fbevnts Teatro - tutti i libri per gli amanti del genere Teatro - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 30
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Teatro

Hollywood sul Tevere. Storie scellerate

di Giuseppe Sansonna

editore: Minimum fax

pagine: 145

La storia ruggente del cinema italiano come nessuno l'ha mai raccontata, attraverso un pugno di storie scellerate intercettate nella penombra di Cinecittà. Dietro i magnifici film che trasformarono una nazione uscita a pezzi dalla guerra in centro propulsivo dell'immaginario mondiale si celano incredibili vicende di vita vissuta, sospese tra squallore e magnificenza. Grandi registi, produttori megalomani, attrici viziose e comici nazionalpopolari in possesso di inconfessabili segreti. La grazia demoniaca di Tina Aumont, Alighiero Noschese reclutato dalla P2, la bravura patologica di Gian Maria Volonté, Gualtiero Jacopetti e l'Fbi, il titanico Salvo Randone ridotto in miseria, Tognazzi che offre la propria visceralità alle eresie di Marco Ferreri... esistenze trasversali, che somigliano a sceneggiature non ancora girate.
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Teatro

di Thomas Bernhard

editore: Einaudi

pagine: 250

"In queste tre pièce Bernhard concentra la sua attenzione su quella figura di interprete-esecutore-attore che è al centro di tutta l'impalcatura della sua opera e di cui egli ora, riducendo al massimo i termini della rappresentazione, rimette in gioco il senso. (...) Contraddizione e spettacolo come termini interscambiabili. Soprattutto L'apparenza inganna e Semplicemente complicato mimano le contraddizioni di cui è fatta non solo l'esistenza dell'attore, ma quella di chiunque tenti di arrivare a una propria rappresentazione del mondo." (dal saggio introduttivo di Eugenio Bernardi)
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Teatro (1900-1910)

di Vincenzo Scarpetta

editore: Liguori

pagine: 426

La difficile reperibilità delle commedie di Vincenzo Scarpetta, non ha consentito, fino ad oggi, di conoscerne la feconda e br
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Eduardo de Filippo e il teatro del mondo

editore: Franco Angeli

pagine: 318

Nel progettare i lavori del convegno internazionale "Eduardo De Filippo e il teatro del mondo", l'Ateneo federiciano si è posto l'obiettivo di ridisegnare la geografia e la storia delle traduzioni di Eduardo nel mondo, dall'Europa all'America, dall'Africa all'Oriente, e, seguendo Umberto Eco, ha affrontato il nodo della traduzione come negoziazione tra le lingue e del traduttore come colui che nel negoziare deve arrendersi "a dire quasi la stessa cosa", dal momento che una lingua con la sua cultura non può essere restituita nella sua complessità da altre lingue e da altre culture. Inoltre ha aperto in modo pionieristico due capitoli, quello delle riscritture dei testi eduardiani per le comunità di emigrati oltreoceano, con la commistione di dialetto napoletano e parlate meridionali, e quello del dialogo tra la drammaturgia italiana e le drammaturgie del pianeta. Infine ha scelto di verificare in quale misura Eduardo sia un classico della contemporaneità e di focalizzare l'impegno civile di Eduardo per il recupero e la rieducazione dei ragazzi a rischio.
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Shakespeare in scena: La tempesta-Sogno di una notte d'estate-Otello-La dodicesima notte

di Patrizia Cavalli

editore: Nottetempo

pagine: 472

Queste che presentiamo - pubblicate per la prima volta e insieme - non sono semplici, seppure magistrali, traduzioni di quattro opere di Shakespeare: "La tempesta", "Sogno di una notte d'estate", "Otello e La dodicesima notte". Sono molto di più. Sono la voce che un poeta ha saputo dare ai personaggi, ascoltandoli, immaginandoli e vedendoli in scena. Sono traduzioni nate per la scena, che è il loro luogo naturale. Sono traduzioni vive o, come dice Patrizia Cavalli, diversi tipi di ginnastica verbale, posture fisico-linguistiche, ora ritmiche, ora acustiche, che non si limitano a traghettare le parole da una lingua all'altra ma ricreano la scena shakespeariana attraverso l'intimazione della rima, come avviene nel "Sogno di una notte d'estate", che tiene gl'innamorati nel loro teatrino d'amore. O ritrovando i personaggi della tragedia (in questo caso Otello) nei loro toni di voce. O infine, ed è il caso della "Dodicesima notte", nel movimento del corpo della traduttrice che ritrova la naturalezza delle battute "camminando dallo studio alla cucina". Cosi la traduzione compie la sua vicenda, da un testo all'altro, fedele alla scena, alla voce, a se stessa.
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Storia europea del teatro italiano

