Teatro
Sogno di una notte di mezza estate
Testo inglese a fronte
di Shakespeare William
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 408
Fate e folletti popolano il mondo fantastico di questa commedia di Shakespeare, lieve e raffinata, in cui amori e tradimenti s
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Costruire una narrazione. Venti elementi per strutturare film, format, serie web e tv
editore: Audino
pagine: 128
Come i musicisti con sette note compongono infinite (o quasi) melodie, così gli sceneggiatori possono usare non un solo modello teorico - essenzialmente "l'arco di trasformazione del personaggio" - ma numerosi strumenti per scrivere infinite (o quasi) narrazioni. Questa è la premessa della nuova teoria di Luigi Forlai che, maturata attraverso i suoi precedenti libri "Come raccontare una grande storia", "Archetipi mitici e generi cinematografici" e "Detective thriller e noir", arriva ora al suo stadio conclusivo: la scrittura di tutte le storie, dai film per il cinema alle serie televisive, dai quiz show ai reality (perché sempre di storie si tratta), può essere affrontata con l'utilizzo pratico di venti elementi fondamentali che ne determinano la tenuta narrativa e spettacolare. In una conversazione, semplice ma rigorosa, con Claudio Maccari, Forlai spiega quali siano questi strumenti e come vadano utilizzati. L'eroe-protagonista e il conflitto che si vuole raccontare vengono posti al centro della narrazione che si dispiega in tre strati, all'interno dei quali operano i diversi strumenti. Questi tre strati - il Cuore, la Dinamica e la Percezione del Conflitto - sono i momenti in cui si coglie la storia mentre si sta formando, prima nei suoi elementi basilari, poi nel suo svilupparsi scandito da alcune tappe fondamentali (le stazioni) e, infine, nel suo offrirsi alla percezione dello spettatore/lettore.
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Le nove vite di Valentina Cortese
di Alfredo Baldi
editore: Ets
pagine: 176
Approfondire la conoscenza di Valentina Cortese, della sua vita e dei suoi lavori, per il cinema, il teatro e la televisione, presenta più di un motivo di interesse. Non soltanto perché Valentina è stata, anzi è, l'ultima diva della scena italiana, ma anche perché la sua vita e la sua carriera, inestricabilmente intrecciate l'una all'altra, si sono dipanate all'insegna delle trasformazioni, o addirittura dei ribaltamenti, più impensati e inattesi. Parlare di "Nove vite" di Valentina Cortese non costituisce quindi una forzatura, un'esagerazione o un'iperbole, ma rappresenta semplicemente una fotografia imparziale dei suoi novant'anni di esistenza: Valentina è nata infatti nel 1923. Tenendo ben presenti due cose: che Valentina ha una tale capacità di coinvolgerti che non si riesce a essere distaccati nel raccontarla; ma, soprattutto, che il filo rosso che lega, fin dalla prima, le sue nove vite, è la ferrea volontà e caparbietà di riuscire a imporsi, di diventare Valentina Cortese.
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TuttoVerdi
Programma di sala
di Paduano Guido
editore: EDT
Purtroppo per il teatro è necessario qualche volta che poeti e compositori abbiano il talento di non fare né poesia né musica:
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Teatro
di Niccolò Machiavelli
editore: Carocci
pagine: 256
Ciò che distingue la "Mandragola" dalla "Clizia" è l'esito opposto cui conducono presupposti affini: due intrecci amorosi, uno dominato da ritmo incalzante e avvincenti rapporti di forza emblematici dell'intensa attività diplomatica; l'altro, svolto con cadenza molto più pacata, rappresentazione di una tetra esistenza borghese e della propria sconfitta politica, teatralizzata post res perditas nella disfatta erotica di un settantenne. Questa edizione evidenzia come, pur assoggettati alle regole classiche del comico e alla propria essenza fondamentalmente teatrale, i personaggi di entrambe le commedie si approprino di esempi e postulati ricorrenti nell'opera omnia e di espressioni rintracciabili nei verbali di consulte, nella fraseologia dei testi di legazioni, nella prosa epistolare o ancora nei modelli letterari cari a Machiavelli.
