Lupetti: Comunicazione. Teorie e tecniche
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Dalla lingua all'immagine. Studi di semiotica testuale
di Giovanna Zaganelli
editore: Lupetti
pagine: 280
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La comunicazione a rete globale. Per capire e vivere la mutazione di epoca
di Eleonora Fiorani
editore: Lupetti
pagine: 176
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Come farsi capire e... Amare dai propri pazienti. La comunicazione in medicina
di Paolo Nucci
editore: Lupetti
pagine: 96
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Il mondo senza qualità. Per una geo-filosofia dell'oggi
di Eleonora Fiorani
editore: Lupetti
pagine: 233
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Il sogno della merce
di Jean Baudrillard
editore: Lupetti
pagine: 104
Dove ci porterà questa pubblicità? Secondo l'autore si può chiamare pubblicità qualsiasi operazione che trasforma un oggetto o un'idea in uno scambio simbolico fra noi e una madre che cerca di tranquillizzare il suo bambino. La pubblicità e la "volgarizzazione" di un desiderio fusionale, la ricerca di una felicità impossibile ma vissuta magicamente come vera. Ma la pubblicità può definirsi stupida o intelligente? I propositi sono buoni solo che a giocare su questi termini di stupidità o intelligenza, oppure di buono o cattivo, secondo l'autore, ha lo stesso valore, e un modo in apparenza differente di collocarsi nel teatro delle merci.
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Kate Moss machine
di Christian Salmon
editore: Lupetti
pagine: 111
Kate Moss, ideale incarnato della diva d'oggi, fa mutare lo statuto della modella dall'imitazione alla simulazione. Il corpo affusolato, ridotto allo spessore di una lettera o di un codice, non appartiene più all'anatomia ma al lessico del branding e del morphing, plasmando un programma di vita che rappresenta il "destino" neoliberale per eccellenza. Cosa ci racconta la storia di una delle più vivide star del globo? Secondo Salmon, essa narra del nostro graduale divenire strateghi, soggetti agguerriti e capaci di manipolare le nostre competenze e i nostri affetti al solo scopo di migliorare l'immagine e la performance tramite cui abbiamo la sensazione di esistere. Non c'è altro rapporto possibile con se stessi che questo incessante lavoro di messa in valore della propria narrazione. Gli individui non hanno più scelta tra una vita scambiabile e dunque stilizzata, e una vita non stilizzata ma priva di valore. In questa logica esclusiva, siamo ormai tutti tante piccole Kate Moss machine. Prefazione di Vincenzo Susca.
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