Storia
Città e territori nell'Italia del medioevo. Studi in onore di Gabriella Rossetti
editore: Liguori
pagine: 336
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Il socialismo nell'Italia liberale. Idee, percorsi, protagonisti
di Scavino Marco
editore: Unicopli
pagine: 172
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Dalla Resistenza alla desistenza
L'Italia del «Ponte» (1945-1947)
di Isnenghi Mario
editore: Laterza
pagine: 418
Nella Firenze liberata, tra l'agosto del '44 e l'aprile del '45, si fa strada in Piero Calamandrei e in un giro di intellettua
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Storie del tempo
di Redondi Pietro
editore: Laterza
pagine: 391
Tempi legali, di trasporto, di scadenza, tempo libero, tempi morti
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Camicie rosse
I garibaldini dall'unità alla Grande Guerra
di Cecchinato Eva
editore: Laterza
Popolani e borghesi, nobili e artigiani, analfabeti e letterati, spretati, donne, spiriti liberi e politici navigati: il mondo
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L'Illuminismo
Dizionario storico
editore: Laterza
Cosa si sa oggi di quel complesso fenomeno storico conosciuto con il nome di Illuminismo? Come è possibile divulgare in forma
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L'Italia sotto le bombe. Guerra aerea e vita civile 1940-1945
di Marco Patricelli
editore: Laterza
pagine: 375
Il 19 luglio 1943 Roma viene bombardata, risucchiata anch'essa come stazione altamente simbolica della via crucis della guerra. È la perdita dell'illusione e dell'innocenza. L'allarme era risuonato attorno alle 10 e le sirene si erano sovrapposte nella lacerante cacofonia dell'appello a cercare un rifugio. I romani si rintanano negli scantinati quando già l'eco sordo degli scoppi taglia l'aria, le strutture degli edifici non centrati dai proiettili sembrano scricchiolare per effetto dello spostamento d'aria, nel buio c'è chi prega per sperare, chi chiude gli occhi per non vedere, chi aspetta che la morte passi senza ghermire anche quel luogo, chi piange e chi soffoca ogni sentimento, ogni emozione. Quando il rumore delle ondate d'assalto si perde verso l'orizzonte, i quartieri bombardati sono avvolti da un fumo giallastro, il tanfo dell'esplosivo e delle case che bruciano rende l'aria secca, irrespirabile...
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Laterza dopo Croce
di Masella Luigi
editore: Laterza
pagine: 147
La scomparsa di Croce, con cui la casa editrice si era identificata per tutta la prima metà del Novecento, e l'avvento della d
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Baracche. Appunti di prigionia 1944-1945
di Alessandro Dietrich
editore: Sironi
pagine: 218
"Dopo l'8 settembre Papà era nel nord d'Italia, si era rifiutato di firmare per la Repubblica Sociale Italiana, era ricercato e fu catturato a Cantù. Fu processato e condannato a morte ma ebbe la pena tramutata e fu deportato in Germania, prima a Dachau poi nel campo di Wietzendorf. Nel campo mio Padre ha iniziato a scrivere, appunti sparsi, una sorta di diario, riflessioni, quadretti paradossali e pensieri profondi, poesie e canti di dolore. Con mezzi di fortuna come è ovvio immaginare, con matite e carta impossibili da trovare. Una volta a casa, ha ripreso gli appunti e li ha trascritti in bella copia con la sua penna stilografica, correggendoli dove era da correggere, modificandoli, aggiungendo ulteriori memorie e immagini rivissute da ricordare. L'intero manoscritto poi l'ha regalato alla sua giovane moglie, sposata nel dicembre del 1949. "Te li regalo, sono tuoi, ma tu non raccontare a nessuno cosa c'è scritto. Perché c'è scritto di morte, di fame e di dolore". Mamma ha rispettato questo suo volere, per sempre. Si è tenuta da conto quel manoscritto, come una reliquia, e non ne ha parlato mai con nessuno. Poi, dopo la morte di Papà, avvenuta nel luglio del 1985, ha voluto sciogliere quella promessa, ha ripreso questi fogli, e con pazienza e con passione li ha trascritti uno ad uno..." (dall'Introduzione di Nanni Dietrich)
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Farinacci. Il radicalismo fascista al potere
di Matteo Di Figlia
editore: Donzelli
pagine: 269
Cosa fu il radicalismo fascista? Quale il ruolo che Mussolini intendeva cedergli nelle diverse fasi del ventennio? Il volume tenta di rispondere a tali interrogativi concentrandosi sulla figura chiave di tutto l'intransigentismo, Roberto Farinacci, che sino alla fine degli anni trenta impersonò la figura del leader fascista in una versione diversa da quella di Mussolini, in modo persino contraddittorio rispetto a essa. Prima ras di Cremona, poi capace organizzatore di uno squadrismo interprovinciale, guidò la riscossa fascista che neutralizzò le reazioni all'omicidio Matteotti. Ottenuta in questo modo la guida della segreteria generale del Pnf, fu in grado di esercitare un forte ascendente sia sul partito che sulla vasta corrente radicale, assumendo così troppo potere per non destare la diffidenza del duce. Per questo venne ostracizzato, messo all'indice, spiato dalla stessa polizia politica fascista. Eppure, Mussolini non se ne liberò mai. Con la svolta filonazista e antisemita del 1936, Farinacci tornò in auge. Fu in quegli anni che la sua tensione verso una lotta perenne e maniacale contro ogni forma di "afascismo" si dimostrò intrinseca al tessuto connettivo del regime. Questo volume offre un contributo innovativo alla riflessione sulla figura di Farinacci, partendo "non solo da una ricerca documentaria di prima qualità, ma da una visione fresca, da un'introiezione del mutare dei tempi e delle prospettive storiografiche", come scrive Salvatore Lupo.
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