Medusa Edizioni: Filopógon
Ierofanie naturali. Sacro e natura nell'antica Roma
editore: Medusa Edizioni
pagine: 192
Contemplando un cielo illuminato, sostando sulla soglia ombrosa di una grotta, risalendo il corso di un fiume fino alle sue sorgenti, traversando un sentiero boscoso, non percepiamo ancora oggi il sentimento del sacro, il brivido di una presenza misteriosa? Nacquero così, nell'antico mondo italico, ben prima che Roma facesse la sua comparsa, il culto delle fonti e dei boschi, l'animata religione delle ninfe che abitavano i tronchi degli alberi o le rive erbose di un corso d'acqua. Un'antologia, quella curata da Luigi Picchi, che affonda nei grandi archetipi - insieme animistici e naturalistici - dell'arcaico mondo italico, quei miti che tuttavia, già in età imperiale, sembrano addomesticarsi in una visione più razionale e decorativa: così, in una pagina di Stazio, è lo stesso Volturno, antica divinità fluviale, a manifestare la sua gratitudine per la bonifica delle sue rive paludose e per la costruzione di un ponte che collegava con il suo vasto arco le rive opposte. Nasceva allora, forse, lo spirito dell'uomo moderno, diviso fra la volontà di piegare la natura ai suoi scopi e la nostalgia per la potenza numinosa del mondo naturale: tanto più si perdeva il sentimento del sacro in natura, tanto più esso si spostava nei boschi, forse ancora più terrifici, dell'anima.
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A Diogneto
editore: Medusa Edizioni
pagine: 136
Il rapido diffondersi della fede cristiana, il difficile rapporto con l'autorità imperiale, il vasto - spesso aspro - dibattit
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L'opera del tempo
di Lucio Anneo Seneca
editore: Medusa Edizioni
pagine: 95
Seneca, filosofo stoico e poeta tragico vissuto in età giulio-claudia, vittima della repressione neroniana nel 65 d
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Più oro dell'oro. Testo greco a fronte
di Saffo
editore: Medusa Edizioni
pagine: 150
Saffo, la maggior poetessa dell'antichità, contemporanea di Alceo, nacque nella seconda metà del VII secolo a.C. nell'isola di Lesbo, la stessa dove mille anni dopo Longo avrebbe ambientato, quasi un omaggio a una figura divenuta ormai leggendaria, gli amori pastorali di Dafne e Cloe. A Mitilene diresse un tiaso, una comunità di fanciulle appartenenti, come lei, alle più influenti famiglie aristocratiche dell'isola, unite nel sacro vincolo del culto di Afrodite, educate alla sapienza, alle buone maniere, al canto, alla musica e alla danza. Proprio alle fanciulle del tiaso è dedicata la parte più cospicua della sua opera, che la poetessa doveva cantare personalmente con l'accompagnamento della lira. Tema fondamentale di questi versi è Eros, il "servo di Afrodite", il "tessitore di miti" che scuote la mente e scioglie le membra degli umani, ora declinato secondo gli ideali - anche stilistici della grazia e della delicatezza, ora rappresentato nella sua sensuale fisicità e nella sua devastante potenza.
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