editore: Carocci

pagine: 383

Il volume - attraverso i saggi di quattordici specialisti - ricostruisce dalle radici medievali ai giorni nostri la storia di
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Riviste di teatro e ricerca accademica. Un colloquio e un inventario

editore: Bonanno

pagine: 223

Il volume riporta gli esiti d'una progetto di ricerca sulle riviste teatrali che la Consulta Universitaria del Teatro ha svolta ad ampio spettro, in diverse fasi e con differenziati strumenti cognitivi: il reperimento dati, l'indagine statistica, il confronto pubblico e l'approfondimento analitico. Si tratta, innanzi tutto, degli Atti del Convegno internazionale "Le riviste teatrali fra globalizzazione, storia e innovazione tecnologica" (Bologna, 2013). In quella occasione, la CUT si era riproposta di inquadrare la situazione delle riviste teatrali, italiane e straniere, in prospettive rappresentative delle attuali tensioni al mutamento: l'internazionalizzazione, l'aggiornamento tecnologico, i rapporti interdisciplinari e quelli con il teatro agito. Oltre a delineare il quadro delle pubblicazioni di settore, il convegno ha ospitato, intorno alle tematiche in questione, gli importanti contributi di Marvin Carlson, Christopher Balme, Marco Consolini e Oliviero Ponte di Pino.
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Salomè. Tragedia in un atto unico. Testo inglese a fronte

di Oscar Wilde

editore: La vita felice

pagine: 115

"Salomè" è un dramma in un atto unico che si ispira alla figura di Salomè, figlia di Erodiade, e alla sua storia, riportata nei Vangeli di Marco e Matteo. L'opera venne scritta in lingua francese, durante un soggiorno del drammaturgo a Parigi, appositamente per l'attrice Sarah Bernhardt, e pubblicata nel 1893. Il testo, impreziosito dalle immagini di Aubrey Beardsley, è successivamente tradotto in inglese dall'amico (e amante) di Wilde, Lord Alfred Douglas. Salomè appare solo in parte come una riproposizione della nota vicenda biblica e, proprio nel suo essere altro dalla storia antica, ne svela la più recondita essenza. Tra le righe, il fascino perverso del Male si declina nell'arte seduttrice di una bellissima e giovane donna.
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Choreographic bodies. L'esperienza della Motion Bank nel progetto multidisciplinare di Forsythe

di Letizia G. Monda

editore: Audino

pagine: 199

Questo libro è il risultato di un'esperienza di ricerca contestualizzata all'interno della pratica coreografica contemporanea e presenta riflessioni inedite, derivanti dal dialogo che l'autrice ha avuto con gli esperti coinvolti nell'iniziativa Motion Bank, l'ultimo sofisticato progetto multidisciplinare del coreografo William Forsythe e della Forsythe Company. Adottando il punto di vista "panoramico" dell'evoluzionismo, l'indagine che viene proposta mira a esaminare e spiegare i choreographic bodies, ossia alcuni aspetti della body knowledge che il performer contemporaneo esperisce attraverso le forme d'arte della danza e della coreografia. Il filo rosso che lega la spiegazione del complesso oggetto di, studio è il concetto di score. Lo score è una tecnica, uno strumento digitale, un algoritmo necessario per leggere la danza dell'essere umano, acquisire informazioni e far evolvere la conoscenza contenuta nella pratica coreutica. Il corpo del performer è il primo score a essere analizzato dall'autrice, che mette in luce il cambiamento neurofisiologico del corpo durante la formazione in una tecnica coreutica e poi nel training fisico. La prima parte del libro affronta perciò temi inerenti la percezione e la propriocezione del performer (il focusing; l'embodiment; il dis-focus; il balance e l'off-balance) e si conclude con uno studio sul movimento sincronico tra performer e performer durante una performance coreografica dal vivo basata su sistemi di improvvisazione.
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Complimenti per la televisione. Mezzo secolo di invenzioni televisive raccontate da Bruno Voglino

