Storia
Morte per acqua a capo Matapan. La più drammatica battaglia navale della Marina Militare Italiana
di Giuliano Capriotti
editore: Res gestae
pagine: 367
Due giorni di tempesta d'acqua nel Peloponneso. Siamo nel 1941, la Marina Italiana e quella Britannica si fronteggiano al largo di Capo Matapan. Le onde naturali e quelle artificiali dei bombardamenti, il fuoco e l'acqua che con la loro furia spazzano uomini, vite e i destini delle nazioni, questo è stata la battaglia di Matapan. Un episodio che ha mostrato tutta l'inadeguatezza della Marina Italiana nell'impresa che testardamente ha continuato a portare avanti fino alla disfatta. Da quei due giorni di fuoco e bombe d'acqua, il resoconto dettagliato di un testimone. L'orrore della guerra, una disfatta che poteva evitarne altre.
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L'atomica. La corsa per costruire (e rubare) l'arma più pericolosa del mondo
di Steve Sheinkin
editore: Il Castoro
pagine: 294
Nel dicembre del 1938, un chimico tedesco fece una scoperta che cambiò per sempre le sorti del mondo: posizionato accanto a de
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Campo dei Fiori. Storia di un monumento maledetto
di Bucciantini Massimo
editore: Einaudi
pagine: XXIV-392
Campo dei Fiori è una biografia: la biografia di una statua
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Le ragioni del moderno
editore: Il mulino
pagine: 453
Cosa è "moderno"? Quale rivoluzione la "modernità" ha introdotto nel mondo? Quale epoca si può definire "moderna"? Le risposte a queste domande pongono l'origine della svolta moderna o nella rivoluzione dell'umanesimo o nella "rivoluzione dei Lumi", lasciando però aperta la questione del "post-", ancora in fieri. Questo libro esplora, da diversi punti di vista, le strutture fondamentali che permettono di distinguere la modernità dall'antichità e dal Medioevo. Se la centralità dalla "ragione" caratterizza il punto di svolta, ci si interroga qui se essa possa essere ridotta a una sola, indistinta e generica dimensione, o se vi siano una pluralità di "ragioni" a caratterizzare lo strutturarsi della lunga fase storica che va dalla fine del XV alla fine del XX secolo. Alcuni ambiti conquistati dal primato della razionalità sono più facilmente identificabili, come i sistemi giuridici o quelli economici, mentre, in altri casi, le cose si presentano sotto una luce più problematica, come per esempio l'ambito della religione cristiana. Ma si deve anche tenere conto del conflitto fra spiegazioni razionali e altri tipi di spiegazione su fenomeni non facilmente inquadrabili: un conflitto che si ripresenta ciclicamente nell'esperienza storica dell'Occidente. Il volume si misura con la complessità di queste tematiche, rifiutando ogni pregiudizio e scegliendo un approccio di indagine mirato ad aprire una discussione culturale capace di superare l'ambito specialistico degli studi storici.
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Quel tempo terribile e magnifico. Lettere clandestine da San Vittore e dal lager di Bolzano e altri scritti
di Buffulini Ada
editore: Mimesis
pagine: 322
A diversi decenni dalla fine della seconda guerra mondiale vengono sorprendentemente alla luce lettere e biglietti clandestini
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Diario di un disperato. Memorie di un aristocratico antifascista
di Friedrich Reck-Malleczewen
editore: Castelvecchi
pagine: 185
Il diario di Friedrich Reck, aristocratico tedesco e strenuo oppositore del regime hitleriano, fu ritrovato dopo la fine della
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Le origini del pensiero greco
di Vernant Jean-Pierre
editore: Se
pagine: 123
Non era forse un po' troppo azzardato pretendere di delineare in pochi capitoli le origini del pensiero greco, ossia di abbozz
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Dopo il fumo. «Sono il n. A 5384 di Birkenau»
di Liana Millu
editore: Morcelliana
pagine: 99
"La lunga vita di Liana Millu è paragonabile, per alcuni versi, a quella di questa sua opera: solo il passare degli anni ha fatto sì che la sua straordinaria parola udita a viva voce o fissata sulla carta, ampliasse via via il numero degli ascoltatori e dei lettori chiamati a custodire quel messaggio e quindi a onorare quella persona. Ciò avviene quando il tempo della esistenza di Liana si sta facendo breve. Questa situazione in lei si riflette in una parola sempre più carica di una compassione profonda, tutelata da un senso supremo della misura; di contro, nell'ascoltatore tale condizione da un lato aumenta lo struggimento, mentre, dall'altro, rafforza in lui la convinzione di essere coinvolto in un evento nel momento stesso in cui sta udendo delle parole: ora a lui stesso è stato affidato il compito di testimoniare, imperativo a cui ormai può sottrarsi solo percorrendo l'infida via del tradimento". (Dalla Prefazione di Piero Stefani)
