Teatro
Cinema senza fine. Un viaggio cinefilo attraverso 25 film
editore: Mimesis
pagine: 235
Il cinema è morto? Funerale rimandato a data da destinarsi
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La voce. Tecnica del talento
di Françoise Goddard
editore: Maria Margherita Bulgarini
pagine: 232
C'è un'altra via rispetto ai Talent show dove tutto diventa spettacolo e dove i talenti sono cannibalizzati dall'ingranaggio che ha a cuore il proprio successo più della promozione dei cantanti. È quella legata al web. La costruzione di un percorso identificativo, unitamente alle indicazioni di tecnica e storia del canto, fanno di queste pagine una ricognizione a tutto campo, un avviamento alla tecnica vocale, così come alle tecnologie che oggi possono essere al servizio della voce. Françoise Goddard ha fatto della voce il suo strumento da molti anni, praticando l'arte del canto (dal rock alla lirica) e quella dell'insegnamento, con curiosità e interesse per tutti gli aspetti - non solo musicali o storici - ma anche scientifici, psicologici, culturali nel senso più ampio del termine.
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Sei personaggi in cerca d'autore
di Luigi Pirandello
editore: Einaudi
pagine: 272
Capolavoro della letteratura del Novecento, nato dalle riflessioni sul rapporto tra l'artista e i personaggi della sua fantasi
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Scenografia e scenotecnica per il teatro
di Renato Lori
editore: Gremese Editore
pagine: 219
Proposto in una nuova edizione rivista dall'autore, questo libro analizza fin nei minimi particolari le fasi di ideazione e re
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Lehman Trilogy
di Stefano Massini
editore: Einaudi
pagine: 341
Centosessant'anni di storia del capitalismo vengono squadernati in un continuo saltare fra terzietà saggistiche, flussi romanzeschi, narrazioni di incubi e vaneggiamenti, il tutto punteggiato da isole realistiche in cui l'improvviso andamento da sceneggiatura filmica è inframmezzato di continuo dal commento in contrappunto di un ignoto narratore onnisciente [...] È questo congegno, ambizioso e riuscito, di continua osmosi fra dentro e fuori, a farmi avvicinare 'Lehman Trilogy' ai fluviali atti di 'Strano interludio' di Eugene O'Neill, ed è notevole che questa ardita soluzione drammaturgica mantenga la sua vigorosa efficacia nel corso di un trittico quasi wagneriano, dove l'Oro del Reno di un'Alabama negriera giungerà, inevitabile, al Crepuscolo dei divini indici di Wall Street." (Dalla prefazione di Luca Ronconi)
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Romeo e Giulietta. Testo inglese a fronte
di William Shakespeare
editore: Einaudi
pagine: 385
L'improvviso e casuale accendersi di una passione incontrollabile tra i due protagonisti apre la storia
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La filosofia di Frank Zappa. Un'interpretazione adorniana
di Stefano Marino
editore: Mimesis
pagine: 150
Figura carismatica, incisiva e poliedrica come poche altre, capace di esprimersi ai massimi livelli come guitar hero, critico ironico della società americana e, soprattutto, compositore fra i più importanti del secondo Novecento, Frank Zappa (1940-1993) è stato certamente un personaggio-chiave della nostra epoca. Con la sua produzione vastissima, non catalogabile o incasellabile in generi precostituiti, estremamente provocatoria (anzi, a volte persino "irritante", soprattutto per i suoi testi), ma comunque originalissima e caratterizzata da una poetica inconfondibile e da una forte "continuità concettuale", egli ha esercitato e continua a esercitare una profonda influenza sulla musica e, in generale, sulla cultura contemporanea. A vent'anni dalla sua morte, questo libro intende celebrare il genio e l'opera di Zappa offrendone una particolare interpretazione filosofica alla luce delle teorie del principale filosofo della musica del Novecento, Theodor W. Adorno.
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Il mercante di Venezia. Testo inglese a fronte
di William Shakespeare
editore: Einaudi
pagine: 285
Per poter corteggiare Porzia, il nobile Bassanio chiede un prestito al suo amico Antonio che, avendo investito tutte le sue ri
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Federico Fellini
di Jean-Paul Manganaro
editore: Il saggiatore
pagine: 442
Nessun regista più di Federico Fellini ha contribuito a costruire e diffondere nel ventesimo secolo il mito dell'italianità. Nessuno più di lui ha saputo raccontare in immagini il nostro paese, traducendolo in un complesso sistema di simboli, e diventando un simbolo egli stesso. In quarant'anni di carriera, attraverso una complessa elaborazione intellettuale, Fellini ha dimostrato come il sogno, la memoria, la poesia possano costituire la sostanza del fare cinema. La sua attività ha conosciuto fasi anche molto diverse, dall'ispirazione neorealista della "Strada" e delle "Notti di Cabiria" al progressivo distacco dal modello rosselliniano con la consacrazione della "Dolce vita"; dalla trasposizione dell'infanzia romagnola in "Amarcord" alle variazioni grottesche di "Satyricon" e "Casanova", fino al capolavoro assoluto, "8½", in cui il reale lascia definitivamente campo libero all'immaginario e all'onirico. "Federico Fellini" è un percorso denso e lirico nella filmografia del maestro, che ne mette in luce tutte le ossessioni e i temi ricorrenti. Le donne, innanzitutto: magnifiche, materne, vittime inermi o terribili carnefici, un femminile multiforme interpretato da Anita Ekberg, Anouk Aimée e Claudia Cardinale; e poi la riflessione sul corpo dell'attore; Marcello Mastroianni come alter ego; Roma e la romanitas; la provincia paradigma di un vivere opaco e conformista; il teatro di varietà, il circo, la parata, la caricatura e il fumetto.
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Mito e teatro. Il principio drammaturgico del montaggio
di Sacco Daniela
editore: Mimesis
Il teatro è il prisma attraverso cui indagare il meccanismo con cui si compone il mito
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Ragionamento ingenuo. Dai «preamboli» all'«appendice». Scritti di teoria teatrale
di Carlo Gozzi
editore: Marsilio
pagine: 816
Un'innovativa "visione" del teatro dalla Venezia di fine Settecento si irradia col "Ragionamento ingenuo", qui riletto nel suo
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News from home. Il cinema di Ross McElwee
editore: Agenzia X
pagine: 159
Ross McElwee ha trasformato la sua vita quotidiana in una storia emotiva e cinematografica che ripercorre gli ultimi quarant'anni della società americana. Il piglio ironico ha spinto i critici a considerarlo "il Woody Allen del cinema documentario" e, grazie a una struttura libera e ricorsiva, a "un Proust con la macchina da presa". L'opera di McElwee rompe le barriere tra vita reale e rappresentazione artistica, creando diari visivi delicati e intensi, carichi di riflessioni sul cinema e sull'uomo. Alcuni suoi film sono diventati veri e propri instant classics, come Sherman's March (1986) e Bright Leaves (2003). La caratteristica che lo ha reso uno dei più innovativi registi contemporanei, risiede nella capacità di valorizzare il proprio personale punto di vista, partendo dal microcosmo familiare fino a sollevare interrogativi universali.
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