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La serata a Colono
di Morante Elsa
editore: Einaudi
pagine: 75
Elsa Morante riscrive un "Edipo a Colono" in chiave parodistica, dove per parodia non si intenda un banale effetto comico-cari
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Il mito, il sacro e la storia nella tragedia e nella riflessione teorica sul tragico. Atti del Convegno di studi (Salerno, 15-16 novembre 2012)
editore: Liguori
pagine: 646
La tragedia aveva messo in rapporto il tempo del mito e il tempo del presente, riattualizzando un evento mitico in base al sistema di valori e alle forme di vita della polis. Il punto di vista moderno, soprattutto rispetto ai miti arcaici, oscilla tra una tendenza a spiegarli e a razionalizzarli - e, pur subendone il fascino, a subordinare o a ridurre il loro tempo ciclico al tempo lineare della storia - e una tendenza ad accettarne la sostanza astorica e metastorica, portatrice di valori densi di una verità originaria, a cui collegarsi in un processo di continuità, attraverso la loro assimilazione e riscrittura. La tensione della modernità a rivisitarli è, pertanto, espressione non solo del tentativo di esorcizzare il proprio smarrimento esistenziale e di ristrutturare su basi nuove la realtà, ma anche di una strategia di scrittura delle componenti essenziali del moderno stesso attraverso il mito. Inesauribile, la tragedia riaffiora nella narrativa moderna, dal romanzo dialogico e polifonico di Dostoevskij alle opere di Kafka, in cui tutte le antinomie del reale si confrontano in un immenso, drammatico paradosso.
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Napoli in scena. Antropologia della città del teatro
di Stefano De Matteis
editore: Donzelli
pagine: 229
Napoli, nell'immaginario comune, è la città-teatro per eccellenza e per raccontarla si è sempre fatto ricorso - fino ad abusarne - alla metafora della scena, tanto che gli stessi abitanti sono convinti di vivere su un palcoscenico, dal quale recitano ogni giorno la loro vita quotidiana. Per vedere se c'è del vero nello stereotipo della Napoli-teatro, il lettore viene guidato nei vicoli della città antica, come in un caleidoscopio, attraversando storie di vita, scorrendo giornali e testi letterari, seguendo tracciati familiari o rituali di interazione, fino ad affrontare alcuni aspetti della produzione e dei consumi culturali. Strumenti utili a ricostruire le pratiche di un'identità che traeva forza da quel tessuto di vita popolare fatto di marginali e di popolo "basso". Per mettere poi il tutto alla prova nel confronto con le storie raccontate dal teatro: da Raffaele Viviani al magistero di Eduardo De Filippo, passando per quella folla anonima di autori, attori, cantanti che hanno costruito la storia e rafforzato l'identità della città. Alla fine del percorso, vedremo se qualcosa, di tutto questo, è giunto fino a noi e come sopravvive. E troveremo risposta alla domanda conclusiva: ma i napoletani recitano ancora?
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Manuale di improvvisazione. Una guida fondamentale all'improvvisazione comica e teatrale
editore: Audino
pagine: 191
Saper improvvisare, è una delle caratteristiche essenziali dell'attore. L'improvvisazione però non si improvvisa, si prepara. Così che ciò che appare spontaneo è in realtà frutto di studio e di esercizio lento e costante. È il risultato di una preparazione a rispondere con creatività e immediatezza a stimoli esterni, imprevisti ma non imprevedibili. Scritto da un duo di attori, marito e moglie, con anni di esperienza e di insegnamento nel settore, "Manuale di improvvisazione" fornisce tutto ciò di cui chi è interessato all'improvvisazione teatrale ha bisogno. Il cuore di questo libro è come improvvisare: approfondisce questioni come la spontaneità, i fondamentali dello storytelling, il lavoro di squadra, la posta in gioco e lo sviluppo dei personaggi. "Manuale di improvvisazione" è una guida che si rivolge ai principianti, agli esperti e a tutti coloro che amerebbero provare se non fossero troppo spaventati.
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Le madri atroci
di Dazieri Sandrone
editore: Feltrinelli
pagine: 92
Amsterdam, splendida e civilissima capitale europea
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Tre drammi: Variazioni di morte-Sonno-Io sono il vento
di Jon Fosse
editore: Titivillus
pagine: 240
Tra Beckett e Fosse c'è la svolta del millennio. I personaggi di Beckett sono piccolo borghesi che parlano e fantasticano come raffinati intellettuali del Novecento; i personaggi di Fosse sono gente comune che parla e fantastica come gente comune, non umili, ma folk, people. Di questo essere e parlar comune Fosse ha fatto grande poesia: i personaggi sono tutti nelle parole che dicono, prive di sottotesto, psicologie o significati nascosti. Nei loro discorsi una disseminazione di così, ecco, cioè, ma, poi: parole di appoggio proprie del parlare quotidiano. L'attore non ha griglie psicologiche o di altro tipo a cui aggrapparsi, deve accogliere i suoni delle battute. Le emozioni nasceranno dall'incontro fra il corpo-voce dell'attore e i suoni e ritmi del testo. Nel suo grande saggio "Quel buio luminoso" (Titivillus, 2012) Leif Zern scrive che in Fosse vi è una idea audace sull'attore. Di questa idea parleranno forse in futuro gli attori che avranno interpretato i testi di Fosse, oggi l'autore più rappresentato del mondo.
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