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La scintilla. Da Tripoli a Sarajevo: come l'Italia provocò la prima guerra mondiale
editore: Mondadori
pagine: 208
All'inizio di agosto del 1914 scoppia la prima guerra mondiale. L'Italia rimane estranea alle ostilità fino al 24 maggio 1915, ma le sue responsabilità in relazione al conflitto sono molto gravi e risalgono a qualche tempo prima. Nel 1911 l'Europa è infatti in un sostanziale equilibrio, lo sviluppo economico è tumultuoso e le grandi potenze hanno risolto quasi tutti i loro contrasti coloniali: l'unico elemento di instabilità viene dall'impero ottomano, il cui collasso porterebbe a conseguenze imprevedibili. In particolare è preoccupante la situazione nei Balcani, dove i nazionalismi serbo, bulgaro, greco e rumeno aspirano a un riassetto generale della regione a spese dei territori appartenenti a Costantinopoli. Dopo oltre un quarantennio di pace fra le potenze del continente, è l'Italia che riapre la stagione dei conflitti, invadendo le province ottomane di Tripolitania e Cirenaica. Giolitti, indifferente ai problemi continentali, è alla ricerca di una vittoria militare di prestigio che taciti le opposizioni di destra e rifiuta ogni offerta di cessione di fatto dei territori avanzata da Costantinopoli, conservandone la sovranità nominale, sull'esempio dell'Egitto e dell'Algeria, da anni protettorati inglese e francese. Nasce così l'impresa di Libia, inutile e proditorio attacco all'impero ottomano.
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Rizzoli. La vera storia di una grande famiglia italiana
editore: Mondadori Electa
pagine: 189
"Spegnete sempre le luci", soleva dire Angelo Rizzoli quando faceva il giro degli uffici prima di andarsene a casa, uscendo sempre per ultimo. Era nato povero in canna ed era cresciuto nell'orfanotrofio milanese dei Martinitt, dove aveva conseguito la licenza elementare e imparato il mestiere di tipografo. Fin da bambino sognò di fare fortuna: il riscatto di una vita le cui prospettive non lasciavano certo presagire un futuro così prospero. Oltre a fondare il colosso editoriale che porta il suo nome, Angelo Rizzoli fu produttore cinematografico, investitore immobiliare a Ischia. Morì nel 1970, all'apice del successo e della ricchezza, senza assistere alla fine del suo impero. Oggi, a mente fredda e pacificati con i fatti dolorosi del passato, i due nipoti ricordano il Commenda - come veniva affettuosamente chiamato il nonno Angelo - da una prospettiva rigorosamente privata attraverso uno scambio epistolare. Ripercorrono la loro infanzia dorata e spensierata nella Milano del boom economico, caratterizzata da soggiorni nelle proprietà di famiglia, vacanze sul panfilo Sereno - uno dei più sontuosi che in quegli anni solcavano le acque del Mediterraneo. Raccontano di un nonno Angelo onnipresente che però non dava confidenza, di cui fin da ragazzi ammiravano la personalità, l'intelligenza, il fiuto. Rievocano gli esordi professionali nell'azienda di famiglia, una scelta obbligata per i due eredi destinati a rilevarne un giorno la guida, e di come la vita li ha portati poi a seguire altre strade...
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Sanculotti e contadini nella rivoluzione francese
editore: Res gestae
pagine: 387
L'opera in questione, composta da Lefebvre e dai suoi allievi nella maturità, affronta il problema della diffusione delle idee rivoluzionarie nelle campagne, nonché delle speranze di miglioramento sociale tra i contadini che furono frustrate dall'introduzione nel mondo agricolo, al posto delle tradizionali corvée feudali, dei ben più duri rapporti di proprietà borghesi. I contadini, passati all'opposizione, si rivoltarono sotto la guida del clero e della nobiltà più reazionaria. Il mancato collegamento tra masse contadine e le classi cittadine fu la causa prima dell'indebolimento della Repubblica e della sua caduta nelle mani di un nuovo autocrate, Napoleone.
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