di Luigi Mastropaolo

editore: Castelvecchi

pagine: 92

A Bruno Voglino, storico autore Rai, inventore di programmi e geniale talent scout, si deve la scoperta di un'intera generazione di personaggi del piccolo schermo: Carlo Verdone, Massimo Troisi, Beppe Grillo, Corrado e Sabina Guzzanti, Maurizio Crozza, Piero Chiambretti e Fabio Fazio - per citarne solo alcuni. In questo dialogo con Luigi Mastropaolo, lo scopritore di talenti di origine torinese si racconta per la prima volta ricostruendo le tappe del suo percorso artistico, svelandoci aneddoti, segreti e trucchi del multiforme mestiere televisivo. Fare Tv, ci dice Voglino, vuol dire capire il nostro tempo, "annusare l'aria" per comprendere quali sono gli strumenti necessari per raccontare il presente e aprire squarci sul futuro. Solo così è possibile andare oltre i tracciati già battuti, verso sentieri spesso impervi, ma anche fecondi. A volte infrangendo le regole, a volte buttando il cuore oltre ogni ostacolo. E lasciarsi andare con animo corsaro ai flutti dell'etere. "Quando venne al famoso provino Rai, Piero Chiambretti si presentò in mutande. Aveva dei boxer bianchi a palline rosse, un berretto e un ombrellino dello stesso stile. Quando lo vidi pensai: questo è un matto! Mi piacque subito".
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L'arcipelago deserto. Il cinema sperimentale giapponese

di Beniamino Biondi

editore: Orthotes

pagine: 224

Sebbene in Giappone la nascita del cinema sperimentale e Underground non sia recente - essa risale a un film assurdo e singolare come Kurutta ippêji (1926) di Teinosuke Kinugasa - soltanto nei primi anni Sessanta si chiarisce il percorso di una vocazione che, dopo un lungo travaglio teorico interiore, diviene consapevole dei propri mezzi espressivi e del significato insito nei suoi archetipi concettuali. Sono gli anni della nouvelle vague nipponica e molti registi, indipendenti e non, seguono la via della sperimentazione e della ricerca formale dando vita a una vera e propria rivoluzione estetica. I registi d'avanguardia oltrepassano la logica diegetica per giungere a una concezione strutturale del cinema come sistema di relazioni semantiche, testando il libero uso dei materiali e spingendo la ricerca verso la realizzazione di un formalismo puro - caratterizzato dalla disposizione iconica del materiale espressivo - che veicola la loro critica sociale. Questo libro racconta una storia lunga mezzo secolo, dove il cinema diventa occasione di rinnovamento culturale, per svincolarsi da una tradizione incapace di parlare alle nuove generazioni.
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No, non è la BBC. Rai e Servizio Pubblico britannico a confronto

di Luca Baldazzi

editore: Minerva Edizioni (Bologna)

pagine: 208

Perché la Rai non gode di plauso generale, mentre per il cittadino britannico la Bbc rappresenta una valida istituzione? Perché del Servizio Pubblico italiano si parla solo per il canone in bolletta, per le polemiche sulla governance, per gli interventi a gamba tesa dei partiti e dell'esecutivo, mentre la sua "mission" non è oggetto di confronto e di pubblico dibattito? Quando si è interrotto il patto tra Viale Mazzini ed il Paese, che per decenni aveva fatto della Rai una grande agenzia culturale, efficace nell'assecondare la sua crescita? A queste domande risponde un giovane ricercatore che ha studiato a fondo la storia della Bbc e quella della Rai. In una fase importante che ha visto una parziale (e contestata) riforma della governance, e alla vigilia del rinnovo della concessione Stato-Rai, il suo lavoro evidenzia i nodi che per l'oggi e per il futuro andrebbero sciolti, infondendo nuova linfa e indicando per la Rai compiti e funzioni da vero Servizio Pubblico.
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