e la Gran Loggia di Piazza del Gesù 26, per un totale di circa 1750 iscritti - può essere ritenuta la città italiana con la più alta presenza massonica. Il volume racconta questa lunga e affascinante storia, muovendo dal periodo crepuscolare della Firenze medicea, attraversando il Settecento e l'Ottocento, per spingersi fino al secondo dopoguerra e descrivere l'attività delle logge liberomuratorie nella Firenze di La Pira. Ne esce un quadro che trascende la mera dimensione massonica e offre importanti e innovativi elementi di conoscenza sulla storia stessa della città: delle sue classi dirigenti come dei ceti popolari, delle reti associative e dei processi di selezione della classe politica, delle forme di circolazione delle idee e del progressivo strutturarsi della società civile e dell'opinione pubblica.
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Anatomia di un massacro. Controversia sopra una strage tedesca
di Paolo Pezzino
editore: Il Mulino
pagine: 294
Il 29 giugno 1944 a Guardistallo (Pisa), a seguito di uno scontro con i partigiani, i tedeschi effettuarono una rappresaglia uccidendo una sessantina di persone. Da allora il paese è diviso tra chi attribuisce ai partigiani la responsabilità prima dell'eccidio, e chi ne rivendica l'operato. Come andarono davvero le cose? Dall'indagine è nato questo libro. Ricostruendo l'accaduto Pezzino enuclea con chiarezza i tre nodi fondamentali: la responsabilità delle stragi tedesche; l'azione partigiana e le sue conseguenze sulla popolazione; la "lotta sulla memoria" ingaggiata tra difensori e detrattori della Resistenza nel dopoguerra. Quanto alle stragi, l'analisi mostra che erano frutto di decisione individuale e non di una direttiva generale all'esercito tedesco; quanto all'attività partigiana, essa collideva con una visione passiva e attendista, e originava forti tensioni fra partigiani e popolazione; quanto alla memoria Pezzino conclude che non potrà esistere di quegli anni di guerra una memoria comune e pacificata. La nuova edizione è completata da una lunga postfazione che fa il punto su quanto la storiografia degli ultimi dieci anni ha prodotto sul tema.
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Il peso della storia. Memoria, identità, rimozione dal Pci al Pds (1970-1991)
di Andrea Possieri
editore: Il Mulino
pagine: 300
Che cosa ha significato essere comunisti in Italia? In che cosa consisteva l'identità del più grande Partito comunista d'occidente? L'indagine focalizza l'ultimo ventennio del Pci, da Berlinguer al Pds, fissandosi su due aspetti non ancora approfonditi dalla storiografia: l'analisi della liturgia politica e lo studio delle scuole di partito. Se le feste pubbliche del Pci celebrarono la storia del partito, gli Istituti di studi comunisti educarono - attraverso una miriade di corsi e di seminari - decine di migliaia di quadri e militanti. Punto fermo dell'impianto identitario rimase sempre la storia del Pci. Tra il 1970 e il 1989 si potè assistere a un continuo lavorio di rimodulazione dell'identità comunista senza che questa venisse mai superata del tutto. Alla fine degli anni Ottanta il Pci si era trasformato nel moderno partito riformatore di massa e la sua identità politica aveva inglobato valori e simboli appartenenti ad altre culture politiche. Tuttavia, l'identità dei comunisti italiani continuò a contrapporsi radicalmente sia al riformismo socialista che al cattolicesimo sociale e solo il crollo del muro di Berlino impose la necessità di un mutamento politico. Una svolta che si basò, però, sulla salvaguardia del patrimonio storico del Pci e sulla rimozione delle pagine più controverse di quell'esperienza.
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Gaetano Salvemini
di Gaetano Quagliariello
editore: Il Mulino
pagine: 313
Il volume offre una biografia intellettuale di Gaetano Salvemini (1873-1957), storico e uomo politico fra i più influenti del Novecento italiano. Sono prese in considerazione le varie fasi del suo percorso intellettuale: dal distacco dal socialismo degli anni giovanili all'impegno antigio-littiano, all'interventismo, alla stagione antifascista, per giungere infine al polemista acceso del sistema repubblicano. Un profilo, tracciato da Quagliariello a partire da uno scandaglio rigoroso delle fonti, che rappresenta un deciso rinnovamento negli studi salveminiani, mettendo a fuoco tematiche poco studiate del pensiero del professore di Molfetta - dal rapporto con il totalitarismo a quello con il gobettìsmo - o proponendo una nuova lettura di aspetti già diversamente valutati, come ad esempio l'anticlericalismo, la cui analisi certamente non mancherà di suscitare discussioni.
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Hitler
di Gustavo Corni
editore: Il Mulino
pagine: 221
Da oltre mezzo secolo la figura di Adolf Hitler non cessa di catalizzare l'attenzione degli storici e l'interesse, persino morboso, del pubblico più largo. Del resto, è indubbio che Hitler sia stato il personaggio storico che con la sua azione ha avuto la maggiore influenza, di segno negativo, sul corso delle cose europee e mondiali nel secolo ventesimo. Sulla biografia di Hitler si contano ormai molti contributi importanti, dalla biografia di Fest a quella vastissima di Rershaw. In questo quadro, il volume di Corni si presenta come un'equilibrata e aggiornata esposizione che mette a frutto e discute la più recente ricerca sia sulla vita e l'azione del Führer sia sulle caratteristiche dello stato nazista, ponendo in rilievo le questioni e i nodi interpretativi salienti che il lavoro degli storici ha fatto emergere.
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I giovani, i morti. Sfide al Rinascimento
di Giovanni Ricci
editore: Il Mulino
pagine: 203
In questo libro, che ha a oggetto la Ferrara cinquecentesca, Ricci fissa l'attenzione su due categorie che nel corso del secolo gettano ombre sull'immagine di solare serenità che si associa all'epoca rinascimentale: i giovani e i morti. Relativamente ai primi, Ricci ricostruisce le violenze rituali cui essi usavano abbandonarsi in occasioni come le cerimonie solenni di ingresso in città di grandi personaggi, il conflitto che esse generarono con il potere, e il disciplinamento cui gradualmente vennero sottoposte; quanto ai secondi, Ricci studia il discorso sulla morte che viene articolandosi sul finire del Rinascimento fissando l'attenzione su alcuni testi rari che trattano del problema delle sepolture, ma anche su testimonianze curiose come quella sul fantasma di Alfonso II d'Este che si aggira a cavallo per Ferrara.
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La santa e la spudorata. Alessandrina Ravizza e Sibilla Aleramo. Amicizia, politica e scrittura
di Scaramuzza Emma
editore: Liguori
pagine: 308
La storia dell'amicizia tra la filantropa Alessandrina Ravizza (1846-1915) e la scrittrice Sibilla Aleramo (1876-1960), entram
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