Mimesis: Eterotopie
Transizioni senza meta
Oltre marxismo e antieconomia
di Marzocca Ottavio
editore: Mimesis
pagine: 212
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Di chi è la colpa? Le ragioni psicologiche del senso di colpa e del bisogno di punizione
di Sergio Premoli
editore: Mimesis
pagine: 208
Il sentimento della colpa, insieme a quello della gioia e del dolore, è il sentimento più radicato nell'esperienza umana, da s
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Altre persone. Antropologia, visioni del mondo e ontologie indigene
di Alessandro Mancuso
editore: Mimesis
pagine: 314
La messa in discussione dell'universalità delle dicotomie natura/cultura e natura/società ha posto gli antropologi di fronte a
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La protezione dei dati. Guida pratica al regolamento europeo
di Alessandro Curioni
editore: Mimesis
pagine: 198
Negli ultimi mesi migliaia di organizzazioni hanno scoperto in maniera tardiva che dal 25 maggio 2018 diventerà applicativo il
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Novantanove pensieri sulla poesia
di Gianni Gasparini
editore: Mimesis
pagine: 86
Questo piccolo volume è frutto di un percorso insolitamente lungo: quasi quarant'anni di riflessioni, pensieri e aforismi sul
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Avanti o popolo! Socialisti e comunisti nei film italiani 1945-2010
di Carlo Carotti
editore: Mimesis
pagine: 368
Nel suo lavoro Carlo Carotti - cinefilo di valore nonché studioso di storia contemporanea - si propone di analizzare in quale
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L'attualità della «mise en abyme» nelle opere di Peter Greenaway e Charlie Kaufman
di Alessandro Cutrona
editore: Mimesis
pagine: 98
In questo volume l'autore osserva da vicino quella tecnica complessa che è la "mise en abyme", espressione coniata da André Gi
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L'amara vittoria del situazionismo. Per una storia critica dell'«Internationale Situationniste» (1957-1972)
di Gianfranco Marelli
editore: Mimesis
pagine: 456
"Vivere senza tempo morto e godere senza ostacoli", sono queste le uniche regole adottate dall' "Internationale Situationniste
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La parola data. Interviste 2008-2016. Con DVD video
di De Angelis Milo
editore: Mimesis
pagine: 176
Il testo è composto da una serie di interviste fatte a Milo De Angelis tra il 2008 e il 2016 da giornalisti, critici e amici c
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Accanto a lei. Presenza opaca, presenza intima
di François Jullien
editore: Mimesis
pagine: 100
Nel suo personale itinerario speculativo François Jullien alterna testi più lunghi e articolati a saggi brevi, intensi, privi di note e adatti anche a un pubblico di non specialisti in materia sinologica o filosofica. In questo scritto breve tocca la questione della presenza e della "vita a due", e del rischio che la presenza si assopisca e si banalizzi. Senza concentrarsi solo su un soggettivismo psicologico, Jullien rintraccia e inscrive quella faglia o cedimento all'interno dell'Essere stesso: la caduta nella monotonia di una presenza disattivata, smorzata, inerte non rappresenta semplicemente un rischio del soggetto; sprofondare nell'inerzia è una possibilità ontologica, è strutturale all'Essere. L'Altro assume allora un rilievo cruciale, perché è colui, o colei, che può riattivare la presenza e mantenerla viva - a patto di saperla accogliere, custodire e incentivare.
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La fiction e la vita. Lettura, benessere, salute
di Stefano Calabrese
editore: Mimesis
pagine: 177
Il volume studia gli effetti della fiction (romanzi, film, serial TV) sul corpo in termini di incremento dell'empatia, diversificazione dei trasmettitori neurochimici, consolidamento del Sé, miglioramento delle capacità di mind reading, terapia dell'autismo, ecc. Si tratta di argomenti che la comunità scientifica internazionale sta scoprendo proprio in questi anni e ancora poco noti in Italia, di cui ha parlato un articolo apparso su "Nature" di recente. Il volume documenta il fatto che oggi le fiction "fanno bene" e ne spiega a lungo le ragioni, mentre in passato gli effetti erano considerati negativi, come appare evidente dal case-study dedicato ai lettori normanni di Madame Bovary e al gioco di identificazioni incrociate cui essi hanno dato luogo.
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Madri assassine. Maternità e figlicidio nel post-patriarcato
di Sara Fariello
editore: Mimesis
pagine: 105
L'uccisione di un figlio per mano materna rappresenta nell'immaginario collettivo il più orribile dei delitti, ma, al di là della spesso morbosa attenzione dell'opinione pubblica e dei mass media, i dati statistici confermano una realtà consolidata con precedenti storici rilevanti. La stigmatizzazione della donna nel ruolo di madre assassina va ricondotta, quindi, entro un quadro più generale: dopo i movimenti di emancipazione degli anni 70, il sistema tende ancora - o di nuovo - a estromettere le donne da alcuni ambiti per relegarle nel ruolo di "buone madri". In questo nuovo scenario "post/neo patriarcale" la femminilizzazione del mondo del lavoro e dello spazio pubblico è avvenuta attraverso meccanismi di "inclusione differenziante", desoggettivizzanti oltre che anacronistici, alla luce del mutamento del concetto di identità sessuale e di genere, ancora tutto in divenire.
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